Scienze

Robot che pensano come gli esseri umani

Saranno in grado di pensare come gli esseri umani

Gli scienziati del Personal Robotics Laboratory presso la Cornell University stanno studiando come creare dei robot che sappiano osservare nuove situazioni e agire di conseguenza, sulla base di ciò che hanno imparato in passato, proprio come gli umani.

“Esperienza, riconoscimento del genere e relazioni fra gli oggetti, nel futuro della robotica”

Imparano da soli - Riprogrammare ogni volta un robot per ogni nuovo compito è dispendioso come eseguire quel dato compito da soli. Per questo alla Cornell University i ricercatori stanno lavorando su macchine che possano, come gli esseri umani, imparare da ciò che osservano e dalla, passata e recente, esperienza.

Le colf del futuro - Hanno creato, per esempiol, un sistema basato sul Kinect che identifica le attività sulla base dei movimenti delle persone. Il sistema, una volta installato in un robot che svolge funzioni di "badante", potrebbe aiutare la persona che ha in cura porgendole da bere, pulendogli i denti e via dicendo.

Generalizzare è un’arte - Un altro obiettivo è di rendere i robot in grado di generalizzare: al posto di identificare una sola tazza come tazza, gli scienziati intendono insegnare agli automi a riconoscere la “famiglia” delle tazze. Per fare questo vengono condotti test di riconoscimento dove le macchine condividono le informazioni già acquisite.

Riconoscono cose e luoghi - E stanno anche insegnando ai robot a entrare in una stanza e individuare precisamente sia gli spazi che gli oggetti che contiene. In un test i ricercatori hanno progettato 24 tipoogie di uffici e 28 scene domestiche, quando il robot entra in una delle stanze riconosce, grazie alle telecamere 3D, le dimensoni del locale e dove sono posizionati gli oggetti noti. I risultati dei precedenti esperimenti, l’esperienza acquisita e le informazioni condivise con altre macchine, consentono ai robot di riconoscere non solo gli oggetti, ma anche le relazioni tra di essi. Ad esempio i robot sperimentali della Cornell University riconoscono una tastiera perché di solito è posizionata vicino a uno schermo o a un display. (sp)

Niccolò Fantini

15 settembre 2011
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