Focus

I ricercatori intrappolati tra i ghiacci

La storia dei 42 ricercatori intrappolati in una base nell'Antartico: la nave rompighiaccio che doveva raggiungerli coi rinfornimenti è in avaria.

Nave rompighiaccio L'astrolabe
La nave rompighiaccio L'Astrolabe. | blickwinkel / Alamy / IPA

Dopo aver scoperto un danno all'elica, il capitano della nave rompighiaccio L'Astrolabe ha deciso che era troppo rischioso partire per la base di ricerca antartica Dumont d'Urville. Questo lascerà i 42 ospiti della stazione francese senza rifornimenti freschi. E soprattutto priverà i poveri ricercatori intrappolati tra i ghiacci della possibilità di tornare a casa.

 

In bilico sul ghiaccio. La nave rompighiaccio, come dichiarato dal suo capitano, può prendere il largo, ma la prudenza non è mai troppa quando si affrontano ambienti così ostili. L'Astrolabe non si dirigerà quindi verso l'Antartide, ma verso un porto australiano per controlli e riparazioni. Questa decisione ha scatenato il malumore di alcuni ricercatori, in particolare di coloro che sono ospiti nella base da febbraio e che sarebbero dovuti tornare dalle proprie famiglie.

 

Base Dumont d'Urville
La base scientifica francese Dumont d'Urville. | Wikimedia / © Samuel Blanc, CC BY-SA 3.0

Niente panico. In soccorso del team di ricercatori francesi partirà a breve la rompighiaccio australiana Aurora Australis, che però consegnerà le provviste solo fra un mese. Assieme ai viveri, la rompighiaccio trasporterà nuovi ricercatori, che daranno il cambio a chi ha trascorso nel laboratorio tutto l'inverno australe e che ha quindi terminato il proprio lungo turno di lavoro.

 

L'Antartide è uno dei luoghi più inospitali al mondo ed è comprensibile che il gruppo abbia espresso frustrazione. Tuttavia i membri più giovani del corpo di ricerca si sono detti entusiasti della permanenza prolungata. Non saranno con le proprie famiglie, ma avranno sicuramente la possibilità di festeggiare un bianco Natale.

4 dicembre 2019 | Davide Lizzani