Scienze

Scoperto in Usa un importante giacimento di litio (forse il più grande al mondo)

Nella Caldera McDermitt, al confine tra Nevada e Oregon, si ipotizza che ci siano fino a 40 milioni di tonnellate di litio, il metallo sempre più richiesto per alimentare l'industria dei veicoli elettrici.

Un trio di vulcanologi e geologi della Lithium Americas Corporation, GNS Science e Oregon State University hanno portato prove di grande interesse secondo le quali la Caldera McDermitt, che si trova al confine tra Nevada e Oregon negli Stati Uniti, potrebbe ospitare il più grande deposito di litio conosciuti sulla Terra. Nel loro lavoro, riportato sulla rivista Science Advances, Thomas Benson, Matthew Coble e John Dilles hanno studiato parti della caldera trovando elevate concentrazioni di litio e hanno sviluppato un'ipotesi per spiegare come se ne sia formato così tanto nell'area.

Sempre più litio. Negli ultimi decenni, il litio è diventato un metallo tenero molto apprezzato, principalmente grazie al suo utilizzo in un'ampia varietà di tipi di batterie e allo sviluppo dell'industria dei veicoli elettrici. Stando alle previsioni, entro il 2040 vi sarà una richiesta di circa un milione di tonnellate, in aumento di otto volte rispetto alla produzione globale del 2022. E dunque, poiché il suo valore è in continuo aumento, gli scienziati che lavorano per società minerarie come la Lithium Americas Corporation sono alla ricerca di nuove fonti. 

Legata a Yellowstone. La Caldera McDermitt è lunga circa 45 chilometri e larga 35. Ricerche precedenti avevano suggerito che si era formata come parte del "punto caldo" della Terra di Yellowstone, che ha portato alla formazione di una sequenza di caldere. La sua origine risale a circa 19 milioni di anni fa. Nel 2017, un altro gruppo di ricercatori aveva trovato prove che una parte della caldera chiamata Thacker Pass potesse avere uno tra i più grandi giacimenti di litio mai trovati. Fu così che la Lithium Americas ottenne la possibilità di approfondire le ricerche e verificare la consistenza del deposito a fini estrattivi. Ma ancor prima di iniziare i lavori, incontrarono una forte opposizione da parte gente del posto e di gruppi di nativi americani: ecco perché c'è voluto del tempo prima di ottenere il diritto di estrarre litio dal sito.

Mappa mondo litio
Mappa che mostra il tipo e la dimensione relativa delle risorse globali di litio. La produzione attuale proviene da pegmatiti in Australia (47%) e salamoie sottostanti le saline in Cile (30%), Cina (12%) e Argentina (5%). © Science Advances

Storia geologica. Da quel momento, il gruppo di ricerca ha raccolto e analizzato campioni, cercando il luogo migliore ove iniziare le prime operazioni minerarie. Ma per trovare il litio, non si deve andare a tentativi, ma è necessario trovare una spiegazione su come il litio sia arrivato lì; questo permetterà di comprendere (forse) dove il minerale si è maggiormente concentrato. Nel loro articolo, i ricercatori hanno ricostruito la storia geologica e ciò ha permesso alla Lithium Americas di avere la certezza che vale realmente la pena iniziare le operazioni minerarie.

La storia presuppone che nell'area vi fu una gigantesca eruzione, dopo di che il magma sotterraneo si spinse in profondità verso il centro di quella che oggi è la caldera - risultata in seguito dell'eruzione esplosiva. Quando ciò accadd, si crearono faglie, fessure e fratture, consentendo al litio di filtrare verso la superficie. E questo presuppone che in profondità ce ne fosse in elevate quantità.

A questo punto, all'interno della caldera si formò un lago che venne riempito per tempi lunghissimi dal materiale di smantellamento di parte della caldera. E così il litio, o meglio i minerali che lo contengono, si sono contrati in aree ben precise e oggi risulta presente in percentuali tra le più elevate al mondo finora conosciute. Quanto litio ci sia è ancora da capire  - si calcola dai 20 alle 40 milioni di tonnellate - o comunque non è stato rilasciato dalla Società. Ma certamente - data la richiesta esponenziale del metallo - varrà la pena estrarlo in ogni caso. 

Nel Lazio e nei campi Flegrei. Poiché anche l'Italia è ricca di vulcani - un tempo esplosivi - , secondo ricerche dell'Ispra vi sarebbero circa 3.000 siti dove varrebbe la pena approfondire le ricerche per verificare la concentrazione di litio o di elementi simili al litio. Nel caso particolare del litio, ne è certa la presenza nell'alto Lazio, ma anche nei dintorni dei Campi Flegrei (dove però mancano studi approfonditi circa la validità della coltivazione) e di Roma dove lo si potrebbe estrarre da fluidi geotermici e dove sono in atto delle ricerche. 

23 settembre 2023 Luigi Bignami
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