C’è un Plutonio che non è radioattivo

Nel corso di un esperimento al sincrotrone europeo è stata scoperta l'esistenza di un isotopo stabile del plutonio, ossia non radioattivo.

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Il plutonio (Pu) è l'elemento chimico di numero atomico 94: ha cioè 94 protoni. Per saperne di più: la Tavola Periodica degli Elementi. | general-fmv / Shutterstock

Sotto l'egida di un centro di ricerca tedesco, l'Helmholtz Zentrum Dresden-Rossendorf (HZDR), un team internazionale di scienziati al lavoro all'European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), a Grenoble (Francia), ha scoperto l'esistenza di un isotopo del plutonio (Pu) finora sconosciuto, e con caratteristiche inattese: a differenza di tutti gli astri isotopi di Plutonio, quest'ultimo è stabile, ossia non radioattivo - non si trasforma in altri elementi rilasciando radioattività. La scoperta è descritta su Chemie.

 

scoperto il plutonio non radioattivo
La maggior parte del plutonio oggi disponibile è di origine artificiale, di sintesi, ottenuto mediante un processo detto di fertilizzazione dell'uranio in speciali reattori nucleari, per lo più d'uso militare. L'uranio si ottine da minerali come l'uraninite (foto) e la pechblenda. Vedi anche: dove si estrae l'uranio? |

Per il "nuovo" plutonio si profilano impieghi di notevole interesse pratico, a partire dalla possibilità di studiare nuovi materiale per lo stoccaggio delle scorie nucleari - un vasto ambito di applicazioni sulle quali si fanno importanti investimenti. Il gruppo di lavoro, coordinato dalla fisica dell'HZDR Kristina Kvashnina, era impegnato nello studio degli attinidi, un gruppo di elementi con caratteristiche simili a quelle dell'attinio (Ac), il primo della serie e da cui prendono il nome. Uno dei test, incentrato sul plutonio, ha portato alla scoperta del tutto fortuita della sua forma stabile.

 

Il team sperimentava diversi metodi per produrre nanoparticelle di biossido di plutonio quando una reazione si è svolta a una velocità estremamente inferiore rispetto alle attese. «I chimici erano increduli, ma i risultati non lasciavano dubbi», commenta Kvashnina, «e successivi test mirati hanno confermato che quel plutonio è stabile.» Le ricadute di questa scoperta sono ancora tutte da studiare, ma è possibile che si aprano scenari tecnologici quasi da fantascienza, con nuovi materiali super-densi e super-pesanti.

 

5 novembre 2019 | Luigi Bignami