Supervulcani pronti a esplodere

Alla scoperta dei supervulcani: laghi di magma sotterranei che, secondo un recente studio, sarebbero prossimi all'esplosione.

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Suggestivi ma, forse, pericolosi: sotto i geyser si nascondono immensi depositi di magma pronti a esplodere. (© Frans Lanting/Corbis)

Un'altra previsione catastrofica minaccia il nostro pianeta. E questa volta a formularla non sono i Maya, ma un serissimo team di geologi americani: i supervulcani potrebbero prepararsi a eruzioni così violente da distruggere la Terra, in tempi molto più brevi rispetto alle centinaia di migliaia di anni stimate fino ad oggi.

Super pentole a pressione
Ma cosa sono i supervulcani? Si tratta di grandi caldere, 10 o 12 in tutto, ubicate nel sottsuolo in varie zone del pianeta. Larghe diverse decine di chilometir, sono generate da un punto caldo - in inglese “hot spot” - situato in profondità sotto di esse.
Non si tratta di veri e propri vulcani, anche se al loro interno ci sono crateri più o meno grandi e una costante attività di tipo secondario, tra cui geyser, fumarole e sorgenti termali. Le più note strutture di questo tipo sono i Campi Flegrei in Italia, Yellowstone negli Stati Uniti e il lago Toba in indonesia.
[La mappa interattiva dei vulcani italiani]

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Eruzione record
Secondo Guilherme Gualda della Vanderbilt University di Nashville (Tennesse), la pressione del magma all'interno degli immensi depositi sotterranei che alimentano i supervulcani potrebbe aumentare fino al punto di rottura nel giro di qualche centinaio di anni e non 100.000 o 200.000 come si è creduto fino ad oggi.
Se queste caldere dovessero esplodere le conseguenze sarebbero devastanti e seconde solo all'impatto di un grande asteroide: il boato sarebbe così potente da essere sentito in ogni angolo del pianeta, i cieli si oscurerebbero per anni e un'intensa pioggia, nera di cenere e detriti, cadrebbe incessante per giorni o settimane.

Yellowstone a rischio
Tra i supervulcani più nervosi, negli ultimi anni c'è sicuramente quello di Yellowstone: appena 7000 metri sotto al celebre parco ribolle infatti un lago di magma profondo più di 400 chilometri formatosi oltre 600.000 anni fa, all'epoca dell'ultima grande eruzione avvenuta in quell'area. A partire dal 2004 il livello del magma è aumentato a velocità mai registrate prima, facendo scattare l'allerta nella comunità scientifica.
La più recente super eruzione risale a 74.000 anni fa e ha interessato la caldera indonesiana del lago Toba: è stato un evento potentissimo, 10 volte più violento rispetto all'esplosione del Mt. St Helens, e con conseguenze che hanno interessato ogni zona del pianeta.
 «Le nostre ricerche dimostrano che questi laghi di magma sono piuttosto instabili, e non possono resistere all'infinito senza esplodere», spiega Gualda ai media. «Il fatto che le eruzioni avvengano in tempi storici e non geologici cambia radicalmente la natura del problema e le attività di monitoraggio da intraprendere»

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13 Giugno 2012 | Franco Severo