Pleistocene: due supernove hanno cambiato la Terra

I cieli notturni si illuminarono, i fulmini divennero numerosi e violenti, siccità e incendi colpirono grandi aree della Terra e il pianeta fu inondato da radiazioni letali.

radia1
Le stelle massicce possono terminare la loro vita con una enorme esplosione, anche trasformandosi in stelle a neutroni o in buchi neri.|NASA

Le stelle molto più grandi e massicce del Sole finiscono spesso la loro vita in una immane esplosione: diventano delle supernovae. Quando avviene, emettono enormi quantità di energia e radiazioni pericolose anche per pianeti che ruotano attorno a stelle lontane anni luce...

 

In uno studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters un gruppo di ricercatori ha indagato gli effetti sul nostro pianeta dell'esplosione di due supernovae relativamente vicine (tra 150 e 300 anni luce di distanza), nel Pleistocene, tra 1,7 e 3,2 milioni di anni fa e tra 6,5 e 8,7 milioni di anni or sono. Il risultato è stato sorprendente.

 

Ciò che rimane dell'esplosione di una stella nella Grande Nube di Magellano, una galassia vicina alla Via Lattea. | Gemini South Telescope/Travis Rector

 

Un fiume di radiazioni. Il modello messo a punto per lo studio ha evidenziato che, come primo effetto, le due supernove avrebbero provocato una intensa luce blu nel cielo notturno, così brillante da interrompere il sonno degli animali.

 

Non ci sono stelle "pericolose" per la Terra vicino al Sistema Solare.

L’atmosfera (e la vita) vennero letteralmente inondate da un fiume di radiazione cosmica, che aumentò di 20 volte rispetto al normale, che durò centinaia di migliaia di anni con effetti importanti sia sull’atmosfera sia sulla vita del pianeta.

 

Spiega Adrian Melott, co-autore dello studio: «Le creature viventi di superficie e quelle dei mari poco profondi si presero una dose di radiazioni tali paragonabile a quelle di un TAC all’anno. Questo fu sufficiente per aumentare il naturale tasso di mutazioni, accelerando così l’evoluzione di molte specie».

 

 

La piccola estinzione. Le radiazioni ionizzarono l’atmosfera, strappando cioè a molte molecole gli elettroni più esterni, che diedero luogo a flussi importanti (come il gas in un tubo fluorescente). L’atmosfera divenne più conduttiva e aumentarono i fulmini e la loro intensità: questo potrebbe avere innescato intensi incendi planetari che fecero mutare il clima. Una situazione che, per quanto riguarda la supernova più recente tra le due, potrebbe coincidere con una piccola estinzione di massa avvenuta circa 2,6 milioni di anni fa.

 

Una supernova emette dosi enormi di radiazioni, che possono essere letali per la vita anche a distanza di anni luce. | NASA

 

«L’Africa fu sottoposta a un’intensa siccità, enormi aree di foreste si trasformarono in savana e subito dopo iniziarono le grandi glaciazioni», ha spiegato Melott. C’è da temere per future supernovae? Stando al parere di numerosi astronomi non ci si dovrebbe preoccupare, perché non ci sono stelle vicino a noi in uno stadio della loro vita che lasci ipotizzare questa evoluzione.

 

 

16 Luglio 2016 | Luigi Bignami