Scie chimiche?

I nostri cieli sono sempre più segnati da scie di aerei. Molte di queste, sostengono alcuni, sono la prova evidente di un intrigo internazionale.

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I nostri cieli sono sempre più segnati da scie di aerei. Molte di queste, sostengono alcuni, sono la prova evidente di un intrigo internazionale: per costoro, le cosiddette scie chimiche conterrebbero sodio e bario, sostanze in passato già usate in esperimenti per il controllo del clima. Ed è proprio il controllo del clima (e soprattutto dell'economia e delle popolazioni che "sotto" quel clima vivono) lo scopo degli esperimenti attuali, che appunto si manifestano con le scie chimiche.
 
Questa è ancora una delle più attuali e gettonate "teorie del complotto", in compagnia di quella che nega che l'uomo sia stato sulla Luna nel 1968 o di quella che accusa i governi di nascondere i loro contatti con esseri alieni.
 
Per parlare di scie chimiche abbiamo chiesto ai lettori di Focus di inviarci le loro foto di questi strani ghirigori nei cieli, e al dottor Giulio Betti, meteorologo, di interpretarli. Tutte le fotografie di questa gallery sono inserite anche nel gruppo delle scie chimiche della fotocommunity iFocus.
 
Giulio Betti. La foto relativa a San Remo mostra un'estesa copertura di nubi alte, tra queste si nota la presenza di cirrostrati, cirrocumuli e rari cirri spissati. All'interno dello strato nuvoloso risulta evidente la presenza di almeno una scia di condensazione che lo taglia quasi trasversalmente. Il fatto che essa tenda a fondersi con i cirrostrati limitrofi risulta del tutto credibile considerando la pari altitudine alla quale volano gli aerei e alla quale si formano i cristalli di ghiaccio dei cirri. La notevole copertura è quasi certamente il segnale di un peggioramento imminente.

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La seconda non evidenzia la presenza di scie di condensazione bensì di Cirrocumulus Floccus e di Altocumulus Perlucidus. Entrambi facenti parte della categoria delle nubi "medio alte". La disposizione degli aghi di ghiaccio è tale da far escludere con ragionevole certezza la presenza di scie dissolte.

Commenti a cura di 3bmeteo.com, redatti dal dottor Giulio Betti.
Vedi la foto originale su iFocus.

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La terza immagine (in basso a sinistra, ingrandita nel riquadro centrale) mostra un compatto fronte composto da cirrostrati, altostrati e cirrocumuli; eterogeneità che palesa la presenza di strati termici e umidi differenti nella stessa zona. La scia che si incunea nell'area nuvolosa palesa un'interruzione piuttosto netta ed un progressivo uniformarsi della stessa nel fronte di nubi alte. Questo anomalo andamento è spiegabile attraverso la sopraccitata differenza di temperatura ed umidità che cambia le condizioni necessarie per la sublimazione e la condensazione della scia.

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La quarta immagina (in basso a destra) mostra una tipica scia di condensazione prodotta dal gas di scarico di un aeromobile in fase di "fioccamento", ovvero nel momento in cui le zone laterali della scia cominciano a tornare alle condizioni di umidità e pressione precedenti il passaggio dell'aereo.

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La quinta immagine (al centro) cattura due scie dall'andamento particolarmente sinuoso ed irregolare. Poiché alle latitudini in cui si formano le scie di condensazione soffiano intense "correnti a getto" è molto frequente che queste modifichino la traiettoria delle linee di condensazione.

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La foto in questione mostra 5/6 prolungamenti nuvolosi provenienti da un banco di stratocumuli. Trattandosi di nubi basse (1500-2000m al massimo) è del tutto escluso che possa trattarsi di scie di condensazione prodotte da aeromobili. Inoltre il particolare andamento dei prolungamenti è tipico dei cosiddetti "stratocumuli ondulati", prodotti dalla presenza di rotori che producono, in successione, aree di condensazione e disseccamento.

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Vedi la foto originale e la sua descrizione su iFocus.

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La foto mostra cirri ad uncino e cirrostrati in mezzo ai quali va dissolvendosi una scia prodotta da un aereo. Il colore scuro della scia, come del resto quello delle nubi ad essa vicine, è un effetto visivo prodotto dalla posizione del sole rispetto ad essa. La lontananza del disco solare, infatti, fa sì che le nubi più lontane, e di conseguenza la scia, diffondano meno luce.

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L'aereo in questione passa con molta probabilità al di sopra dello strato nuvoloso. Esso, infatti, fa parte della categoria degli altocumuli, formazioni medie che oscillano tra i 3000 e i 6000m d'altezza. L'altocumulo in questione è "translucido", aggettivo che indica la caratteristica di non oscurare completamente il cielo.

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L'immagine mostra improvvise interruzioni di due scie dall'andamento molto irregolare. Sull'oscillazione ci siamo già espressi citando le correnti a getto, mentre le interruzioni potrebbero essere prodotte dallo stesso principio individuato da Kelvin Helmholtz. Ovvero dalla discontinuità di una corrente rispetto ad un'altra superiore o inferiore ad essa.

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La foto mostra una porzione di cieli interessata, molto probabilmente, da cirrocumuli flocchi piuttosto sfrangiati.

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Innanzitutto va precisato che non si tratta di stratocumuli (facenti parte delle nubi "basse") ma di una copertura composta da cirrostrati e altostrati. La scia è esattamente alla stessa altezza dei cristalli di ghiaccio che compongono le nubi e infatti in due punti si fonde quasi perfettamente con esse. La maggior nitidezza della scia nella parte iniziale e centrale si giustifica con la minor compattezza dei cirrostrati e degli altostrati.

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La foto ritrae una scia che si interrompe bruscamente senza neppure riprendere più avanti. In questo caso le cause possono essere due: la discontinuità dei venti in quota, oppure un drastico cambio della temperatura e dell'umidità in loco. I due elementi possono essere anche legati: ad una discontinuità di corrente, infatti, coincidono spesso forti sbalzi pressori, umici e termici. Poiché le scie richiedono parametri meteorologici precisi per formarsi è ovvio che a zone di "salto" corrispondano zone di interruzione.

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L'opacità del sole è provocata da una classica formazione di cirrostrati.

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La presenza di alcune scie di condensazione dissolte è intuibile, tuttavia la copertura rivela un fronte nuvoloso composto per la quasi totalità da cirrostrati.

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La foto mostra una tipica scia di condensazione in fase di "fioccamento". Il fatto che le bande arrotondate si manifestino solo su un lato non indica la presenza di metalli, ma semplicemente una variazione termica più rapida rispetto al lato opposto. Non è detto che le nubi alte mostrino simmetrie perfette, anzi, molto spesso è l'esatto contrario. Infatti in un volume d'aria anche piccolo si possono avere punti di condensazione/sublimazione molto diversi.

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L'immagine satellitare mostra bande nuvolose ravvicinate ed orientate tutte nella stessa direzione (asse NO-SE). Non si tratta di scie di condensazione, bensì di cirrostrati collegati alla discesa si un fronte freddo dall'Europa centro orientale avente come perno depressionario un profondo vortice sul Mar Baltico. L'orientamento delle velature è legato alla direzione prevalente delle correnti in quota, vale a dire nord occidentale. La provenienza dei venti è perfettamente solidale con le isoipse a 500hp.

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L'immagine satellitare ritrae l'Italia meridionale tirrenica ed insulare raggiunta da lunghe e ravvicinate bande nuvolose. Siamo nuovamente di fronte a velature (cirrostrati) probabilmente legati ad una ciclogenesi mediterranea, la quale, tipicamente, si isola a tutte le quote troposferiche favorendo condensazioni a livelli differenti.

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Quella che vediamo è la resa tabulare del profilo verticale dell'atmosfera sopra Milano Linate il giorno 6 Luglio 2007 alle ore 13.00. Queste tabelle riportano le variazioni di alcuni parametri meteorologici alle diverse quote altimetriche. L'utilizzo di questi radiosondaggi per verificare se ci siano o meno le condizioni necessarie per la formazione di scie di condensazione avrebbe senso soltanto se potessimo mappare un numero elevatissimo di punti 24 ore su 24. Ovviamente ciò non è possibile, poiché per avere il radiosondaggio completo, punto per punto, del percorso di un aeromobile sarebbero necessari centinaia di migliaia di palloni sonda.

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Le nubi sfilacciate che si notano immediatamente a sud dell'arco alpino centro orientale sono altocumuli lenticolari, prodotti dall'addossamento di un fronte freddo sul versante opposto. La direzione delle nubi segue le correnti in quota, tipicamente da N-NNO.

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I nostri cieli sono sempre più segnati da scie di aerei. Molte di queste, sostengono alcuni, sono la prova evidente di un intrigo internazionale: per costoro, le cosiddette scie chimiche conterrebbero sodio e bario, sostanze in passato già usate in esperimenti per il controllo del clima. Ed è proprio il controllo del clima (e soprattutto dell'economia e delle popolazioni che "sotto" quel clima vivono) lo scopo degli esperimenti attuali, che appunto si manifestano con le scie chimiche.
 
Questa è ancora una delle più attuali e gettonate "teorie del complotto", in compagnia di quella che nega che l'uomo sia stato sulla Luna nel 1968 o di quella che accusa i governi di nascondere i loro contatti con esseri alieni.
 
Per parlare di scie chimiche abbiamo chiesto ai lettori di Focus di inviarci le loro foto di questi strani ghirigori nei cieli, e al dottor Giulio Betti, meteorologo, di interpretarli. Tutte le fotografie di questa gallery sono inserite anche nel gruppo delle scie chimiche della fotocommunity iFocus.
 
Giulio Betti. La foto relativa a San Remo mostra un'estesa copertura di nubi alte, tra queste si nota la presenza di cirrostrati, cirrocumuli e rari cirri spissati. All'interno dello strato nuvoloso risulta evidente la presenza di almeno una scia di condensazione che lo taglia quasi trasversalmente. Il fatto che essa tenda a fondersi con i cirrostrati limitrofi risulta del tutto credibile considerando la pari altitudine alla quale volano gli aerei e alla quale si formano i cristalli di ghiaccio dei cirri. La notevole copertura è quasi certamente il segnale di un peggioramento imminente.