Tarocchi scientifici: la top 5 del 2013

Anche gli scienziati barano: ecco la classifica delle ricerche ritrattate nel 2013 dalle riviste più prestigiose pubblicata da Retractation Watch.

Tra notti insonni, risultati che tardano ad arrivare e fondi sempre più scarsi, la vita degli scienziati non è affatto facile. E così, mentre tanti dedicano la propria vita alla ricerca, altri tentano la via più facile, tra studi rubati, dati falsificati e amicizie influenti.
A tenere a bada i ciarlatani non sembra sufficiente nemmeno il processo di peer review, cioè la revisione da parte di altri scienziati alla quale vengono sottoposti tutti gli studi prima della pubblicazione sulle testate scientifiche.
Ogni anno infatti le ricerche che vengono ritrattate dalle diverse riviste dopo essere state pubblicate sono parecchie: a tenerne traccia è Retractation Watch, che qualche giorno fa ha pubblicato la (triste) classifica degli scienziati più furbi del 2013.

Le più clamorose bufale scientifiche

L’anestesia può giocare brutti scherzi… Ne sanno qualcosa gli scienziati cinesi che nel 2011 hanno pubblicato sulla rivista tedesca Der Anaesthesist una ricerca dal titolo “Differenti tipi di anestesia per la colicistectomia laparoscopica”.
Ebbene questo studio sembra molto simile a quello pubblicato qualche anno prima da un gruppo di ricercatori brasiliani sulla Revista Brasileira de Anestesiologia con il titolo “Anestesia generale vs anestesia spinale per la colicistectomia laparoscopica”.
La somiglianza delle due ricerche non è solo nel titolo: i cinesi basano il loro lavoro su un campione di 68 pazienti affetti da colecistite, così come i brasiliani. Stranamente entrambi i team di scienziati somministrano l’anestesia spinale 35 pazienti e la genrale a 33.
E date le premesse non stupisce che anche i cinesi siano arrivati, con qualche anno di ritardo, agli stessi risultati dei colleghi sudamericani: i pazienti trattati con anestesia spinale, a 2, 4 e 6 ore dall’intervento presentavano una sensibile riduzione del dolore.
Der Anaesthesist ha ritrattato la pubblicazione della ricerca sul numero di Novembre del 2013 perchè identica a quella precedentemente pubblicata dai medici brasiliani.

Nel numero 255 di Focus, in edicola fino al 20 gennaio (e in digitale per sempre), un lungo articolo spiega come funziona (e quando non funziona) l'anestesia.

Scienziati pazzi per amore della scienza

Bahram Mokhtari e Kobra Pourabdollah, due chimici iraniani, hanno una notevole stima professionale l’uno per l’altro al punto da lavorare e pubblicare ricerche insieme ormai da diversi anni. E fin qui nulla di strano.
Ma i due sono talmente affiatati da revisionarsi reciprocamente gli studi dei quali sono co-autori, facendo così venire meno i criteri di oggettività e indipendenza che sono alla base del processo di revisione dei pari.
I due scaltri ricercatori sono stati scoperti nel corso del 2013 e al momento sono accusati per aver autorevisionato ben 11 ricerche che sono state quindi ritrattate da diverse pubblicazioni scientifiche.
Mokhtari e Pourabdollah sono comunque due dilettanti se paragonati al coreano Hyuon-in Moon, che nel 2012 si è reso protagonista dell’autorevisione di ben 28 paper di ricerca.

Nel luglio del 2013 la rivista Nature ha ritrattato uno studio pubblicato nel 1994 sulla tossicità di alcuni oligosaccaridi perchè nessuno è mai riuscito a riprodurne i risultati.
L’aspetto curioso della vicenda è che negli ultimi 19 anni decine di scienziati, compreso uno degli autori della ricerca, avevano chiesto alla rivista di ritrattarne la pubblicazione perchè i risultati dello studio non erano riproducibili.
La smentita ha però dovuto attendere 19 anni, perchè fino a poco tempo fa la policy editoriale di Nature prevedeva che uno studio potesse essere ritrattato solo con il consenso di tutti i co-autori.
In questo caso però uno dei ricercatori che aveva partecipato al progetto del ‘94, Karel Bezouška, era così determinato a difenderlo da irrompere nottetempo in un laboratorio di Praga dove alcuni colleghi ne stavano testando la validità, e sostituire i campioni con altri che avrebbero confermato la bontà del suo lavoro.
Bezouška è stato cacciato con vergogna da tutti i laboratori di ricerca del mondo.

Le professioni scientifiche più digustose

Il Journal of Patient Safety nel 2013 ha ritrattato uno studio dall’altisonante titolo di "Understanding Interdisciplinary Healthcare Teams: Using Simulation Design Processes From the Air Carrier Advanced Qualification Program (AQP) to Identify and Train Critical Teamwork Skills”, sebbene dopo un accurato processo di revisione risultasse accurato, preciso e dai risultati straordinari.
Il problema era che l’autore, William Hamman, non è un medico, non è uno scienziato e non ha neppure la laurea: cacciato dalla facoltà di medicina parecchi anni fa, negli ultimi 3 lustri ha ripetutamente falsificato titoli e credenziali.
E lo ha fatto talmente bene da aver ricevuto e curato pazienti in diversi ospedali degli Stati Uniti incassando parcelle per milioni di dollari.
Altre due sue pubblicazioni saranno probabilmente ritrattate nel corso dei prossimi mesi.

Le 5 bufale scientifiche più famose

Qualche mese fa l’autorevole rivista DNA and Cell Biology ha ritrattato uno studio firmato dal dottor Konstantin Meyl dal titolo “DNA and Cell Resonance: Magnetic Waves Enable Cell Communication” semplicemente perchè… privo di ogni senso.
La cosa ha dell’incredibile, ma basta leggere qualche riga della ricerca per rendersi conto che sembra uscita dalla sceneggiatura di “Amici miei”.
“Il DNA genera onde longitudinali che si propagano nella direzione del vettore di campo magnetico. Le frequenze computazionali della struttura del DNA si accordano con quelle della prevista radiazione bifotonica. Il vortice del modello di onda magnetica scalare copre molte delle strutture osservate…”
Pazzesco vero? Eppure è stata pubblicata con tanto di revisione dei pari...

Tra notti insonni, risultati che tardano ad arrivare e fondi sempre più scarsi, la vita degli scienziati non è affatto facile. E così, mentre tanti dedicano la propria vita alla ricerca, altri tentano la via più facile, tra studi rubati, dati falsificati e amicizie influenti.
A tenere a bada i ciarlatani non sembra sufficiente nemmeno il processo di peer review, cioè la revisione da parte di altri scienziati alla quale vengono sottoposti tutti gli studi prima della pubblicazione sulle testate scientifiche.
Ogni anno infatti le ricerche che vengono ritrattate dalle diverse riviste dopo essere state pubblicate sono parecchie: a tenerne traccia è Retractation Watch, che qualche giorno fa ha pubblicato la (triste) classifica degli scienziati più furbi del 2013.

Le più clamorose bufale scientifiche