Petrolio italiano: dove si trova e perché non lo sfruttiamo?

Petrolio è una parola magica. Fa pensare al lavoro, al trasporto, alle migliaia di oggetti che abbiamo attorno a noi. Ma quando ci fermiamo davanti ad una...

Petrolio è una parola magica. Fa pensare al lavoro, al trasporto, alle migliaia di oggetti che abbiamo attorno a noi. Ma quando ci fermiamo davanti ad una pompa di benzina scopriamo che il suo utilizzo ci impone seri sacrifici. Il prezzo è alto e la crescita sembra non avere fine. E allora viene spontanea una domanda: “In Italia quanto petrolio e gas abbiamo? Non potremmo sopperire alla continua crescita di richiesta di questo elemento con una maggiore produzione domestica?” Bene, facciamoci un po’ i conti in casa nostra. Stando a più fonti i consumi di petrolio in Italia ammontano a circa 1,4 milioni di barili (un barile corrisponde a 158,98 litri). Al giorno!

Le concessioni petrolifere in Italia. Clicca sulla foto per ingrandire.
Dai nostri giacimenti ne estraiamo circa 100.000 al giorno, ciò significa che produciamo circa il 7% del nostro fabbisogno. E questo attraverso poco più di 1.000 pozzi produttivi di cui circa 600 si trovano sulla terraferma, gli altri in mare (clicca sul grafico a fianco per vedere dove si trovano). Non è poco, ma non è nemmeno tanto. Sta di fatto che la geologica del nostro territorio ha voluto così. Ma ciò non toglie che abbiamo anche un record: in Basilicata è presente il più grande giacimento sulla terraferma dell’intera Europa. Là sotto infatti, vi sarebbero circa 1,4 miliardi di barili di petrolio, ciò significa che se utilizzassimo solo quel petrolio per la nostra sopravvivenza ne avremmo per circa 3 anni. È vero che le risorse ancora da scoprire dicono che vi sarebbe almeno un altro miliardo di barili, ma la situazione non cambia di molto. (
) Certo il gas e il petrolio inquinano, tutti vorremmo energia a non finire senza alterare l’ambiente, ma ad oggi degli idrocarburi non se ne può fare a meno. E dunque sarebbe stato buona cosa avere maggiori riserve di idrocarburi visto che siamo leader nelle tecnologie di perforazione. Un esempio? L’Eni ha messo a punto una tecnologia di trivellazione che oggi è tra le migliori al mondo e che viene richiesta un po’ ovunque. Si tratta della “slim production”, un sistema che permette di perforare un pozzo petrolifero fino a 7 km di profondità con un diametro estremamente limitato. Questo significa limitare enormemente la quantità di acqua da usare durante la perforazione, significa ridurre la quantità di terra estratta che poi deve essere gestita in qualche modo e significa un risparmio sulla quantità di cemento da usare per rivestire i pozzi. Ma tutto questo deve essere fatto in casa di altri perché da noi le ridotte quantità di petrolio e le limitazioni imposte sulla ricerca e sull’estrazione degli idrocarburi non ne permettono un importante utilizzo.

 

11 aprile 2012 | Luigi Bignami