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Perché i cuccioli (e i bambini) ci piacciono tanto?

Tutti i cuccioli, di animali e di umani, ci appaiono sempre irresistibili, così teneri e indifesi da costringerci a prenderci cura di loro: ecco perché.

Qualcuno sarà bello al massimo per la sua mamma. Ma molti cuccioli appaiono carini persino ai membri di un'altra specie: noi umani, infatti, troviamo irresistibili leoncini, orsetti, cagnolini... Che cosa li rende così adorabili? Alla base c'è una spinta potente e ancestrale: quella che ci porta a prenderci cura della nostra progenie

Articolo tratto da Il segreto dei cuccioli, di Giovanna Camardo, su Focus 331 (maggio 2020).

© Focus 331

Il baby schema. Tale reazione scatta davanti ai segnali infantili, ovvero le proporzioni fisiche e i tratti caratteristici dei piccoli, evidenziati dall'etologo Konrad Lorenz nel 1943 e da lui chiamati Kindchenschema (baby schema): testa grossa rispetto al corpo, occhi grandi, bocca e naso piccini, forme arrotondate.

 

In pratica, una formula della carineria. Noi ci siamo evoluti per rispondere a questi tratti nei bambini (che nascono inermi), con un potente impulso ad accudirli. Ma la risposta si innesca anche davanti a cuccioli che presentano lo stesso insieme di caratteristiche: soprattutto i piccoli mammiferi, che infatti hanno bisogno di cure dagli adulti. Come ha puntualizzato in uno studio Daniel Kruger (University of Michigan, USA), «Lorenz riteneva che i tratti del Kindchenschema, importanti per suscitare cure, siano simili tra le specie».

 

 

In un esperimento Kruger ha constatato che noi umani cogliamo questi tratti (e reagiamo ad essi), non solo nei piccoli di uccelli e di rettili, di specie che hanno bisogno delle cure dei genitori o che nascono già indipendenti. I cuccioli immaturi - soprattutto i batuffolosi pulcini, ma persino i coccodrillini - sono stati considerati "carini", e nella maggior parte dei casi i volontari che hanno partecipato allo studio si sono detti più che disposti a tenerli in braccio.

 

Ti strapazzo così! Non solo. I piccoli ci danno alla testa, letteralmente: vari esperimenti hanno mostrato che le immagini di bambini e cuccioli attivano nel cervello le aree legate all'attenzione e alla ricompensa. E studi come quello di Katherine Stavropoulos (University of California, USA) hanno evidenziato che siamo quasi sopraffatti dalle sensazioni positive alla vista di cuccioli e bimbi ipercarini, tanto che questa reazione sfocia in una aggressione, seppur benevola: il bisogno di stringerli e strizzarli.

27 aprile 2020
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