Questa ragazza ha trovato un modo geniale per spiegare la Teoria della Relatività

In meno di tre minuti la 18enne Hillary Diane Andale illustra i concetti di relatività del tempo e dei sistemi di riferimento: un capolavoro di divulgazione che le è valso un premio da 250.000 dollari.

Il Breakthrough Prize, chiamato anche Oscar della Scienza, è un insieme di premi internazionali finanziati dai big della Silicon Valley e assegnati ai più promettenti talenti della fisica, della matematica e delle scienze umane. Quest'anno a brillare è stata la vincitrice della sezione "Junior": Hillary Diane Andales, diciottenne delle Filippine, si è aggiudicata 250.000 dollari (oltre 200.000 euro) in fondi per lo studio per questa brillante e semplice spiegazione video di parte delle teorie di Einstein sulla relatività.

 

Il Breakthrough Junior Challenge, dedicato agli scienziati in erba dai 13 ai 18 anni, chiede ai partecipanti di trovare modi creativi e illuminanti per illustrare temi scientifici complessi in 3 minuti. La vincitrice di quest'anno lo ha fatto affrontando il concetto di sistemi di riferimento: potete vederla all'opera nel video in apertura di questa pagina (sottotitoli in inglese).

 

Non litigate! Il tema portante è sempre lo stesso: due osservatori posti in sistemi di riferimento diversi percepiranno versioni diverse della stessa realtà, ed entrambi avranno ragione. Andales parte da un esempio molto semplice - uno stesso numero che due persone percepiscono come un "6" o un "9" in base alla loro posizione - per poi passare alla relatività del suono.

 

Tre diversi osservatori disposti in punti differenti di una stessa strada percepiranno diversamente il suono del clacson di un furgone in movimento: più acuto se si trovano davanti al veicolo (per la compressione delle onde sonore), più profondo se si trovano "in coda" al mezzo (dove l'onda è meno compressa), intermedio se si trovano a bordo.

 

Quel polentone di Bolt... Lo stesso discorso vale per i concetti di tempo e velocità. Se Usain Bolt viaggiasse a una velocità prossima a quella della luce, una gara conclusa, dal punto di vista dell'atleta, in 10 secondi, parrebbe invece "dilatata nel tempo" a un giudice di gara stazionario: gli orologi che viaggiano veloci sembrano infatti segnare il tempo più lentamente a un osservatore che li guardi da fermo. Per questo, conclude Andales, Bolt è il migliore viaggiatore del tempo della storia delle Olimpiadi.

 

04 Gennaio 2018 | Elisabetta Intini