Dietro l'ondata di calore che si è verificata nel Nord Europa c'è lo zampino dell'uomo

Gli scienziati tendono a essere cauti nel sostenere che un singolo evento possa essere causato dal cambiamento climatico provocato dalle attività umane. Eppure sulle cause dell'ultima ondata di calore che hanno interessato il Nord Europa hanno pochi dubbi...

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Secondo uno studio l'ultima ondata di calore che ha interessato il Nord Europa è, almeno in parte, causata dai cambiamenti climatici indotti dall'uomo

Sembra ormai fuori di dubbio: il cambiamento climatico derivante dalle attività umane è una delle prime concause dell'attuale ondata di caldo che attanaglia l'Europa. La certezza arriva da uno studio realizzato dal World Weather Attribution  che ha confrontato e studiato le temperature attuali con le registrazioni storiche di sette importanti stazioni meteorologiche, in diverse parti d'Europa. Secondo il rapporto preliminare, in questa ondata di calore il "segnale del cambiamento climatico non è ambiguo": i valori dell'ondata di calore nelle regioni artiche non ha precedenti.

 

La ricerca dei collegamenti è stata realizzata attraverso i dati di sette stazioni meteorologiche che si trovano in Finlandia, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Perché questi Paesi? Perché hanno reso disponibili i documenti (digitalizzati) risalenti fino ai primi anni del 1900. 
 

Le variazioni di temperatura durante l'ultima ondata di calore che ha interessato il Nord Europa

"ondata di calore": ma cos'è? Un’ondata di calore non è facile da definire: questa formula è ormai generalmente utilizzata per i tre giorni consecutivi che fanno registrare le temperature più alte dell’anno. Questa definizione arbitraria ha permesso di confrontare i dati delle sette diverse sedi nel corso degli ultimi 100 anni (circa): secondo alcune proiezioni è possibile che, nonostante il gran caldo registrato finora, i tre giorni fatidici debbano ancora arrivare.

 

Fermo restando che, secondo gli scienziati, non si può (in generale) sostenere che un preciso evento meteorologico (come possono essere un'ondata di calore o una nevicata) sia stato causato dai cambiamenti climatici, è tuttavia una convinzione diffusa tra la maggior parte dei ricercatori che quanto avvenuto nel Nord Europa vada ad allungare la lista dei fenomeni (aumento delle temperature, eventi estremi ecc.) per i quali è inevitabile ipotizzare che i cambiamenti climatici indotti dall’azione dell’uomo abbiano avuto un ruolo. In ogni caso, dicono gli scienziati,  al momento non è possibile affermare se il sistema di alta pressione che si è bloccato in Europa per quasi due mesi sia stato causato dai cambiamenti climatici. Lo si capirà solo analizzando un gran numero di informazioni, ma questo richiederà alcuni mesi.

Una fotografia satellitare di una regione della Danimarca ripresa dai satelliti dell'ESA, l'anno scorso (a sinistra) e quest'anno (a destra).

 

Previsioni meteo! In particolare, dall’elaborazione dei dati si è desunto che sulla Scandinavia meridionale è probabile che ci sarà un'ondata di calore simile  a quella di quest’anno almeno una volta ogni 10 anni, mentre più a sud, nei Paesi Bassi, ne avverrà una ogni cinque anni. Spiega Friederike Otto, dell'Università di Oxford: «È la logica a parlare: il cambiamento climatico sta rendendo il mondo sempre più caldo, e così ondate di calore come quella di quest’anno stanno diventando sempre più comuni».

 

In questo scenario, comunque, c'è qualcosa che... non torna: nell’Artico vero e proprio, ossia in prossimità del Polo Nord, i ghiacci hanno ora un’estensione superiore a quella degli ultimi anni. Lo si evince dal grafico qui sotto: l'andamento nel corso del singolo anno, infatti, continua a decrescere passando dai mesi invernali a quelli estivi, ma tutto questo avviene attualmente su valori (di superficie, espressi nel grafico in milioni di km quadrati) che risultano maggiori rispetto a quelli registrati negli anni precedenti. Un fenomeno per il quale occorrerà cercare una spiegazione.

L'ondata di calore in Europa del Nord ha un'eccezione nell'estremo nord, dove i ghiacci sono più estesi rispetto agli ultimi anni
04 Agosto 2018 | Luigi Bignami