Scienze

Migrazioni: i primi uomini nel Nord America

La datazione di semi trovati accanto a impronte fossili dimostra che l'uomo è arrivato nel Nord America migliaia di anni prima di quanto si pensava.

Una nuova importante scoperta offre la prova definitiva che l'uomo aveva colonizzato il Nord America ben 7.000 anni prima rispetto a quanto gli archeologi hanno finora pensato. Impronte fossili di uomini trovate sulla riva di un antico letto di un lago nel White Sands National Park (New Mexico), nel sud degli attuali Stati Uniti, risalgono infatti, a 23.000 anni fa, rendendole le più antiche mai trovate in Nord America.

Lo studio, pubblicato su Science, racconta che le prime impronte erano state scoperte nel 2009, ma solo nel 2016 sono iniziate le analisi e le ricerche su alcune di esse. Alla conclusione che sono così antiche si è giunti dopo essere riusciti a datare dei semi trovati negli stessi sedimenti dov'erano impresse le tracce degli uomini. In passato non si era mai riusciti a fare lo stesso e tutte le datazioni erano effettuate su manufatti rinvenuti in prossimità di calchi - impossibile datare impronte in assenza di manufatti. E se ci si rifà a questi ultimi, non ne sono mai stati trovati che avessero più di 13-14.000 anni.

I semi rinvenuti accanto alle impronte hanno permesso una datazione precisa.
I semi rinvenuti accanto alle impronte hanno permesso una datazione precisa. © Reynold et al. 2021

Ecco perché si è sempre pensato che i primi uomini fossero arrivati in America del Nord sfruttando l'ultima glaciazione, la quale, causando un abbassamento dei mari, avrebbe permesso di passare dall'Asia alle Americhe attraverso ponti naturali. Tuttavia quegli uomini si sarebbero dovuti stabilire vicino all'Artico perché le calotte glaciali che coprivano il Canada avrebbero reso impossibile andare verso sud. Solo in seguito, tra 16.000 e 13.500 anni fa, quando i ghiacciai iniziarono a ritirarsi, sarebbe iniziata anche la migrazione verso il sud. La nuova scoperta impone però di rivedere questa narrazione dei fatti.

100.000 anni fa... Per Sally Reynolds (Bournemouth University, UK) «la nuova scoperta colloca definitivamente gli esseri umani nel Nord America in un momento in cui i ghiacci polari erano notevolmente espansi. Questo significa che gli umani sono migrati a sud in più ondate e una di queste è avvenuta prima dell'ultima era glaciale. Quelle prime persone potrebbero aver navigato lungo la costa del Pacifico. Poi, dopo che i ghiacciai si ritirarono, ci sono state altre migrazioni». Se l'ipotesi è corretta, vuol dire che i primi uomini arrivarono nelle Americhe prima di 100.000 anni fa.

Provetti navigatori. Indizi precedenti a questa ricerca che facevano pensare alla possibile esistenza di uomini nelle Americhe ben prima di 15.000 anni fa furono avanzate dopo che in una grotta del messico furono trovati reperti e manufatti che sembravano avere 32.000 anni: gli indizi, però, erano troppo vaghi per averne certezza. La domanda, a questo punto, è: come sono arrivati quei primi uomini al sito di White Sands? Al momento non c'è una risposta certa, ma un'ipotesi: forse in barca, salpando dall'odierna Russia o dal Giappone e navigando il Pacifico sottocosta. Se fosse così, erano provetti navigatori.

4 ottobre 2021 Luigi Bignami
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