Nei sardi di oggi sopravvive DNA del Paleolitico

L'eredità genetica dei cacciatori-raccoglitori che popolarono l'isola alla fine del Paleolitico si conserva negli attuali abitanti dell'isola: una ricchezza che rende gli isolani "unici" in Europa.

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Tracce di antichi passaggi: la Tomba dei Giganti ad Arzachena (Sassari).|Christina Anzenberger-Fink / Anz/contrasto

Le tracce genetiche dei primitivi cacciatori raccoglitori che colonizzarono la Sardegna 12.000 anni fa sopravvivono negli odierni abitanti dell'isola. L'eredità di queste popolazioni provenienti dal Vicino Oriente e dall'Europa occidentale è stata rintracciata nel DNA dei sardi moderni, nell'ambito di uno studio dell'Università di Pavia e dell'Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica (IRGB) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), pubblicato su Molecular Biology and Evolution.

 

Conservato. Finora si pensava che i primi agricoltori arrivati in Europa 8.000 anni fa avessero cancellato il bagaglio genetico delle popolazioni precedenti. Invece quelle tracce sono ancora presenti nel DNA mitocondriale - cioè trasmesso per via materna - dei sardi attuali, preservate dall'isolamento geografico del loro territorio.

A confronto. Gli autori dello studio hanno analizzato 3.491 genomi dei moderni isolani e 21 DNA di sardi antichi, prelevati da siti archeologici datati tra 6.000 e 4.000 anni fa. Questi dati sono stati poi confrontati con quelli relativi a 50.000 genomi moderni e 500 antichi (tra questi anche quello di Ötzi, l'Uomo di Similaun, con il quale però i sardi antichi e moderni non sembrerebbero granché imparentati).

 

La comparazione ha dimostrato che l'80% dei genomi mitocondriali sardi appartiene a gruppi genetici presenti solo in Sardegna, e risalenti ai periodi pre-nuragico, post nuragico e Neolitico (la civiltà nuragica si sviluppò nell'isola tra il 1800 a.C. e il II secolo a.C.).

Ancora più antiche. Una piccola parte dei DNA analizzati, il 3-5%, invece, mostra una parentela con tracce genetiche di popolazioni giunte sull'isola ben prima dell'avvento dell'agricoltura in Sardegna, collocato 7.800 anni fa: sarebbe in pratica la prova del fatto che l'isola fosse già popolata alla fine del Paleolitico e durante il Mesolitico (ossia dai 12.000 agli 8.000 anni fa), così come risulta da alcuni reperti archeologici. Queste popolazioni provenivano da due principali regioni geograficamente distanti: il Vicino Oriente e l'Europa occidentale.

 

14 Febbraio 2017 | Elisabetta Intini