Il whisky invecchiato nello spazio

Parte il 16 agosto per la Stazione spaziale il whisky della giapponese Suntory, che vuole studiare l'effetto della microgravità sul processo che lo rende "morbido".

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| Suntory

È tempo di relax, è tempo di Suntory... Lo dice Bill Murray nel film Lost in Translation (2003), con indosso un elegante smoking e seduto su un'austera poltrona. Dovessero girare il sequel fra un paio d'anni, la battuta potrebbe essere la stessa, ma l'ambientazione sarebbe lo spazio: la distilleria giapponese Suntory ha infatti rivelato che condurrà un esperimento a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per studiare in che modo la microgravità influisce sul processo che rende morbido il whisky.

 

La ricerca universitaria. Un principio comunemente accettato è quello in base al quale un distillato più invecchia più diventa morbido. Siccome però manca una piena comprensione di questo processo, la distilleria di Osaka ha coinvolto studiosi delle università di Tohoku e di Tokyo per cercare di approfondire la questione. L'ipotesi scaturita è che la sospensione delle normali convenzioni fisiche possa favorire la formazione delle strutture molecolari che sono alla base di un gusto morbido.

 

La missione spaziale. Partendo da questa ipotesi Suntory ha organizzato la propria missione spaziale: il 16 agosto un vettore della Japan Aerospace Exploration Agency porterà sulla ISS sei campioni di whisky che saranno stoccati all'interno del modulo Kibo. Il primo gruppo resterà a bordo per 1 anno, il secondo per almeno 2. Contestualmente, sulla Terra, verranno conservati dei campioni in tutto e per tutto simili a quelli inviati nello spazio, in modo che alla fine dell'esperimento si possano confrontare i distillati e verificare se e in che misura la microgravità ha influito sull'invecchiamento.

 

L'ultima fase dell'esperimento. Suntory intende confrontare i campioni attraverso un'analisi a raggi X (per studiare le strutture molecolari) e anche tramite un metodo più tradizionale, cioè l'intervento di esperti assaggiatori. A seguire potremo conoscere l'esito dell'esperimento - sempre che quest'ultimo passaggio non richieda molto tempo, come sta accadendo con il whisky della scozzese Ardbeg Distillery, rimasto in orbita per 1000 giorni fra il 2011 e il 2014, rientrato con successo sulla Terra ma, per quanto è dato sapere, ancora sotto analisi.

 

15 agosto 2015 | Davide Decaroli