Scienze

Microrganismi attivi e affamati a 2,4 km di profondità

La vita (r)esiste anche nell'acqua preistorica intrappolata nelle profondità di una miniera del Canada, lontano da fonti di luce e ossigeno.

Nella miniera di Kidd Creek, un giacimento di rame e zinco profondo 3 km nella provincia canadese dell'Ontario, è stata scoperta una popolazione di microrganismi che sopravvive lontano da qualunque fonte di luce e ossigeno, in una porzione di crosta terrestre che non ha da tempo alcuna interazione con la superficie.

Per i ricercatori dell'Università di Toronto, che hanno spiegato la scoperta sul Geomicrobiology Journal, queste specie estremofile si mantengono grazie alla presenza di solfati nelle antichissime acque intrappolate nella miniera, in fratture situate a 2,4 km sottoterra.

Acqua preistorica. La ricerca si aggiunge al nutrito filone di studi che nell'ultimo decennio ha individuato primitive forme di vita nel cuore della crosta continentale terrestre, un ambiente caldo e oscuro che si pensava del tutto inospitale.

Nel 2013, lo stesso gruppo di geologi aveva descritto la scoperta di acqua vecchia milioni, forse persino miliardi di anni, nei recessi della miniera: quella nascosta nella Kidd Creek Mine a 2,4 km di profondità sarebbe una delle riserve idriche più antiche della Terra. Nel 2016 il team si accorse che l'acqua, ricca di solfati e idrogeno, doveva aver contenuto in passato popolazioni di batteri solforiduttori, cioè batteri che compiono la respirazione anaerobica (in assenza di ossigeno) utilizzando composti dello zolfo.

Si mangia, finalmente. Il nuovo studio, basato sull'analisi al microscopio di campioni di acqua estratti dalla miniera, dimostra che lì in fondo vivono tuttora comunità di microrganismi, come proverebbero alcuni gruppi di cellule osservati attorno a particelle di sedimenti. Al momento non è possibile stabilire di che microrganismi si tratti, ma di certo sono ancora attivi: quando hanno ricevuto in offerta diverse fonti di cibo, le hanno metabolizzate.

Gli scienziati hanno inoltre confermato che non ci sono interazioni tra l'acqua sotterranea e l'atmosfera, o l'acqua superficiale. Lo studio potrebbe tracciare una rotta per altre ricerche sulla vita in ambienti sotterranei estremi, sulla Terra e su altri corpi celesti.

18 settembre 2019 Elisabetta Intini
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