Scienze

Il Sole ha fatto spazio alla vita sulla Terra

La vita sul nostro pianeta potrebbe essere apparsa solo grazie alla furiosa attività primordiale del Sole.

Come sia nata la vita sulla Terra è uno dei grandi misteri, della scienza e del pensiero: ci sono tante ipotesi, ma nessuna in grado di spiegare fino in fondo il processo nel suo insieme. Al punto in cui siamo, la scienza cerca di dare una spiegazione ai singoli tasselli noti, per riuscire un giorno a ricostruire l'intero quadro.

Una delle domande che non hanno ancora risposta riguarda la presenza sulla Terra dell'azoto chimicamente reattivo, perché, per quel che ne sappiamo, per avere "vita" è necessario che vi sia "azoto atomico" in circolazione, e non molecolare (ossia atomi stabili, legati tra loro).

Dagli asteroidi. Un'ipotesi usata per spiegare la presenza di azoto atomico sostiene che sia arrivato dallo spazio, con le comete e gli asteroidi. Tuttavia il numero di oggetti che cadevano sulla Terra, benché elevato, era insufficiente a garantire la quantità di azoto necessario per innescare i complessi processi della vita.

Così doveva apparire la Terra prima della nascita della vita. © NASA

Ora una nuova ipotesi suggerisce di guardare al Sole come motore del fenomeno.

Una ricerca di Vladimir Airapetian, del Goddard Space Flight Center della Nasa, pubblicata su Nature Geoscience, sostiene che spaventose eruzioni solari, i superflare (super brillamenti), che si verificavano con elevata frequenza sulla superficie del Sole quando era molto giovane, abbiano inviato particelle nell'atmosfera terrestre con un'energia tale da spaccare le molecole dell'azoto, liberando così gli atomi e dando loro la possibilità di legarsi ad altri elementi fondamentali per costruire la vita.

Per conoscere come si comportava il Sole ai primordi si studiano stelle giovani simili alla nostra. © NASA

Guardare lontano. A questa ipotesi Airapetian è giunto osservando quello che succede su stelle simili al Sole e di giovane età, dove sono stati rilevati superflare con emissione di grandi quantità di particelle e che, a differenza di quanto avviene oggi sulla nostra stella, hanno un'energia tale che il campo magnetico terrestre non avrebbe potuto fermarle - e questo sarebbe il motivo per cui penetrarono nell'atmosfera.

La ricerca dimostra anche un altro fattore importante: le particelle energetiche solari sono in grado, interagendo con le sostanze dell'atmosfera terrestre, di produrre protossido di azoto e cianuro di idrogeno (che contiene azoto), che dissociandosi avrebbero messo in circolazione altro azoto atomico, necessario alla formazione delle prime molecole, come gli amminoacidi. In più, il protossido di azoto, che è un potente gas serra, avrebbe permesso alla Terra di scaldarsi fino a consentire all'acqua di scorrere liquida e di diventare il mezzo in cui prese forma e si diffuse la vita.

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24 maggio 2016 Luigi Bignami
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