Scienze

Piante editate con la CRISPR: via libera in Cina

Nuove linee guida in Cina snelliscono le procedure di approvazione di specie vegetali editate con la CRISPR, per raccolti più produttivi e resistenti.

Il Ministero dell'Agricoltura cinese ha recentemente aggiornato le linee guida per l'approvazione di raccolti geneticamente editati con la tecnica CRISPR. Il nuovo regolamento è destinato a semplificare le procedure necessarie a ottenere un certificato di biosicurezza per le piante il cui genoma sia stato ritoccato con le forbici molecolari CRISPR/Cas9, accorciando nettamente i tempi per la loro commercializzazione.

Come spiegato in un articolo su Nature, per i ricercatori del settore si tratta di un'ottima notizia, che aprirà la strada a coltivazioni più resistenti ai parassiti e ai cambiamenti climatici, più saporite e abbondanti nella resa o con un migliore impatto nutrizionale.

Editing del genoma (CRISPR)... Le coltivazioni modificate con editing del genoma prevedono alterazioni "chirurgiche" del DNA della pianta ottenute con tecniche di precisione come la CRISPR/Cas9, che consentono di modificare, aggiungere o rimuovere porzioni di genoma nei punti desiderati: si sfruttano, per esempio, per mettere a tacere alcuni geni che rendono una pianta più vulnerabile alla siccità o a una malattia.

Si tratta di piccole modifiche operate solo all'interno del patrimonio genetico della specie (per approfondire), che permettono di ottenere in laboratorio e in pochi mesi varietà selezionate di piante: le stesse che sarebbe stato possibile ottenere in molti anni incrociando piante che hanno subìto delle mutazioni genetiche naturali, selezionate in base alle caratteristiche più desiderabili - come fanno gli agricoltori da millenni.

... e modifiche genetiche (OGM). Le coltivazioni geneticamente modificate (gli OGM tradizionali) prevedono invece l'inserzione di geni o sequenze di geni di altre specie di piante o talvolta di animali: si tratta di DNA estraneo, e dunque il risultato è quello di avere organismi transgenici.

Negli USA, dal 2016 le varietà di piante ottenute dall'editing genetico non sono più considerate alla stregua degli OGM transgenici (sottoposti a controlli più rigidi), e una trentina di esse ha avuto il via libera per la commercializzazione. In Cina, finora, piante geneticamente editate e OGM erano equiparate - come ancora avviene in Europa - ma le nuove linee guida permetteranno di operare una distinzione e facilitare le prime, considerate più sicure per la precisione della tecnica CRISPR (nonostante i pareri sulla sicurezza alimentare degli OGM non destino preoccupazioni).

Per queste coltivazioni basterà presentare i dati raccolti in laboratorio e in trial su piccola scala, per dimostrare che non nuociono all'uomo e all'ambiente e avere il via libera alla produzione: un anno di lavoro, due al massimo.

Per gli OGM il procedimento è assai più lungo e complesso: servono esperimenti su larga scala e possono volerci anche sei anni.

Nel piatto di domani. Le nuove regole valgono per i casi in cui l'editing genetico sia usato per rimuovere singoli geni o alterare singoli nucleotidi (i mattoni di base di DNA e RNA). Non è chiaro se siano applicabili anche per l'introduzione di sequenze di DNA prese da altre varietà di piante della stessa specie.

In ogni caso, una delle prime piante approvate sarà una varietà di grano resistente all'oidio (o mal bianco), una parassitosi causata da funghi Ascomycota. Grazie alla tecnica CRISPR, un team dell'Istituto di Genetica e Biologia dello Sviluppo di Pechino ha messo fuori uso un gene che rende le piante più sensibili alla malattia. E poiché l'oidio attacca circa 10.000 specie botaniche ci si aspetta che la scoperta abbia implicazioni per molte altre piante.

Altre varietà che potrebbero presto incontrare l'approvazione, nella corsa generale a presentare brevetti che la notizia ha suscitato, sono una coltivazione di riso particolarmente aromatica, un tipo di soia ricca di acido oleico (un acido grasso scarsamente esposto allo stress ossidativo, protettivo per il sistema cardiovascolare), e varietà che tollerino meglio fertilizzanti e cambiamenti climatici.

19 febbraio 2022 Elisabetta Intini
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