Scoperta una nuova misteriosa specie di ominidi

I resti scoperti nelle grotta dei cervi rossi hanno un mix di tratti antichi e moderni. Per alcuni ricercatori si tratta di una nuova specie umana che ha convissuto con la nostra. Per altri studiosi invece...

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Una ricostruzione del cosiddetto uomo di Maludong che presenta un singolare incrocio di tratti arcaici e moderni.
Foto: © Peter Schouten. |
In sintesi

I fossili trovati in 2 caverne in Cina sono stati attribuiti a una nuova specie finora sconosciuta.

I misteriosi ominidi, chiamati uomini di Maludong (o delle grotte del cervo rosso), presentano un singolare incrocio di tratti arcaici e moderni.

Gli ominidi (4 individui) rialgono a un periodo molto recente: 11.500 anni fa. Per la prima volta a fare notizia non è un fossile più antico, ma più redente.

Il cespuglio dell'uomo e dei suoi parenti scomparsi si fa sempre più complicato, e la strada verso la specie “superiore” diventa una rete di sentieri intricata e interconnessa. È la conclusione che traggono i paleoantropologi sulla nuovissima scoperta avvenuta in Cina, e pubblicata sulla rivista online PlosOne il 14 marzo.

Mosaico umano
Scoperti nel 1989, ma descritti solo ora, i resti hanno caratteristiche peculiari; risalgono a un'epoca relativamente recente (circa 11.500 anni fa) e gli scopritori, australiani e cinesi, li descrivono come una specie di mosaico di tratti antichi e moderni.
Il cranio per esempio è arrotondato, come quello degli uomini moderni, ma il cervello non è particolarmente grande e le sopracciglia robuste, la faccia è corta e piatta ma il mento non è molto prominente. Sono caratteristiche arcaiche e moderne racchiuse in una sola serie di fossili: altre specie scoperte in Africa sono “a mosaico”, ma risalgono a tempi molto più antichi e si riteneva che in un'epoca così recente non ci fossero in Asia altri uomini che la nostra specie Homo sapiens (anche se non molto prima l'isola di Flores ospitava un'altra specie del genere Homo molto diversa da noi, lo Hobbit Homo floresiensis: leggi la notizia della scoperta - scarica l'approfondimento).

Le ipotesi in campo
Come si spiega questa strana chimera di tratti antichi e moderni? Le ipotesi sono più d'una: i fossili potrebbero appartenere a un gruppo di uomini della nostra specie, ma con caratteristiche arcaiche, che è uscito dall'Africa circa 60.000 mila anni fa e si è spinto in Asia, per scomparire sopraffatto da nuovi arrivati; questi sarebbero i primi fossili di questa popolazione che troviamo.
(L'odissea dell'uomo: come potrebbero essere avvenute le migrazioni dei primi ominidi)

E se fosse una specie già nota?
Oppure le caratteristiche (che a noi sembrano antiche) potrebbero essere nate in Asia, ma solo dopo l'arrivo degli uomini moderni; un processo simile è avvenuto in Australia dopo l'arrivo degli uomini, circa 50.000 anni fa.
La terza ipotesi suggerisce che questi fossili potrebbero appartenere a quella specie di uomini che i paleoantropologi chiamano denisoviani, dalla grotta in Siberia dove sono stati trovati; di loro sono stati rinvenuti solo minuscoli frammenti di ossa, ma l'analisi del Dna ha stabilito che una parte del loro patrimonio genetico è presente nelle popolazioni umane del Sud-est asiatico.
Insomma, la nostra specie risulta sempre meno sola sul pianeta; fino a qualche decina di migliaia di anni fa c'erano almeno altre tre o quattro specie che ci facevano compagnia sulla Terra.

Critiche costruttive
Non mancano ovviamente le reazioni alla scoperta. Se da una parte conferma infatti la possibilità di più specie contemporaneamente, dall'altra sembra esagerare alcune caratteristiche dei fossili. Per esempio il paleoneurologo Emiliano Bruner lo segnala nel suo blog Paleoneurology e invita anche a prendere l'articolo con le dovute precauzioni, a causa di alcune ingenuità dell'analisi dei fossili da parte degli autori.
Seguiremo in futuro le novità sul tema.

Leggi anche: La grande storia della diversità umana: le nuove ricerche sull'Homo sapiens e sull'accoppiamento con altre specie.

 
16 marzo 2012 | Marco Ferrari