Scienze

Obama o Chavez, chi è il presidente più hi-tech?

Chavez e Obama: tecnologia sì o no?

Due differenti visioni del mondo tecnologico: quella del Presidente degli Stati Uniti, le cui ultime affermazioni suonano davvero “low-tech” e quella del leader maximo venezuelano che punta, invece, su un team di professionisti per comunicare via Twitter.

“Dura condanna di Obama all'uso di iPod, console & C.”

Obama punta sull’istruzione – Il Presidente americano Obama, durante una recente visita ai neo-laureati della Hampton University, ha affermato che: “iPod, iPad, Xbox e Playstation possono costituire un diversivo, una distrazione, una forma di intrattenimento piuttosto che di sviluppo ed emancipazione”. E, oltre a criticare l’eccessivo amore dei giovani per le nuove tecnologie, il leader del mondo libero si scaglia contro il sistema mediatico globale. Ecco cosa arriva a dire Obama sull'uso indiscriminato della tecnologia negli Stati Uniti da parte delle nuove generazioni: “..bombarda gli individui con ogni tipo di contenuto su qualsiasi argomento e ogni tanto rende difficile arrivare alla verità”. “E questo aumenta la pressione, non solo su di voi, ma sul nostro paese e sulla nostra democrazia”. Il Presidente degli Usa, a conclusione del discorso agli studenti, afferma che i cambiamenti in atto non si posso comunque fermare, ma sta agli individui adattarsi a questi strumenti attraverso l’istruzione. La scuola, infatti, nella visione del capo del governo americano è la vera molla per il progresso futuro.

Chavez assume per Twitter –Su Jacktech si era già parlato della scelta di Chavez, il presidente venezuelano, di "cinguettare" su Twitter. Ora la notizia aumenta, notevolmente, di spessore. Il Presidente del Venezuela, infatti, ha dichiarato di voler assumere ben 200 persone per pubblicare, commentare e rispondere alla marea di followers e tweets in rete. La decisione di investire così tanto su Twitter, come canale di comunicazione primario con il popolo, è davvero un azzardo: basti pensare che la versione elettronica del maggior quotidiano italiano, conta appena 28 giornalisti assunti. Per perseguire l’obiettivo che si pone, ovvero diventare il più seguito "comunicatore" in Venezuela e in tutto il sud America, Chavez ritiene ormai necessario avvalersi di un team di esperti che stiano al lavoro, quasi 24/7, per migliorare e accrescere la sua propaganda elettronica. Decisamente una svolta, infatti il leader bolivarista in un primo momento aveva definito Twitter: “uno strumento del terrore”, mentre ora afferma che possa trasformarsi in “un’arma che deve essere usata anche dalla Rivoluzione”.

10 maggio 2010
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