Quante sfumature di grigio possiamo percepire?

Scordatevi le "Cinquanta sfumature" del popolare romanzo (e del film). L'occhio umano ne percepisce un po' meno, ma dà il meglio di sé sulla visione dei colori.

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Quella che vedete è un'illusione ottica: la barra centrale è di un'unica tonalità di grigio, ma sembra cambiare sfumatura per colpa dello sfondo in gradazione di grigi. | Dodek, Wikimedia Commons

Escludendo i Milanesi Imbruttiti, evolutisi per orientarsi alla perfezione nelle 5 mila sfumature di grigio della nebbia di Milano, l'uomo può percepire in media 30 tonalità comprese tra il bianco e il nero. Si tratta chiaramente di una stima, soggetta a variazioni a seconda della luce e del tipo di superficie che si sta osservando.

 

L'autrice del bestseller più chiacchierato degli ultimi anni potrebbe quindi essersi lasciata un po' prendere la mano con le sfumature del titolo, almeno secondo quanto emerge da un paper che indaga la risposta dell'occhio umano agli schermi nelle tonalità del grigio degli e-book, ripreso dal sito di Popular Science.

 

un mondo a colori. L'occhio umano possiede due tipi di fotorecettori (cellule della retina capaci di trasformare gli stimoli luminosi in impulsi nervosi), i coni e i bastoncelli. I coni, situati nella parte centrale della retina, sono specializzati nella visione dei colori, e ne esistono di tre tipi: sensibili al rosso, al verde e al blu. Dal lavoro combinato di queste cellule risulta la capacità umana di percepire circa 10 milioni di sfumature cromatiche.

 

Così l'uomo imparò a vedere i colori

 

visione notturna. I bastoncelli, localizzati nella zona periferica della retina, sono invece riservati alla visione della scala dei grigi, e anche se riescono a percepire meno sfumature cromatiche rispetto ai coni sono particolarmente sensibili al movimento e sanno operare nelle situazioni di scarsa visibilità (visione crepuscolare e notturna). La scarsità di tonalità di grigio che l'occhio umano riesce a vedere potrebbe spiegare perché nelle giornate di nebbia fatichiamo a distinguere i dettagli del contesto che ci circonda (come fanno gli uccelli a vedere nella nebbia?).

 

21 febbraio 2015 | Elisabetta Intini