Per gli sciami di api valgono le stesse leggi del cervello umano

Il modo in cui costruiscono una risposta a uno stimolo esterno somiglia, per certi versi, a quello del nostro organo pensante. E le interazioni tra i singoli esemplari ricordano quelle tra neuroni.

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Lavoro di squadra.|Shutterstock

Il modo in cui le api di una stessa colonia interagiscono tra loro ricorda lo scambio di informazioni tra i neuroni del cervello umano: lo afferma un nuovo studio britannico pubblicato su Scientific Reports. La risposta che lo sciame - inteso come un superorganismo dotato di un'intelligenza collettiva - dà agli stimoli esterni segue diverse leggi che finora si pensavano valide solo per il cervello umano: studiare più a fondo il comportamento delle colonie potrebbe fornire quindi elementi utili non solo alla comprensione delle api, ma anche a quella del nostro organo pensante.

Andreagiovanni Reina, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Informatiche dell'Università di Sheffield, ha provato a studiare il comportamento delle colonie di api applicando alcuni modelli teorici solitamente usati nel campo della psicologia. In particolare ha analizzato tre leggi della psicofisica, un ramo della psicologia che studia le relazioni tra gli stimoli fisici e l'intensità delle risposte ad essi.

 

Tre leggi chiave. La prima è la legge di Pieron, che stabilisce che il cervello è più rapido a decidere tra due opzioni quando queste sono entrambe di alta qualità, e più lento quando c'è da scegliere tra due opzioni di bassa qualità. Vale anche per le colonie di api, quando devono decidere in quale nuovo alveare stabilirsi: se le opzioni sono in ogni caso soddisfacenti, la scelta è più rapida.

 

La seconda è la legge di Hick, per la quale il cervello è più lento nel prendere decisioni, quando il numero di alternative possibili aumenta. Anche la colonia è più lenta a decidere collettivamente dove stabilirsi, se deve scegliere tra molti nidi.

Infine c'è la legge di Weber, che stabilisce che il cervello è più abile nel prendere decisioni di tipo qualitativo quando c'è una differenza minima tra la qualità delle opzioni: in pratica spiega perché l'aggiunta di tre o quattro mele si sente meno in un sacchetto che ne contiene già 5 kg, che in un sacchetto che ne contiene solo mezzo chilo. Anche in questo caso, la legge è risultata applicabile al comportamento delle api, e alle loro abilità decisionali nella scelta di un nuovo nido.

 

Interessanti analogie. «La ricerca è entusiasmante perché suggerisce che le colonie di api aderiscono alle stesse leggi del cervello, quando prendono decisioni collettive; lo studio supporta inoltre la visione delle colonie di api come superorganismi, composti da un gran numero di individui autonomi che interagiscono per portare avanti una risposta collettiva». Trovare analogie con i neuroni, più difficili da studiare, sarà utile anche per chi si occupa di studi su percezione e capacità decisionali.

 

29 Marzo 2018 | Elisabetta Intini