Nobel 2014, le previsioni di Reuters

L'appuntamento scientifico più importante dell'anno è alle porte: siete curiosi di sapere chi vincerà i Nobel per la Medicina, la Fisica, la Chimica e l'Economia? Ecco le previsioni - autorevoli, ma non infallibili - della Thomson Reuters.

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Il galà di premiazione del Nobel a Stoccolma.

Il conto alla rovescia per l'assegnazione dei Nobel è iniziato. La maratona più importante per la comunità scientifica internazionale comincerà tra una settimana; nel frattempo, diamo un'occhiata alle previsioni dei vincitori elaborate dal Thomson Reuters, l'istituto di ricerca alla base dell'omonima agenzia, tra le fonti più autorevoli in fatto di "toto-Nobel".

 

Dal 2002 ad oggi, l'ente ha azzeccato correttamente 35 nomi, premiati nell'anno in corso o in quello successivo. I pronostici sono ottenuti sulla base di algoritmi che misurano l'autorevolezza degli scienziati dal numero delle citazioni dei loro paper in altre ricerche. Ovviamente le previsioni non sono infallibili, ma tenete a mente questi nomi: tra pochi giorni potreste sentirne parlare di nuovo (questi invece i vincitori del 2013).

 

NOBEL PER LA MEDICINA

 

Il Nobel per la Medicina potrebbe spettare, quest'anno, a David Julius, Professore di Fisiologia all'Università della California (San Francisco), per una ricerca iniziata alla fine degli anni '90 destinata a rivoluzionare il nostro approccio agli stimoli dolorosi.

 

Il fisiologo statunitense David Julius, tra i papabili vincitori del Nobel per la Medicina.

A Julius e al suo laboratorio si deve la scoperta dei recettori cellulari della capsaicina (la molecola responsabile del "piccante" del peperoncino). Questi "cancelli" che aprono le porte agli stimoli dolorosi rispondono allo stesso modo al piccante e alle alte temperature. Lo sviluppo di farmaci mirati per questa tipologia di recettori potrebbe ridurre le sensazioni dolorose legate a bruciature o punture urticanti.

 

il dna "srotolato". James Darnell e Robert Roeder della Rockefeller University (New York), e Robert Tjian dell'Università della California (Berkeley), meriterebbero il Nobel per la Medicina per i loro studi su come il DNA viene trascritto all'interno delle cellule, un passaggio fondamentale per la sintesi proteica.

 

 

Errori di copiatura. Tre altri scienziati, Michael H. Wigler, Charles Lee e Stephen W. Scherer, si sono distinti per aver provato, con ricerche indipendenti, che non è vero che tutti gli uomini condividono il 99% del patrimonio genetico. Il 10% del nostro DNA viene, anzi, duplicato da una sorta di fotocopiatrice biologica che ogni tanto "fa cilecca", dimenticandosi o ripetendo dei pezzi che sono responsabili di malattie come l'autismo, la schizofrenia, il lupus e alcune forme di cancro.

 

NOBEL Per la fisica

 

Passiamo al Nobel per la Fisica, che sarà assegnato martedì 7 ottobre. Charles L. Kane, Laurens W. Molenkamp e Shoucheng Zhang potrebbero vincerlo per le ricerche in due settori tra loro collegati.

 

Il primo è lo studio e l'applicazione sperimentale di un tipo di materiale, chiamato isolante topologico, che internamente si comporta come isolante elettrico, ma che sulla sua superficie conduce elettricità. Il secondo è lo studio di un nuovo stato di materia chiamato Quantum Spin Hall. Insieme, queste due aree di ricerca potrebbero aprire la strada a nuovi, rivoluzionari microcircuiti elettronici in grado di migliorare velocità e capacità di stoccaggio dati dei computer.

 

Charles L. Kane, Laurens W. Molenkamp e Shoucheng Zhang, tra i possibili vincitori del Nobel per la Fisica.

 

La memoria del futuro. James F. Scott, Ramamoorthy Ramesh e Yoshinori Tokura potrebbero essere premiati per le loro ricerche sulla FeRAM o Ferroelectric RAM, un tipo di memoria con elevata velocità di scrittura e consumi inferiori di potenza che rappresenta il superamento della DRAM (quella della maggior parte dei nostri pc) e che ha già trovato applicazione, per esempio, nella Playstation 2.

 

Super sottile. Peidong Yang, dell'Università della California (Berkeley) potrebbe essere premiato per il suo contributo alla fotonica, ossia la trasmissione delle informazioni mediante impulsi di luce. Nel 2001, Yang ha inventato un nanolaser migliaia di volte più sottile di un capello, che si rivelerà utilissimo nel trasferimento di pacchetti di informazioni ad alta precisione.

 

NOBEL PER LA CHIMICA
 
Mercoledì 8 sarà la volta del Nobel per la Chimica, che potrebbe andare, quest'anno, a Ching Tang della Hong Kong University of Science and Technology, o a Steven Van Slyke della Kateeva Inc, per aver ideato i diodi organici a emissione di luce (OLED), una tecnologia che permette di realizzare display a colori capaci di emettere luce propria, che sta trovando larghissima applicazione nell'industria elettronica.
 
Dimostrazione di un dispositivo OLED flessibile.
Nanotecnologie. Charles Kresge, Ryong Ryoo, e Galen Stucky sono tra i possibili candidati per i loro studi sul ruolo dei materiali detti "mesopori" (cioè di dimensioni simili a quelle dei pori della nostra pelle) nel trasferire farmaci mirati alle cellule colpite da cancro (ma avrebbero anche molte altre possibili applicazioni).
 

Polimerizzazione. Graeme Moad, Ezio Rizzardo e San H. Thang, tre scienziati dell'Australia's Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO), potrebbero invece essere premiati per le loro ricerche su un particolare processo di sintesi di polimeri, detto RAFT (Reversible Addition-Fragmentation chain Transfer polymerization), scoperto nel 1998. L'impiego di polimeri trova moltissime applicazioni pratiche: si pensi a quelle del Teflon, usato persino nella sostituzione di vasi sanguigni.

 
Nobel per l'economia

 

Sulla sinistra, Mark S. Granovetter, il sociologo americano cui potrebbe andare il Nobel per l'Economia. | AAPSS
La Thomson Reuters si è sbilanciata anche sul Nobel per l'Economia, che verrà annunciato lunedì 13 ottobre. Quest'anno potrebbe spettare a Philippe M. Aghion e Peter W. Howitt, per i loro studi sulla teoria schumpeteriana della crescita (un modello di crescita economica che esalta il contributo delle innovazioni, intese come applicazioni della ricerca all'ambito produttivo). O a William J. Baumol e Israel M. Kirzner, per le ricerche avanzate sul concetto di imprenditorialità. Il sociologo statunitense Mark S. Granovetter potrebbe infine ottenere il Nobel per i suoi lavori sulla sociologia economica, che abbina l'analisi degli interessi economici con quella delle relazioni sociali.

 

29 Settembre 2014 | Elisabetta Intini