Robert Langlands ha vinto il Premio Abel per la matematica

Lo scienziato canadese si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento per aver predetto connessioni inaspettate tra diversi campi apparentemente irrelati dell'analisi e della teoria dei numeri.

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Robert Langlands in una conferenza all'Istituto di Studi Avanzati di Princeton, nel 2016.|Dan Komoda/Institute for Advanced Study

Il matematico canadese Robert Langlands ha vinto il Premio Abel 2018, uno dei più importanti riconoscimenti nel campo della matematica - per aver scoperto rapporti inaspettati tra algebra, teoria dei numeri e analisi: connessioni che hanno alimentato le scoperte matematiche dell'ultimo mezzo secolo. Lo ha annunciato il 20 marzo l'Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere, che ha assegnato il premio da 6 milioni di corone norvegesi (631 mila euro circa).

 

Una grande teoria unificatrice. Langlands, 81 anni, è Professore emerito presso l'Istituto di Studi Avanzati di Princeton, New Jersey, dove occupa l'ufficio che un tempo fu di Albert Einstein. È considerato un visionario per aver tracciato, nel 1967, un'ampia rete di congetture unificatrici che suggerivano profondi legami tra due aree, fino a quel tempo considerate separate: la teoria dei numeri e l'analisi armonica.

 

La prima è quel ramo della matematica che si occupa dello studio delle proprietà dei numeri interi; la seconda può essere considerata, in termini molto generali e con una buona dose di approssimazione, lo studio delle onde periodiche (come l'onda sinusoidale): questa disciplina considera l'andamento di una funzione come sovrapposizione di andamenti periodici fondamentali - le armoniche, appunto.

 

Modestia proverbiale. Langlands evidenziò per la prima volta le profonde connessioni tra le due discipline apparentemente non connesse in una lettera di 17 pagine scritta a mano, che consegnò al grande matematico francese André Weil. Langlands era all'epoca un professore associato di 30 anni a Princeton, Weil un celebre scienziato di 60. «Se avrà voglia di leggerla come fosse una pura speculazione lo apprezzerei molto», scrisse «altrimenti, sono sicuro che ha un cestino per la carta a portata di mano».

 

Codice interpretativo. Ma la lettera conteneva una chiave di lettura nel modo di pensare la matematica talmente rivoluzionaria, che Weil la fece rapidamente circolare tra altri matematici: quelle righe, ribattezzate Programma Langlands, hanno costituito il campo di ricerca base per centinaia tra le migliori menti matematiche degli ultimi 50 anni, e sono considerate una sorta di "Stele di Rosetta" per tradurre tra diversi campi di questa disciplina.

 

Grazie al Programma Langlands, un problema che in un campo poteva sembrare insolvibile può diventare più facilmente affrontabile in un altro. Per esempio, questo programma è servito da punto di partenza per la dimostrazione dell'Ultimo Teorema di Fermat, pubblicata dal matematico britannico Andrew Wiles nel 1995. 

 

Il Premio Abel per la matematica (che prende il nome dal matematico norvegese Niels Hendrik Abel) premia dal 2003 gli scienziati di chiara fama e influenza mondiale. In passato è stato assegnato ad Andrew Wiles e a John Nash, la cui vita ha ispirato il film A Beautiful Mind. Da molti il riconoscimento è considerato una sorta di "Nobel per la Matematica"; lo stesso titolo è associato anche alla Medaglia Fields, riservata però ai promettenti matematici 40 anni o più giovani.

 

 

21 Marzo 2018 | Elisabetta Intini