Scienze

Molti reperti considerati "fossili organici" potrebbero non esserlo

Alcune strutture antichissime considerate da sempre come fossili di antichi organismi sono invece strutture inorganiche prodotte da reazioni chimiche.

Non esiste solo la pareidolia, ossia la tendenza a vedere forme e oggetti noti nelle strutture amorfe, che induce in inganno nell'osservare la natura, ma anche ricerche scientifiche che hanno visto in strutture inorganiche il prodotto di organismi viventi. Si tratta di un problema di non poco conto, perché alcune deduzioni possono aver portato i ricercatori a formulare teorie che ora sarebbero tutte da rivedere.

Un po’ di acqua salata. Oliver Steinbock e Juan Manuel Garcia-Ruiz (CSIC, Spagna) hanno dimostrato come alcuni reperti ritenuti fossili di organismi vissuti in sorgenti d'acqua antichissime in realtà sono materiali inorganici prodotti da semplici reazioni chimiche.

Una struttura che può sembrare un organismo vivente prodotta dal deposito di quel che rilascia acqua gassata ricca di bario.

Lo studio, pubblicato su Science Advance, implica una revisione nell'identificazione dei primi microfossili della Terra e ridefinisce la ricerca della vita su altri pianeti. Spiega Garcia-Ruiz: «Microstrutture inorganiche possono essere indistinguibili da antiche tracce di vita, sia nella morfologia sia nella composizione chimica».

I ricercatori hanno lavorato su di un'acqua estremamente gassata che si trova a Ney Springs (California): un tipo di acqua oggi rara, ma che era invece molto diffusa durante le prime fasi di esistenza della Terra.

Aggiungendo anche solo piccole quantità di sali di calcio o di bario i ricercatori hanno osservato la produzione di minuscole strutture, come tubi, eliche e oggetti vermiformi che ricordano le forme di organismi primitivi. La soluzione genera anche strutture minerali complesse simili a madreperla, la sostanza lucida presente nelle conchiglie di mare.

Fotografia al microscopio di ALH84001, un meteorite giunto da Marte all'interno del quale sembrano esserci organismi fossilizzati. Ora si discute se non possano invece essere il risultato di depositi di acque sotterranee molto ricche di sali.

La somiglianza tra fossili veri e tali strutture inorganiche va anche oltre l'apparenza, fino alla natura chimica, ed è perciò complicato per gli scienziati discriminare tra strutture inorganiche e fossili di vita primordiale sul nostro pianeta.

Sottolinea Steinbock: «I nostri risultati rivelano una convergenza quasi incredibile di forme biologiche semplici e complesse strutture inorganiche, che rendono il lavoro di identificazione dei primi microfossili terrestri ancora più difficile. E se è difficile per i reperti terrestri, lo sarà ancor più quando si analizzeranno strutture simili provenienti da altri pianeti per capire se siano o meno il risultato di attività biologica».

17 marzo 2017 Luigi Bignami
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