Scienze

Muffe nanotecnologiche contro i tumori

Grazie alle nanotecnologie approda nuovamente alla sperimentazione, dopo vent'anni dalla sua scoperta, una sostanza che si è dimostrata in grado di combattere efficacemente diversi tumori e, forse, anche altre gravi patologie. (Susanna Trave, 21 luglio 2008)

Vent'anni fa il clinico americano Donald Ingberg, notando l'accidentale contaminazione da parte di una muffa di una delle colture cellulari su cui stava lavorando, isolò una sostanza chiamata TNP-470 che aprì una nuova era nella cura dei tumori. Negli anni '90 però la sperimentazione clinica di questo farmaco venne interrotta a causa dei pesanti effetti collaterali che provocava e dell'eccessiva complessità del protocollo di somministrazione. Il principio attivo della molecola era però valido e le ricerche per modificarla così da renderla meno tossica e più maneggevole non si sono mai interrotte.

Formulazione nanotech. Ofra Benny e altri colleghi del Children's Hospital di Boston e dell'Harvard Medical School, avvalendosi delle più moderne nanotecnologie sono riusciti ad attaccare al TPN-470 due polimeri che lo proteggono dagli acidi gastrici creando un nuovo farmaco chiamato lodamina. Questa può essere assunta per via orale, passa inalterata attraverso lo stomaco e viene assorbita nel tratto intestinale giungendo direttamente alle cellule tumorali. Qui la sostanza attiva viene resa disponibile lentamente e inibisce significativamente la crescita tumorale senza evidenti effetti collaterali. Negli studi finora condotti su animali ha dimostrato inoltre di accumularsi nel fegato dove previene le metastasi.

Non solo contro i tumori. La lodamina, così come il TPN-470, è un potente inibitore dell'angiogenesi: agisce impedendo lo sviluppo dei vasi sanguigni che andrebbero ad alimentare le cellule tumorali la cui crescita viene in questo modo bloccata. Proprio per questo suo meccanismo d'azione i ricercatori credono che possa essere utile anche in altre patologie legate a una abnorme crescita vascolare, come la degenerazione maculare senile o l'artrite. Molte le aspettative, quindi, che speriamo non vengano disattese per altri 20 anni!

21 luglio 2008
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