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Terremoti, in California torna la paura del "Big One"

Quattro faglie situate sotto zone densamente abitate spaventano i sismologi: l'energia accumulata in queste fratture potrebbe scatenare eventi disastrosi da un momento all'altro.

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Il Golden Gate Bridge a San Francisco. | Michael Appelt / Anzenberger/contrasto

L'avvento del prossimo, violento terremoto in California è diventato ormai solo una questione di "quando", e non più di "se". Quattro faglie distribuite nell'area metropolitana della Baia di San Francisco hanno infatti accumulato un'energia sufficiente a causare eventi sismici potenzialmente distruttivi.

 

A lanciare l'allarme è uno studio apparso sul Bulletin of the Seismological Society of America. Le faglie (quella di Hayward, del Rodgers Creek, della Green Valley and di Calaveras) sono segmenti della più estesa e famosa Faglia di Sant'Andrea, una fenditura della crosta terrestre che si snoda per 1.300 chilometri nel territorio californiano.

 

Sotto alle città. Lungo queste spaccature si accumula lo stress meccanico dovuto ai movimenti delle placche tettoniche. Il problema è che tutte e quattro le fratture si trovano in corrispondenza di aree ricche di infrastrutture e densamente popolate, dove un sisma avrebbe effetti ancora più distruttivi.

 

In rosso, le faglie che attraversano l'area metropolitana di San Francisco. | USGS

Validi indicatori. Jim Lienkaemper, ricercatore dell'U.S. Geological Survey's Earthquake Science Center di Menlo Park (California) e colleghi hanno analizzato gli impercettibili movimenti superficiali del suolo registrati a livello delle faglie. Spostamenti dell'ordine di 1 centimetro all'anno, che causano crepe sui marciapiedi o sui muri degli edifici e costituiscono una "cartina al tornasole" di quanto accade nel sottosuolo.

 

La più temuta. Questi dati sono stati confrontati con modelli matematici delle faglie e dati storici, come l'occorrenza degli ultimi grandi terremoti nelle rispettive regioni. Le faglie di Hayward e Calaveras hanno accumulato energia sufficiente a causare un terremoto di magnitudo 6.8, quelle di Rodgers Creek e Green Valley di 7.1. Ma è la faglia di Hayward a fare più paura: nel 1868 fu all'origine di un devastante terremoto, soprannominato "Big One" prima dell'avvento del sisma di magnitudo 8.6 che nel 1906 colpì San Francisco.

 


Esiste il 30% di probabilità che la faglia di Hayward generi un terremoto di 6.7 nei prossimi 30 anni, ed è stato osservato che, per gli ultimi 5, violenti terremoti, la faglia si è rotta, in media, ogni 140 anni. Ne sono passati 146, ma non è detto che il sisma avvenga ora (esiste un margine di errore di un centinaio di anni).

 

Momentaneamente ferme. Particolarmente imprevedibili e pericolose risultano le faglie - sottolinea lo studio - che rimangono bloccate per anni, a 5-10 chilometri di profondità, accumulando una quantità di energia che porta più facilmente a un punto di rottura. La faglia di Rodgers Creek è per l'89% bloccata.

 

Esercitazione da record. E mentre le previsioni si fanno allarmanti, i cittadini californiani e del resto del mondo si preparano ad affrontare oggi, 16 ottobre, la più grande esercitazione sismica globale. Il Grande Shake Out (Great Shake Out), organizzato per la prima volta nel 2008 proprio in California, mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sul comportamento da assumere in caso di terremoto.

 

Alle 10.16 delle rispettive ore locali, tutti i soggetti aderenti si cimenteranno nella simulazione di un grande terremoto, seguendo le istruzioni riportate su questo sito. Qui trovate le regole di buon senso da seguire in caso di sisma.

 

16 ottobre 2014 | Elisabetta Intini