Scienza: fotografie da mondi invisibili

A Verona la Mostra internazionale della fotografia scientifica: mondi invisibili in 100 immagini straordinarie, esposte nell'ambito del festival delle scienze Infinitamente.

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Dal 7 al 21 marzo 2014 a Verona si tiene la terza tappa italiana della Mostra internazionale della fotografia scientifica, promossa dal CIRPS (Capitolo Italiano della Royal Photographic Society): 100 immagini straordinarie che permettono di scoprire mondi altrimenti visibili all'occhio umano solo grazie all'uso del microscopio o del telescopio, rivelando situazioni sconosciute e normalmente impercettibili. Sabato 15 marzo la mostra propone anche un laboratorio per giovani fotografi (14-25 anni). Il CIRPS mette a disposizione la mostra per il 2014 a scuole, università, istituti eccetera (informazioni sul sito).
 
La Mostra internazionale della fotografia scientifica è uno degli eventi della sesta edizione di Infinitamente (Verona, 10-16 marzo 2014), festival di scienze e arti il cui tema-guida è, quest'anno, Viaggio nella vita: il cambiamento, incontri con scienziati e divulgatori, mostre, laboratori per adulti e bambini, spettacoli per fare il punto sugli straordinari stimoli all'evoluzione.

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Simile a un'opera d'arte astratta, questa fotomicrografia in luce polarizzata mostra un minerale con contenuto di grafite. Le chiazze colorate sono frammenti di quarzo e feldspato intervallati da grafite nera. Questo campione proviene da Kerala (India), dove tali minerali sono sfruttati come fonti di grafite. L'immagine mostra una sottile sezione di roccia dello spessore di appena 30 micron (la metà circa di un capello) levigata in modo da lasciar trasparire la luce polarizzata. Un secondo filtro polarizzatore rivela questi meravigliosi colori.
 
Foto © 2012 Bernardo Cesare, professore di petrologia al dipartimento di geoscienze dell'Università di Padova - Dal progetto MicROCKScopica - Rock Art. Fotografia ripresa con una fotocamera Canon EOS 550D montata su microscopio Zeiss Axioscop.
 


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Sembrano piccoli vulcani, ma in realtà sono tutt’altro! Si tratta, infatti, di fibre metalliche del diametro di appena qualche miliardesimo di millimetro. Le nanofibre sono state create in laboratorio utilizzando un sottilissimo foglio di alluminio bucherellato e un campo elettrico.
Proprio attraverso i buchi dell'alluminio le fibre sono cresciute in questo modo, creando delle piccole teste di fungo. Per completare l’opera, la scenografia è stata fotografata al microscopio elettronico e colorata a computer. Forse scienza e arte talvolta sono più vicine di quanto si possa immaginare.
Vuoi sapere di più sulla nano-arte? Vai alla fotogallery.

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Micrografia ottica confocale di una raccolta di colonie sferiche di cellule staminali. Ogni colonia è stata colorata con vari marker fluorescenti che evidenziano le diverse strutture all'interno delle cellule se illuminate da un raggio laser. Le cellule staminali sono i precursori di tutti i diversi tipi di cellule presenti nel corpo. Tali cellule sono oggi studiate nella speranza di trovare i trattamenti per la cura di molte patologie degenerative.
 
Foto © 2010 Craig Aarts, dipartimento di biochimica della McMaster University di Hamilton (Ontario, Canada). Questa immagine è stata acquisita con tecniche digitali utilizzando un microscopio Leica DMIRB.
 


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Micrografia elettronica a scansione a colori della base dell'antenna di una zanzara. I sottili cirri bianchi sono un fungo, il Beauveria bassiana, comune in molti terreni, parassita di molti insetti e causa della muscardina bianca (malattia dei bachi). Il beauveria è già utilizzato come pesticida biologico per controllare le infestazioni di molti tipi di insetti, ad esempio per eliminare termiti, afidi e scarafaggi. Più di recente ne è stato studiato il possibile impiego come agente biologico nel controllo delle zanzare responsabili della malaria.
 
Foto © 2012 Eye of Science. Immagine realizzata in bianco e nero e successivamente colorata con tecniche digitali.
 


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Micrografia ottica in luce polarizzata dell'estremità di un ipostomo di zecca dei boschi, Ixodes ricinus. Il segmento raffigurato in questa immagine misura circa 0,1 mm di lunghezza. L'ipostomo è un apparato boccale laceratore comune in determinati artropodi come gli acari e le zecche. È utilizzato per forare la pelle in cerca di sangue e la parte a forma di arpione consente all'insetto di rimanere attaccato all'ospite durante il pasto. Se la zecca viene rimossa in modo errato, questo segmento di ipostomo può spezzarsi e rimanere nella pelle, causando infezioni. L'ixodes è la più grande di tre specie di zecche presenti nel Regno Unito.
 
Foto © 2013 Gerd-A. Günther. Immagine ripresa utilizzando un microscopio Leica DMLB, con illuminazione in luce polarizzata e una fotocamera digitale Canon.
 


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Micrografia elettronica a scansione a colori dell'occhio di un coleottero del genere Cerambyx. I cristallini dell'occhio composto sono in basso a destra, in alto a sinistra sono presenti le ciglia che circondano e proteggono l'occhio. Cerambyx è un genere di coleottero Capricorno, o Cerambycidae, denominato in tal modo a causa delle lunghe antenne a spire che ricordano le corna dello stambecco alpino. Il genere comprende circa 30 specie, fra cui la più comune è il Cerambyx cerdo.
 
Foto © 2012 Viktor Sykora (Charles University, Praga, Repubblica Ceca). Immagine realizzata in bianco e nero e successivamente colorata con tecniche digitali.
 


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Immagine fortemente ingrandita della testa di una vespa Polistes flavus, appartenente al genere poliste, che comprende oltre 300 specie note. Molte specie costruiscono i propri nidi nelle abitazioni; sebbene normalmente non siano aggressive, le flavus difendono vigorosamente i propri nidi. L'immagine appartiene a una serie che intende indagare sui nostri compagni domestici spesso trascurati, risultato dell'espansione del nostro habitat nelle aree rurali.
 
Foto © 2013 Daniel Kariko (School for Art and Design, East Carolina University, Greenville, Usa). L'immagine è frutto di una combinazione fra microscopia ottica e microscopia elettronica a scansione.
 


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Micrografia elettronica a scansione a colori di una formica tagliatrice (Atta cephalotes) che sostiene l'ingranaggio di un dispositivo micromeccanico. L'ingranaggio è stato realizzato orientando un laser su una pellicola chimica per solidificare il polimero in modo da poterlo recuperare eliminando il prodotto chimico in eccesso con un lavaggio. L'ingranaggio ha un'ampiezza di circa 0,1 mm.
 
Foto © 2006 Manfred P Kage (KAGE Mikrofotografie, Institute of Scientific Photography, Lauterstein, Germany). Immagine realizzata in bianco e nero e successivamente colorata con tecniche digitali.
 


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Ricostruzione in 3D di un modello in vetro di una medusa, ripreso con uno scanner micro-CT a raggi X. I colori artificiali utilizzati in questo caso si basano sulla densità del vetro. Questo straordinario modello è stato creato in vetro alla metà del XIX secolo da Leopold e Rudolf Blaschka. Le tecniche utilizzate da questo team composto da padre e figlio non sono completamente note e questo studio potrebbe rivelarne i segreti.
 
Foto © 2013 Dan Sykes (Imaging and Analysis Centre, The Natural History Museum, London, United Kingdom).
 


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