Scomparsi i dinosauri, i mammiferi videro la luce

Le abitudini diurne emersero poco dopo l'estinzione dei rettili preistorici: prima, uscire allo scoperto era troppo pericoloso. Ecco perché ancora oggi la maggior parte dei mammiferi - primati esclusi - è ben adattata al buio.

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I precursori dei mammiferi che vivevano ai tempi dei dinosauri, come i cinodonti (nell'illustrazione), erano probabilmente attivi di notte.|Mark Witton

Salutati i dinosauri, non fu solo il numero di mammiferi ad aumentare. Anche il loro comportamento cambiò rapidamente: archiviata la minaccia dei sauri predatori, i primi antenati della classe a cui apparteniamo iniziarono a uscire allo scoperto anche di giorno.

 

Col favore delle tenebre. Prima della grande estinzione innescata dall'asteroide di Chicxulub, muoversi con la luce era troppo rischioso: non conveniva competere per il cibo con i rettili dalla vista fine, per non finire sul loro menù. La maggior parte dei protomammiferi era quindi notturna, il che potrebbe spiegare perché, ancora oggi, lo sono i loro discendenti. Se si escludono i primati, la maggior parte dei mammiferi ha occhi che funzionano meglio in penombra, udito e olfatto sopraffini e vibrisse capaci di sniffare il pericolo mentre si avvicina (tutti tratti utili al buio).

Coincidenza temporale. Per capire quando esattamente i primi mammiferi si avventurarono fuori dai loro nascondigli alla luce del giorno, i paleontologi delle università di Tel Aviv e del College London hanno catalogato le abitudini notturne o diurne di 2.415 specie di mammiferi viventi, e usato poi dati genetici per ricostruire i loro alberi genealogici.

 

I primi a provare l'ebbrezza di azioni diurne vissero 65,8 milioni di anni fa, poche migliaia di anni dopo la caduta dell'asteroide che mise fine ai dinosauri. L'antenato comune di cammelli, ippopotami e cervi iniziò a cacciare di giorno a quell'epoca: in termini evolutivi, "un battito di ciglia" dopo l'estinzione dei predatori.

Bastian contrari. Gli antenati dei primati furono invece i primi a instaurare abitudini completamente diurne, 52 milioni di anni fa. Ebbero quindi più tempo per sviluppare adattamenti alla luce del sole, come una migliore visione dei colori.

 

11 Novembre 2017 | Elisabetta Intini