Scienze

Perché preferiamo usare la mano destra?

Il 90% della popolazione mondiale è destrorso. E la scienza conferma che già gli uomini primitivi usavano, in gran parte, la mano destra. Perché?

Alzate la mano come quando eravate a scuola. Quale mano avete scelto? Per nove su dieci sarà stata la destra: i mancini non si sono "estinti", nonostante fino a pochi anni fa venissero spesso corretti, ma restano inchiodati al 10% della popolazione, ovunque e in qualsiasi etnia. Una preferenza così spiccata per la mano destra non c'è in nessun altro primate, tanto da far supporre che essere destrimani sia una caratteristica distintiva per l'uomo quasi come il pollice opponibile: viene da chiedersi allora perché abbiamo scelto proprio la destra. È il risultato di un vantaggio evolutivo, perché ci ha regalato magari un cervello più efficiente? Oppure è successo nei millenni per motivi culturali, per esempio perché pian piano si è radicata l'idea che la mano sinistra fosse quella "del diavolo"?

L'Homo habilis era destrorso. Intanto, pare certo che la predilezione per la destra sia comparsa presto nella storia dell'uomo: i primi fossili che lo suggeriscono risalgono a 1,8 milioni di anni fa. Non esistono abbastanza scheletri completi di quel periodo su cui poter verificare se i nostri antenati fossero destrimani o mancini valutando differenze nella forma o nella grandezza delle ossa dei due arti; perciò David Frayer dell'Università del Kansas (Usa) e Luca Bondioli del Museo nazionale preistorico di Roma si sono concentrati sui denti, studiando la direzione dei graffi che gli uomini primitivi si procuravano cercando di tagliare con una lama di pietra brandelli da un pezzo di carne stretto fra i denti, per dedurre con quale mano impugnassero lo strumento.

Analizzando la mascella di alcuni Homo habilis ritrovati nella gola di Olduvai sull'altopiano africano del Serengeti, chiamata la "culla dell'umanità" proprio perché da qui arrivano i reperti umani più antichi, gli archeologi hanno scoperto che già allora si usava per lo più la destra per afferrare gli utensili. Indagini simili su un numero molto maggiore di fossili di uomini di Neanderthal rinvenuti in varie aree di Spagna, Francia, Svizzera e Iraq da ricercatori dell'University College di Londra lo hanno confermato: anche questi ominidi vissuti più di recente (da 100mila a 35mila anni fa circa) erano raramente mancini.

Peraltro è possibile che la scelta della mano destra rche risalga addirittura a quando siamo scesi dagli alberi, circa otto o dieci milioni di anni fa: lo sostiene la psicologa cognitiva Stephanie Braccini dell'Univesrità (Scozia), secondo la quale l'asimmetria nell'uso delle mani potrebbe essere comparsa quando abbiamo assunto la posizione eretta.

«Lo suggeriscono anche esperimenti con gli scimpanzé: quando stanno su quattro zampe non mostrano preferenze per l'una o l'altra mano, se vengono forzati a stare su due emerge chiaramente la preferenza per un lato», dice Braccini. La teoria della "discesa dagli alberi" non è stata provata, ma c'è abbastanza accordo sul fatto che come minimo 1,8 milioni di anni fa siamo diventati per lo più destrimani. Restano però un mistero i motivi per cui è successo, anche se l'ipotesi più accreditata chiama in causa la cosiddetta lateralizzazione del cervello.

Questione di cervello. «I due emisferi cerebrali non sono identici né nella microstruttura e nella morfologia, né soprattutto per le funzioni: attività diverse sono realizzate da regioni differenti dei due emisferi cerebrali, spesso soltanto da uno, talvolta in un modo che li coinvolge entrambi», spiega Luca Tommasi, docente di psicobiologia e psicologia fisiologica dell'Università di Chieti. «Il coordinamento è garantito da collegamenti nervosi crociati: in pratica, i movimenti della mano destra dipendono dalle aree motorie dell'emisfero sinistro, e viceversa. Manualità e lateralizzazione cerebrale sono quindi due aspetti intrinsecamente e obbligatoriamente legati tra loro».

mancini
Nel mondo, solo il 10% della popolazione è mancina. Leggi anche: I mancini sono davvero migliori in matematica? © Shutterstock

Secondo la cosiddetta ipotesi dell'Homo loquens del biologo evoluzionista William Fitch dell'Università di Vienna, quando siamo diventati bipedi abbiamo differenziato le funzioni nei diversi lati del cervello per migliorarne l'efficienza; quindi l'emisfero sinistro si è specializzato nel linguaggio, una delle funzioni più cruciali della nostra specie, e questo ha portato con sé come effetto collaterale la preferenza manuale per la destra, che da quell'emisfero è comandata.

I manicini, una minoranza importante. Trovare le prove non è semplice, visto che si dovrebbero fare test neuropsicologici ai nostri progenitori; in più il linguaggio non sempre accende l'emisfero sinistro, né c'è sempre una concordanza della parte del cervello che si attiva per parlare e per muovere la mano preferita. Come sottolinea Tommasi, «Nel 5% dei destrimani il linguaggio attiva l'emisfero destro, nel 70% dei mancini si attiva il sinistro, che comanda la mano destra. Linguaggio e manualità sono più spesso governati dalla parte sinistra del cervello, ma non sempre: queste due asimmetrie di funzioni quindi non per forza sono correlate. Inoltre esistono ipotesi di segno opposto, per cui il linguaggio verbale potrebbe essersi evoluto dalla gesticolazione manuale».

Difficile capire se sia nato prima l'uovo-linguaggio o la gallina-uso della destra, ma la necessità di sviluppare capacità costituirebbe un equilibrio stabile raggiunto nel corso dell'evoluzione.

Aggiunge Tommasi: «Questo rapporto probabilmente si manterrà a lungo, perché sembra quello ottimale fra individui che interagiscono in modo sinergico, quando devono condividere strumenti, e antagonistico, quando lottano. Nel nostro passato la competizione fisica era più frequente e in questa i mancini erano avvantaggiati, come tuttora vediamo negli sport di lotta o di contatto agonistico come tennis o calcio, per l'effetto sorpresa che rende le loro mosse più imprevedibili; con la massiccia diffusione della socialità e di una cultura condivisa è però prevalsa la necessità di coordinamento fisico, per usare tutti gli stessi utensili».

Biologia e socialità sono state quindi la molla principale per diventare destrimani, poi è innegabile che pure la cultura ha contato, se non altro nei secoli più recenti: la sinistra è stata ritenuta a lungo la mano impura (non è un caso se Eva coglie la mela del peccato proprio con la sinistra) e così fino a pochissimo tempo fa i mancini venivano corretti nella scrittura a suon di bacchettate. Resteremo perciò l'unica specie con una spiccata propensione all'uso della destra: anche il cervello animale non è simmetrico nelle sue funzioni però, come spiega Tommasi, «Esistono preferenze per l'uso di un lato a livello individuale e di popolazione, ma in questo secondo caso le percentuali sono spesso meno spiccate rispetto all'uomo».

e gli animali? Troveremo quindi gatti mancini o destri, ma il gatto come specie non ha una predilezione marcata come l'uomo; lo stesso vale fra i primati, gli scimpanzé per esempio sono destrimani solo per il 60-70%. L'eccezione che conferma la regola? I pappagalli, in particolare quelli della famiglia dei Cacatuidi, i grossi pappagalli caratterizzati dal "ciuffo" sulla testa: in molte specie c'è una preferenza per la zampa con cui afferrare gli oggetti che arriva all'85 o perfino al 100 %. Però, a differenza nostra, è la sinistra.

4 dicembre 2022 Elena Meli
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