Nell'oceano senza motori

I nuovi robot per l'esplorazione marina funzionano come gli alianti: si muovono senza motori sfruttando le correnti.

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Nell'oceano senza motori
I nuovi robot per l'esplorazione marina funzionano come gli alianti: si muovono senza motori sfruttando le correnti.
Come naviga (controllato da un satellite) il Sea glider, messo a punto dall'Applied Physics Laboratory dell'università di Washington.
Come naviga (controllato da un satellite) il Sea glider, messo a punto dall'Applied Physics Laboratory dell'università di Washington.

Il principio sul quale si basano è quello degli alianti. Non viaggeranno però nell'aria, ma nell'acqua, Si tratta infatti di due nuovi tipi di robot che serviranno per esplorare gli oceani. I vantaggi? Molti: maggiore autonomia, costi ridotti, e minore disturbo per gli animali marini, che di solito vengono infastiditi dai tradizionali robot meccanici. Come gli alianti infatti, i due nuovi veicoli oceanici non avranno motori. E per spostarsi, al posto delle correnti aeree, sfrutteranno altri fenomeni fisico-chimici.
A caccia di mine. Slocum Glide (glider significa aliante in inglese), recupera l'energia necessaria per muoversi dal termoclinio, una linea di separazione tra strati d'acqua che raggiungono diverse temperature, e in particolare tra le acque tiepide più superficiali e quelle più fredde e profonde. Il veicolo percorre migliaia di volte la distanza tra la superficie e una profondità predeterminata, sfruttando i flussi di calore per galleggiare o scendere verso il basso. Secondo i progettisti, potrà raggiungere i 1.500 metri di profondità, e rimanere operativo per circa 5 anni. Sea Glider invece utilizza sia un regolatore di galleggiamento, sia delle ali, che vengono utilizzati alternativament per risalire o scendere. La profondità raggiunta è di circa 1.000 metri, mentre l'autonomia è di qualche mese. Oltre che per effettuare osservazioni biologiche, la Marina militare americana conta di utilizzarli per liberare tratti di mare infestati dalle mine. Riducendo così i rischi per gli operatori umani.

(Notizia aggiornata al 11 ottobre 2002)

08 Ottobre 2002