Darwin e Wallace: il giorno di un'idea epocale

Il 1° luglio del 1858, a Londra, fu presentata un'idea sviluppata in modo indipendente da due naturalisti britannici: quell'idea avrebbe rivoluzionato il nostro modo di vedere il mondo.

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Da sinistra, Charles Darwin e Alfred Wallace, i due naturalisti inglesi che rivoluzionarono la storia della biologia. |

Il primo luglio del 1858, 161 anni fa, una riunione presso una società scientifica di Londra segnò un'epoca. Coinvolgendo due studiosi geniali, che però in quell'occasione erano assenti: Charles Robert Darwin e Alfred Russell Wallace. Due scienziati che ebbero vite molto diverse e che arrivarono in modo indipendente a una stessa visione della natura: il risultato di quell'incontro, organizzato in loro assenza nel luglio del 1858, è stato fondamentale per la scienza.

 

Dopo il lungo viaggio attorno al mondo, il naturalista inglese Charles Darwin elaborò per decenni una sua idea che spiegava come le specie animali e vegetali si modificassero nel tempo. Quello che chiamò selezione naturale spiegava come all'interno di una popolazione non tutti gli individui si riproducessero con la stessa efficacia, perché l'ambiente fungeva da "filtro" per quelli meno adatti.

 

Nel mondo della scienza l'idea che le specie cambiassero nel tempo era già presente, partendo da opere scritte dal naturalista francese Lamarck fino a un libro del nonno di Darwin stesso, Erasmus, oppure alle osservazioni degli allevatori di animali domestici, che "cambiavano" secondo il loro volere e la loro convenienza le specie addomesticate. L'idea di Darwin andava contro la concezione, diffusa al tempo tra i non studiosi, specialmente il clero, per cui le specie viventi erano relativamente immutabili perché così create migliaia o decine di migliaia di anni prima da un Ente Supremo. A differenza delle proposte precedenti, Darwin univa all'idea di cambiamento anche quella di un meccanismo del tutto naturale che spiegava quanto era accaduto alle forme di vita sulla Terra.

 

Evoluzionista riluttante. Poiché si rendeva conto che la sua ipotesi poteva sconvolgere il mondo della cultura e i religiosi (oltre che sua moglie, la cugina Emma Darwin - donna peraltro estremanente intelligente e comprensiva), Darwin aspettò oltre vent'anni per stendere un libro che raccontasse con dovizia di particolari il suo pensiero. Nel 1858, però, ricevette da un altro naturalista inglese, Alfred Russel Wallace, una lettera con i pensieri che aveva elaborato in anni di esplorazioni e ricerche attorno al mondo, dal Sud America al sud-est asiatico. Il documento, che si intitolava On the Tendency of Varieties to depart Indefinitely from the original type, era quasi un riassunto dell'ipotesi della selezione naturale di Darwin!

 

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Un mimo e un'iguana della Galapagos, due specie presenti sulle isole che fecero sospettare a Darwin la sua teoria dell'evoluzione. |

Fretta e cautela. Preoccupato dalla coincidenza e dalla possibilità che Wallace diffondesse le sue idee, Darwin inviò il documento al geologo scozzese Sir Charles Lyell (come richiesto da Wallace) e informò anche un suo amico intimo, il botanico Joseph Dalton Hooker.

 

Per cercare di dare a entrambi il merito della scoperta, anche se a loro conoscenza Darwin ci era arrivato anni prima, Lyell e Hooker organizzarono alla Linnean Society di Londra una presentazione congiunta di entrambi i documenti. Il tutto avvenne appunto il 1° luglio 1858.

 

Origine delle specie. Darwin, spronato dalla lettera di Wallace e dagli amici, pubblicò poi l'anno successivo quello che considerava un lungo riassunto delle sue idee, che intitolò On the origin of species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life. Il libro stesso è considerato uno dei più importanti contributi del pensiero occidentale alla conoscenza della natura e senz'altro il più fondamentale per la spiegazione della storia e delle dinamiche della vita sulla Terra.

 

1 luglio 2019 | Marco Ferrari