Scienze

Siete pronti per la pizza con la farina di grilli e per gli snack alle cavallette?

Gli insetti saranno l'alternativa all'hamburger? Davvero avremo pizze prodotte con farina di grilli? Un giorno, forse. Sicuramente non a breve (e non per tutti).

Gli insetti, ne abbiamo parlato diverse volte anche su Focus, nel giro di qualche anno potrebbero diventare una rilevante fonte di proteine, sia per noi umani sia per gli animali.

Allevare grilli, vermi e cavallette costa il giusto, richiede poche risorse (in termini di acqua e terreno) e non comporta le rilevanti emissioni di metano e CO2 prodotte dall'allevamento tradizionale.

Coi grilli nella pizza. Gli insetti sembrano insomma essere sulla buona strada per diventare, anche in occidente, un'alternativa sostenibile ad hamburger e salamelle. C'è però chi brucia i tempi e già oggi utilizza le farine a base di insetti per una rivisitazione in chiave creativa dei piatti della tradizione.

Tra questi Tiziana di Costanzo, italiana di origine e co-fondatrice di Horizon Insects, start-up londinese attiva nell'allevamento di insetti commestibili: la sua casa del West End è in parte adibita a fattoria urbana, dove alleva grilli e cavallette destinati all'alimentazione umana, e in parte a scuola di cucina, dove insegna a utilizzare questi insoliti ingredienti per grandi classici come la pizza o la pasta.

Secondo quanto dichiarato dall'imprenditrice in una intervista a Phys.org, l'impasto della pizza arricchito con farina di grilli, oltre che più equilibrato dal punto di vista nutrizionale grazie all'importante apporto proteico, è anche più gustoso e saporito. Ma non finisce qui, ci sono pure gli snack: dai falafel con farina di cavallette alle barrette ricavate dai vermi polverizzati e aromatizzate alla cannella.

Un mercato in crescita. State storcendo il naso? Vi conviene farvene una ragione. Secondo le stime dell'Unione Europea l'allevamento di insetti a uso alimentare è destinato a crescere dalle 500 tonnellate annue attuali a oltre 260.000 nel 2030. E secondo la banca d'investimento Barclay's, nello stesso periodo il valore del mercato è destinato a crescere da 1 fino a 8 miliardi di dollari l'anno.

Per gli amanti della cucina tradizionale la buona notizia è che gran parte di questa produzione verrà utilizzata per l'alimentazione degli animali. Le farine e gli olii a base di insetti vengono infatti già impiegati per esempio nell'allevamento dei pesci e in Europa saranno autorizzate per l'alimentazione dei polli, probabilmente entro la fine di quest'anno. Come dire: indirettamente le stiamo consumando anche noi.

Dalla parte del consumatore. Secondo le ricerche, gli insetti vengono regolarmente consumati in 130 paesi del mondo, ma negli altri? Si riusciranno mai a vincere le resistenze dei consumatori? Il fattore culturale giocherà un ruolo fondamentale nell'affermazione di questo mercato e sarà difficilissimo da scardinare. «Dal punto di vista sanitario gli insetti sono un alimento sicuro: l'unico rischio è quello derivante dalle allergie in soggetti predisposti, esattamente come per i crostacei e per tutti gli altri alimenti», spiega Arnold van Huis, entomologo presso la Wageningen University, in Olanda.

Beverone alle cavallette. Ma davvero dovremo fare i conti con questa nuovo tipo di alimentazione? Gli imprenditori stessi non ci credono più di tanto: il grillo insomma non è destinato a sostituire a breve la fiorentina, ma si affermerà in ben definite nicchie di mercato. Per esempio nell'alimentazione e nell'integrazione sportiva, tipicamente ricca di proteine nobili.

Nel frattempo una delle più grandi fattorie verticali per l'allevamento di insetti sta per nascere appena fuori da Parigi: si tratta di una grande struttura all'interno della quale vengono impilati i box di plastica che ospitano gli insetti. L'impianto, del costo complessivo di oltre 150 milioni di euro, è stato interamente finanziato da privati e produrrà oltre 100.000 tonnellate l'anno di insetti ad uso alimentare.

2 agosto 2021 Rebecca Mantovani
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