Scienze

Muoversi senza saperlo

Le prime fasi del movimento non sono consapevoli: lo suggerisce uno studio che ha cercato di capire quando i primi segnali di intento siano registrati nel cervello.

Muoversi senza saperlo
Le prime fasi del movimento non sono consapevoli: lo suggerisce uno studio che ha cercato di capire quando i primi segnali di intento siano registrati nel cervello.

I meccanismi della decisione del movimento sono ancora oscuri.
I meccanismi della decisione del movimento sono ancora oscuri.

Le prime fasi del movimento non sono consapevoli: lo suggerisce il fatto che le persone diventino cosce di prepararsi a muoversi, soltanto dopo i che i primi segnali di intento siano stati registrati nel cervello. Lo rivela uno studio riportato sul numero di gennaio della rivista Nature Neuroscience. Dal momento che questa consapevolezza non si sviluppa affatto nei pazienti affetti da danni alla corteccia parietale, gli autori sostengono che questa parte del cervello è coinvolta nella monitoraggio consapevole dei nostri movimenti.
Quando sai di schiacciare un bottone? Durante l'esperimento, ai volontari è stato chiesto di premere un bottone in qualunque momento avvertissero la sensazione di stare effettuando quel gesto; in più, è stato richiesto di segnalare il momento in cui decidevano di schiacciare il bottone oppure quando di fatto lo schiacciavano.
Dai risultati è emerso che le persone sane, raggruppate in un gruppo di controllo, sono state in grado di giudicare accuratamente il momento in cui hanno premuto il bottone, ed anche la semplice intenzione di farlo che, in media, si è presentata 250 millesimi di secondi prima dell'azione.
Anche i pazienti con danni alla corteccia parietale sono riusciti a stimare il momento in cui di fatto hanno premuto il bottone, ma non sono risultati consapevoli delle loro intenzioni sino a che il movimento non è stato quasi del tutto completato. In più, i pazienti con danni al cerebellum, l'altra parte del cervello, si sono comportate allo stesso modo delle persone sane, una dimostrazione ulteriore del collegamento tra corteccia parietale, consapevolezza e movimento.

(Notizia aggiornata al 5 gennaio 2004)

5 gennaio 2004
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