Le ondate di calore minacciano la fertilità maschile

Le temperature estreme arrivano a dimezzare il successo riproduttivo dei maschi di un coleottero, danneggiando anche gli spermatozoi già nel tratto femminile: uno studio mette in luce un aspetto che lega i cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità.

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Sforzi minacciati da variabili esterne. | Shutterstock

I cambiamenti climatici potrebbero rappresentare una minaccia per la fertilità maschile. Almeno per quella di alcune specie di insetti: in base a uno studio dell'Università dell'East Anglia (Regno Unito) pubblicato su Nature Communications, le ondate di calore avrebbero effetti deleteri sugli spermatozoi di un diffuso coleottero, causando infertilità per diverse generazioni.

 

Questo fatto potrebbe spiegare in parte perché il riscaldamento globale stia influendo negativamente sulla biodiversità del Pianeta e sull'abbondanza di esemplari di molte popolazioni animali. Sappiamo che la varietà di specie terrestri risente dei cambiamenti climatici: nello specifico le ondate di calore possono causare estinzioni localizzate. Gli spermatozoi potrebbero rappresentare una variabile particolarmente sensibile alle alte temperature, e dare ragione di questi eventi.

 

Decimati. Per l'esperimento i maschi di Tribolio delle farine o Tribolio castano (Tribolium castaneum), una comune specie infestante di coleottero, sono stati esposti a ondate di calore simulate, con temperature di 5-7 °C più alte rispetto a quelle abituali. I periodi di shock termico hanno dimezzato il numero di figli generati; i maschi sottoposti a una seconda ondata, sono stati quasi sterilizzati del tutto. I loro spermatozoi sono stati ridotti di tre quarti, e persino quelli già immessi nel tratto femminile sono morti prima di completare la fertilizzazione (le femmine sono quindi state colpite "indirettamente").

 

Disastri a catena. Il caldo eccessivo ha anche avuto effetti sul comportamento sessuale dei maschi, che si sono accoppiati con una frequenza dimezzata. Quando i coleotteri hanno sperimentato due ondate di calore a distanza di 10 giorni, la prole generata è risultata pari ad appena l'1% di quella del gruppo di controllo. E i - pochi - figli nati hanno vissuto meno a lungo, sono parsi meno fertili e hanno avuto meno figli a loro volta, la prova che gli effetti nefasti del caldo anomalo si ripercuotono per generazioni.

 

«Si stima che i coleotteri costituiscano un quarto della biodiversità mondiale, questi risultati sono quindi molto importanti per capire come le specie reagiscano ai cambiamenti climatici» spiega Kirs Sales, autore della ricerca. «La ricerca ha inoltre mostrato che gli shock termici danneggiano la riproduzione maschile anche negli animali a sangue caldo, e passati lavori sostengono che questo possa portare a infertilità nei mammiferi».

 

14 novembre 2018 | Elisabetta Intini