Meraviglie al microscopio

Il mondo microscopico rivela universi sconosciuti e panorami mai visti. Sapresti riconoscere al volo di che cosa si tratta? Mettiti alla prova con questo slideshow che raccoglie le più belle foto del giorno al miscroscopio.

spl_b804057-clematis_media2004123015123_520041216125615_5200412918118_5200492715218_5spl_t415179_web2004824174919_52004811193931_52004715185046_52004713161242_52003112017714_520031114165318_5200366125455_52003101317849_820039313449_5spl_z3551874-moth_webspl_p424246_altaspl_p760057-fat_cells_mediaspl_b234159-mrsa_bact_mediaf07firstplace-fannyberon_1_200512813330_5spl_b745440-peppermint_leaf_surfacespl_h1104315-common_media2003728171322_5spl_g450096-fish_media200627161528_8spl_z330282-fire-media20062716322_82005715165919_5200547155055_52005616115818_5spl_b855063-closespl_p260029_web200292015464_5spl_h130615_dust_webspl_b2201110_web200341015556_52003108152526_5spl_p3500066spl_p5200210200475181523_5200431163626_542-27842870tip_vun901925_webspl_c0088532_webspl_z345324_webApprofondimenti
spl_b804057-clematis_media

Cosa vi sembra? Il rosone di una chiesa o un’opera di computer grafica? Niente di tutto questo, si tratta di una pianta. O meglio del suo gambo, sezionato e visto al microscopio. Il vegetale in questione appartiene alla specie Clematis. Un rampicante che prende il nome dal greco antico “klema” che indica proprio il viticcio, cioè l’estremità filiforme che si “attacca” rendendo possibile alla pianta “arrampicarsi”. Una curiosità: questa pianta è uno dei fiori di Bach usato come rimedio per far tornare con i piedi per terra i sognatori.

2004123015123_5

Quasi irriconoscibile sotto la lente del microscopio elettronico, ecco un grano di pepe (Piper nigrum). ll frutto carnoso della pianta di pepe contiene un solo seme che, quando è raccolto non ancora maturo, rappresenta il pepe verde, maturo ed essiccato diventa la versione nera, mentre liberato dalla polpa è il pepe bianco.
Il pepe, originario dell'India, arrivò in Occidente duemilacinquecento anni fa: grazie al suo grande valore commerciale, alla conservazione illimitata e alla difficile sofisticazione, ha sempre rappresentato una merce rara con cui, per esempio, nel Medioevo i vassalli pagavano tributi o riscatti al loro signore. Alla fine del Cinquecento la sua fama di afrodisiaco cominciò a diffondersi e tuttora è conosciuto per questa virtù. Da aggiungere al vostro menu come Elisir d'amore...

20041216125615_5

Se i cristalli di ieri erano molto dolci, oggi cambiamo gusto e guardiamo dentro un granello di sale. In particolare si tratta di sale re-cristallizzato rilasciato in seguito alla distillazione dell'acqua, ottenuta portandola a ebollizione e facendo condensare i suoi vapori per raffreddamento.
Questi cristalli mostrano in particolare un reticolato cubico di ioni di sodio e cloruro. In assenza di impurità si sarebbe formato addirittura un cubo perfetto.
A proposito di sale e… cattiva stagione, per sapere perché si butta il sale sulle strade in presenza di ghiaccio, cliccate qui, nella nostra sezione dedicata alle Domande e Risposte più accattivanti.

200412918118_5

La micrografia confocale permette di osservare strutture molecolari tridimensionali, altrimenti difficilmente distinguibili attraverso un normale microscopio ottico. Le cellule in coltura delle foto appartengono a tessuto endoteliale, che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni e delle cavità cardiache. Per evidenziarne la struttura è stato usato del liquido fluorescente: il nucleo, che porta l'informazione genetica, appare così in blu; in giallo spiccano i microfilamenti di actina e, in rosa e rosso, di tubulina. I microtubuli formati da queste fibre fanno parte del citoscheletroo, il sostegno interno della cellula, responsabile del trasporto intercellulare, della sua struttura e motilità e anche di separare i cromosomi durante la divisione cellulare.

200492715218_5

Nella foto al micrografo elettronico, ecco una fase fondamentale della nostra risposta immunitaria all'attacco di un microrganismo esterno. A muoversi per primi sono le cellule dendritiche (in blu, nella foto) che riconoscono e inglobano gli agenti esterni. Queste sentinelle del nostro corpo presentano il nemico al linfocita T (in giallo) che lo riconosce ed è in grado di distruggerlo. Se i linfociti T uccidono il nemico direttamente, i linfociti B producono anticorpi, ovvero proteine specializzate per contrastare un preciso tipo di invasore.
L'uomo possiede approssimativamente 1000 miliardi di linfociti che hanno un diametro che varia dai 5 ai 15 µm, ma che sono solo il 20 per cento dei globuli bianchi, che includono anche granulociti e monociti. In condizioni normali e a digiuno i globuli bianchi sono 4500-8000 per millimetro cubo di sangue.

spl_t415179_web

Polvere, sudore, germi, residui di trucco, avanzi dell'ultimo pranzo consumato davanti al pc. Che la tastiera del nostro computer è un covo di microbi, ce lo siamo sentiti ripetere in tutte le salse, ma forse vedendo questa foto di un tasto al microscopio anche i più pigri correranno a darle una ripulita. Secondo uno studio dell'Università dell'Arizona, una postazione da ufficio ospita 400 volte più batteri di una toilette comune. Lo sporco è equamente ripartito tra tastiera (3295 microbi ogni pollice quadrato, cioè ogni 6,4 centimetri quadrati) mouse (1676) e telefono (25127). Nella stessa porzione di spazio, un asse del wc presenta, in media, 49 microbi. Considerando poi che non tutti, usciti dal bagno, si lavano le mani...
Sei sotto stress? La tua tastiera lo sente!
Guarda anche quanti microbi si annidano in una spugna

[E. I.]

2004824174919_5

A guardarli al microscopio elettronico sembrano disegnati a tavolino: in realtà queste formazioni circolari sono il prodotto di un'alga planctonica (Coronosphaera mediterranea), il cui involucro gelatinoso si incrosta in coccoliti, così si chiamano i microscopici corpuscoli calcarei della foto, che misurano tra i 2 e i 100 µm. Al contrario delle diatomee che secernono silicio, i Coccolitoforidi, come sono anche denominate queste alghe, costruiscono il loro guscio di calcare. Alternano una fase mobile in cui usano le flagelle per spostarsi a una fase stabile in cui producono queste incrostazioni che vanno a ricoprire ogni singola cellula. Sono loro i principali componenti dei fanghi oceanici.

2004811193931_5

Se alla vista di questa foto avete pensato a una passeggiata in un bosco di montagna, allietata da un pungente profumo di pino, vi sbagliate di grosso. Cambiate scena e immaginate piuttosto una giornata torrida in un deserto del Messico o del sud degli Stati Uniti e un incontro con uno dei suoi abitanti, la tarantola messicana (Brachypelma smithi). Gli alberelli della foto sono infatti i peli al micrografo elettronico delle sue zampe. Grazie ad essi questa tarantola, che non ha una buona capacità visiva, percepisce rumori e vibrazioni che la mettono in allerta. Sono anche un'ottima arma di difesa visto che il contatto con essi provoca un intenso bruciore. Niente paura, però, questo ragno è velenoso solo per altri insetti, sue prede preferite.

2004715185046_5

Sempre inseguendo punti di congiunzione tra corpo umano e natura, scopriamo altre papille di un petalo. Si tratta di una primula (Primula obconica), pianta che cresce spontanea nelle zone temperate e che viene coltivata per ornamento nei colori più vivaci.
Se nella bocca le papille della lingua sono atte a percepire i sapori, nei fiori queste piccole prominenze caratterizzano l'epidermide dei petali e vi conferiscono l'aspetto vellutato.

2004713161242_5

Ecco come appare una micrografia in luce polarizzata di una sottile sezione di rame puro: si svela così la struttura a cristalli di questo elemento che costituisce lo 0,006-0,005 per cento della crosta terrestre. Le ultime scoperte sul rame fanno presagire che un suo largo utilizzo verrà fatto in ambito ospedaliero. È stato provato infatti come in presenza di leghe di rame ci sia una significativa riduzione della sopravvivenza e della diffusione di batteri, in particolare dei cosiddetti MRSA (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus), un ceppo di Stafilococco aureo resistente a quasi tutti gli antibiotici (alla meticillina,ma anche alla oxacillina, alla nafcillina,all'imipenem e alle cefalosporine) e responsabile di infezioni pericolosissime per i pazienti.
Nulla da invidiare al quadro di un artista...

2003112017714_5

Se l'apparato femminile di un fiore assomiglia alla faccia superiore della lingua umana, quello maschile ci può ricordare tutt'altro.
Questa micrografia elettronica ritrae in particolare gli stami di un'aquilegia (Aquilegia sp.), pianta erbacea delle Ranuncolacee la cui parte vegetativa scompare in inverno, per germogliare poi di nuovo alla fine della stagione fredda. I fiori che rinascono a primavera richiamano la forma del becco o degli artigli di un'aquila da cui prendono il nome.
Ogni stame è costituito da un filamento che supporta l'antera, una sorta di bulbo che contiene il polline, vale a dire le cellule sessuali maschili. Nella foto del giorno di domani, vi sveliamo un nuovo parallelismo...

20031114165318_5

Se vi sembra lo stesso soggetto della foto del giorno di ieri, ripreso da una prospettiva diversa, siamo costretti a smentirvi. Non si tratta di rocce vulcaniche, ma dei muscoli striati scheletrici che partecipano nel corpo umano ai meccanismi della postura e della locomozione.
Visti in sezione al microscopio elettronico questi muscoli rivelano la loro struttura filamentosa, costituita di un fascio di fibre più sottili, le cosiddette miofibrille, dal diametro di 1-2 micrometri (milionesimi di metro). Ogni singola fibra muscolare è coperta da una delicata calza di fibre reticolari, detta endomisio: nella foto corrisponde ai filamenti aggrovigliati intorno alle fibre.

200366125455_5

L'estate è alle porte: è ora di costumi da bagno, di corpi esposti e forme da esibire. Qualche consiglio per far sparire la pancetta ve lo abbiamo dato nel multimedia "Quante calorie bruci?", che vi aiuta a individuare lo sport più adatto per ritrovare la forma perduta.
Ma contro cosa si combatte sulle cyclette delle palestre e affidandosi alle mani esperte delle estetiste? I nemici numero uno sono proprio i cuscinetti di grasso: il deposito adiposo (nella foto come appare al microscopio elettronico) forma uno strato isolante sotto la pelle, dove l'energia è immagazzinata sotto forma di grasso.

2003101317849_8

Una violetta pietrificata? Uno strano gioiello celtico? Niente di tutto questo. È un otolite, un minuscolo granulo calcareo contenuto nell'orecchio interno che ha il compito di regolare l'equilibrio e l'udito. Appartiene a un pesce zebra (danio rerio), un pesciolino di pochi centimetri con un profilo genetico molto simile a quello dell'uomo. Più economico dei topi di laboratorio, il pesce zebra genera una prole numerosa in tempi brevissimi. Per questo motivo viene utilizzato come modello genetico in molte ricerche mediche. Recentemente alcuni ricercatori franco-tedeschi ne hanno studiato un gene, chiamato Starmaker (costruttore di stelle), molto simile ad alcune proteine umane che sembra coinvolto nella formazione di questi microscopici cristalli dell'orecchio. Piccole modifiche del gene possono modificare la crescita e la forma di questi piccoli, ma fondamentali, organi dell'equilibrio. Foto: © J. Berger/Science.

20039313449_5

Il microscopio a scansione ad effetto tunnel è uno strumento inventato negli anni Ottanta da due ricercatori dei laboratori IBM di Zurigo, Gerd Binnig e Heinrich Rohrer, che per questa scoperta ottennero anche il Premio Nobel per la Fisica nel 1986. La foto in questo caso avviene su scala atomica, ma ad essere fornita non è un'immagine diretta dell'oggetto. La tecnica si basa sulla cosiddetta corrente dovuta all'effetto tunnel: una punta molto sottile è avvicinata ad una distanza fissa alla superficie di un solido ed è eseguita la scansione la struttura della superficie, fino a visualizzare gli atomi che la compongono, osservando come questi vibrano. La risoluzione, altissima, arriva all'ordine di grandezza di 0,2 nanometri. Nella foto, la catena della doppia elica di una molecola di DNA.

spl_z3551874-moth_web

Sarà capitato a tutti di imbattersi in una falena, ma di certo così da vicino non l’avete mai vista! Questa volta sotto il microscopio elettronico ci è finita l’antenna pelosa di questa farfalla notturna dell’ordine dei Lepidotteri.
Anche se andiamo verso la bella stagione, la peluria non è affatto un problema per la falena, anzi, è fondamentale per la sua sopravvivenza. Si tratta infatti di peli sensoriali che captano i movimenti e gli odori presenti nell’ambiente circostante, e permettono all’insetto di individuare il cibo e un possibile compagno. Anche perché, a differenza delle loro “cugine” farfalle diurne, le falene non possono sperare di attirare l’attenzione del partner con i colori delle loro ali, generalmente poco appariscenti.
Una curiosità: le tarme che a volte banchettano sui nostri maglioni non sono altro che le larve di alcune falene.
Se non sai resistere al fascino degli insetti, tuffati nel loro macrocosmo.

[E. I.] 

spl_p424246_alta

Solo una lente di 9 millimetri è sufficiente per consentire ai nostri occhi di mettere a fuoco il mondo circostante. È il cristallino - qui al microscopio – una struttura simile a una lente che cambia forma, aumentando o diminuendo la curvatura in base alla vicinanza o meno dell’oggetto da visualizzare.
Un po’ come succede all’obiettivo della macchina fotografica che si allunga o si accorcia (ma non cambia forma), in base alla distanza dall’oggetto da mettere a fuoco.
L’alterazione della capacità di modulazione del cristallino, con l’avanzare dell’età, porta alla presbiometria. I presbiti vedono bene da lontano ma non da vicino.
[F.C.]

spl_p760057-fat_cells_media

Queste "bolle" colorate non sono uova di Pasqua ma adipociti, cellule che compongono il tessuto adiposo. Un tessuto che siamo abituati ad associare ai chili di troppo, ma che in realtà ricopre funzioni importantissime. Oltre ad essere un'importante riserva energetica, infatti, questo tessuto è un ottimo isolante, protegge i nervi e i muscoli e impedisce che il calore prodotto dal nostro corpo venga disperso all'esterno. 
Guarda come sono fatte le cellule della nostra pelle e le cellule ciliate dell'orecchio interno. Scopri anche com'è il resto del nostro corpo visto al microscopio.

spl_b234159-mrsa_bact_media

Sembrano caramelle alla frutta, ma in realtà sono microrganismi altamente patogeni per l'organismo umano. Il microscopio elettronico ha immortalato, infatti, alcuni grappoli di Staphylococcus aureus, un battere dalla forma tondeggiante di circa un millimetro di diametro.
Così da vicino non lo si osserva tutti i giorni eppure molti di noi ospitano inconsapevolmente lo stafilococco all'interno della propria fauna batterica. E spesso lo stafilocco è responsabile di alcuni problemi di salute. Per esempio infezioni alle vie respiratorie, disturbi cutanei, intossicazioni di origine alimentare. Ed è un osso duro da eliminare, perché nella maggior parte dei casi è resistente a molti tipi di antibiotici.
Guarda anche un battere buono.

f07firstplace-fannyberon_1_

Sembrano piccoli vulcani, ma in realtà sono tutt’altro! Si tratta, infatti, di fibre metalliche del diametro di appena qualche miliardesimo di millimetro. Le nanofibre sono state create in laboratorio utilizzando un sottilissimo foglio di alluminio bucherellato e un campo elettrico.
Proprio attraverso i buchi dell'alluminio le fibre sono cresciute in questo modo, creando delle piccole teste di fungo. Per completare l’opera, la scenografia è stata fotografata al microscopio elettronico e colorata a computer. Forse scienza e arte talvolta sono più vicine di quanto si possa immaginare.
Vuoi sapere di più sulla nano-arte? Vai alla fotogallery.

200512813330_5

Questa volta, sotto la lente d'ingrandimento, non ci è finito Pac-man, il protagonista di uno dei più famosi video giochi (prova a giocarci accedendo al nostro canale Tempo libero). Si tratta invece del pallino di un proiettile ingrandito al microscopio elettronico, una delle tante tecniche usate dalla polizia scientifica. In molti casi, le perizie balistiche dei tecnici sono determinanti per incriminare o scagionare un indagato. Per esempio, si può riconoscere se un proiettile (o un bossolo, cioè la parte posteriore della cartuccia che viene espulsa al momento dello sparo) è stato sparato da una certa pistola oppure si può intuire la sua traiettoria. In realtà per stabilire l'angolo di uno sparo è necessario trovare almeno due fori, altrimenti si rimane sempre nel campo delle ipotesi.

spl_b745440-peppermint_leaf_surface

Combatte l’alitosi, stana i vermi intestinali, allevia i dolori reumatici, decongestiona la pelle, cura la febbre e il raffreddore, calma il mal d’auto e regolarizza il flusso mestruale. Tutto questo e molto altro grazie a queste palline marroni, nelle quali è racchiuso l’olio essenziale della menta. Nella foto una foglia di menta (Menta piperita) al microscopio.
Le capacità curative e aromatiche di questa pianta sono conosciute fin dall’antichità. Romani, Greci e molti popoli del Mediterraneo pensavano che fosse anche afrodisiaca; si usava, infatti, intrecciare ghirlande di menta che fungevano da corone nuziali beneauguranti. Poi venivano sparse foglie di menta sul pavimento della camera da letto degli sposi. Comunque andasse la prima notte di nozze di sicuro l'ambiente sarebbe stato fresco e profumato.

spl_h1104315-common_media

Blocchi di cemento? No questo è sale. Il cloruro di sodio, comunemente conosciuto come sale da cucina e qui visto al microscopio, si ricava dal salgemma che si forma nei bacini per evaporazione delle acque salate. Il salgemma viene raccolto quando il bacino si è prosciugato (riducendosi del 90%) grazie all’evaporazione dell’acqua causata dal sole.
Per questo le saline si trovano soprattutto nelle regioni calde e a volte aride. In Italia ve ne sono in Toscana, nella Val di Cecina, in Basilicata (Val d’Agri) e in Calabria a Crotone e in Sicilia. Grandi miniere di salgemma si sono formate a Stassfurt in Germania, Wieliczka in Polonia, Cardona in Spagna, Salzburg in Austria e negli Stati Uniti (New York, Michigan, Ohio).

2003728171322_5

Nella foto, la superficie di una foglia di canapa indiana (Cannabis sativa) al microscopio elettronico. Ognuna delle sue minuscole strutture ha un nome particolare e funzioni differenti. I minuscoli "funghetti" e le goccioline che escono direttamente dalla foglia si chiamano tricomi. La sostanza in cima al piccolo stelo e quella che costituisce le gocce è il tetraidrocannabinolo, una resina che, estratta dalla pianta e purificata, ha un'azione euforizzante nel consumatore.

spl_g450096-fish_media

E ti dirò chi sei: sotto l'occhio implacabile del microscopio a fluorescenza sono finiti questa volta tre cheratociti, le cellule che costituiscono lo strato esterno della pelle dei pesci, l’epidermide. Tutte le informazioni genetiche del loro proprietario sono racchiuse nel DNA, qui visibile in rosa; le strutture verdi e viola sono invece dei filamenti proteici che costituiscono l’ “ossatura” della cellula e le conferiscono questa particolare forma. Sotto all’epidermide dei pesci si trova poi un secondo strato di pelle, detto derma, che secerne uno speciale muco in grado di proteggere questi animali dall'attacco di batteri e funghi presenti nell'acqua. Non solo, depositandosi su branchie e scaglie, questa sostanza funge anche da lubrificante, riduce gli attriti e facilita i movimenti nell'acqua.

200627161528_8

Della potenza racchiusa nelle braccia del polpo vi abbiamo parlato qualche giorno fa. Ma le piccole ventose di cui sono disseminate non servono solo a cacciare le prede e a manipolare piccole pietre per costruirsi il nido. Queste coppette sono anche chemoricettori, ovvero ricettori chimici che consentono al polpo di sentire il gusto di quel che toccano.

spl_z330282-fire-media

Quando un albero brucia, è il primo ad accorrere sul posto. Non stiamo parlando di un pompiere, ma del Melanophila acuminata, lo scarabeo che adora gli incendi. Mentre tutti gli altri animali scappano, questo coleottero - passate le fiamme - cerca una compagna per accoppiarsi sui resti bruciacchiati degli alberi, di cui le sue larve sono ghiotte. Grazie a questo istinto riproduttivo e a particolari recettori posti sul torace, lo scarabeo riesce a "fiutare" un incendio fino a 12 chilometri di distanza. Inutile dire che neanche l’olfatto umano più raffinato riuscirebbe a eguagliare questa capacità: così gli scienziati stanno studiando le straordinarie capacità di quest’animale, per mettere a punto rilevatori d’incendio superavanzati.
Nella foto, un Melanophila acuminata visto al microscopio elettronico.

20062716322_8

La malattia di Lyme è una grave infezione batterica trasmessa dalle zecche, specialmente del genere Ixodes, il più diffuso in ambiente alpino, e si manifesta con eritemi, cefalee e dolori muscolari. Il nome della patologia deriva dall'omonima cittadina americana dove fu descritto il primo caso nel 1975.
Nella foto al microscopio, una zecca dei boschi (Ixodes ricinus), particolarmente diffusa in Europa e gonfia per il sangue appena succhiato alla sua vittima. Nonostante l'importanza delle zecche quali vettori di importanti patogeni, la conoscenza della biologia di questi organismi è meno avanzata rispetto a quella di altri artropodi vettori, come per esempio le zanzare.

2005715165919_5

Fanno parte della famiglia di insetti, ma sono molto meno molesti. I moscerini sono Ditteri, come le zanzare, e il loro aspetto al microscopio fa pensare alla stessa micidiale arma da "morso". In realtà, le lunghe antenne del moscerino (che sono due, una nascosta dietro all'altra) sono organi di senso che servono a toccare e odorare. La vista è delegata al grande occhio composto, formato da piccole lenti minuscole, sopra il quale ci sono due occhi semplici (in azzurro).
Tutto il mondo visto sotto un microscopio, cliccando qui

200547155055_5

Fiorisce dalla primavera all'autunno ma riesce a sopravvivere anche con il clima più rigido. Si tratta di una erba infestante particolarmente vitale detta centocchio, i cui piccoli fiori a stella le conferiscono il nome scientifico di Stellaria media. Essendo molto diffusa anche negli orti italiani, ha innumerevoli nomi volgari, tra cui centocchio (per i tanti fiori sparsi tra il fogliame), mordigallina, erba di gallina e poverina. Nonostante infesti i campi e le loro coltivazioni, trova applicazioni utili anche come erba medica per il suo effetto calmante sulle irritazioni della pelle.
Nella foto, il pistillo (giallo) e grani di polline (verdi) al microscopio elettronico.

2005616115818_5

Così appare sotto il microscopio elettronico un rametto di rosmarino sulle cui foglie sono visibili le ghiandole di olio, responsabili del tipico profumo. Sin dagli antichi Egizi questa pianta era ritenuta possedere proprietà magiche: veniva messa nei sarcofaghi poiché si credeva impedisse la putrefazione delle carni morte e procurasse addirittura l'immortalità.
Nel folclore dei popoli del Mediterraneo il rosmarino proteggeva dalle sventure, conservava il ricordo della persona amata ed era simbolo di immortalità. Così si diffusero varie leggende: mangiando in un cucchiaio di legno di rosmarino il cibo non farebbe male oppure la pianta messa sull'uscio di casa impedirebbe alle serpi di entrare. Infuso nel vino era considerato un antitossico e un prezioso stimolante erotico.

spl_b855063-close

A vederlo così non si direbbe ma questo è un organo sessuale. Lo stame, qui al microscopio, è l’apparato sessuale maschile delle piante dove viene “immagazzinato” il polline.
Gli insetti, il vento, gli uccelli si occuperanno poi di trasportare i granuli di polline su un altro fiore, nella sua parte femminile - il pistillo - per fecondarlo.
Alcune piante nel tempo (si parla di milioni di anni) si sono evolute per favorire l’impollinazione. La salvia (Salvia pratensis), per esempio, ha sviluppato un petalo che funziona da “catapulta”. Quando un insetto vi si appoggia sopra, gli stami si spostano in modo da "appiccicare" i granuli di polline maturo sulla schiena dell’ignaro insetto.

spl_p260029_web

Intrappolati sotto questa spessa “ragnatela” di fibrina – una proteina che entra in gioco nella coagulazione del sangue – vediamo diversi globuli rossi e un globulo bianco (in giallo).
Questo è un “trombo”, cioè una agglomerato di globuli, piastrine e fibrina che può formarsi nel sangue e occludere parzialmente o completamente vene e arterie provocando, nel peggiore dei casi, un infarto.
All’origine di questa patologia ci sono solitamente alterazioni della circolazione o lesioni dei vasi sanguigni, ma secondo un recente studio britannica anche l’inquinamento dell’aria può favorire l’insorgere di trombi, soprattutto negli arti inferiori. Secondo gli esperti infatti lo smog rende il sangue “appiccicoso” e quindi più propenso alla coagulazione.

[E. I.]

200292015464_5

A volte una foto può mostrare che la scienza è arte. In questo caso a dare spettacolo sono le cellule del plesso corioideo: queste proiezioni di tessuto non nervoso sono presenti nelle cavità encefaliche e sono coinvolte nella produzione di liquido cerebro-spinale.
Le colonne verticali visibili nella foto rappresentano proprio queste cellule le cui punte rigonfiate sono piene del liquido che, una volta secreto, circonda e protegge il cervello e il midollo spinale.

spl_h130615_dust_web

Ne siamo circondati eppure così non l’avevamo mai vista. Questa è la polvere di casa nostra osservata al microscopio elettronico. Capelli, pollini e residui di pelle morta: il classico “pranzetto” degli acari (Dermatophagoides pteronyssinus) che colonizzano gli angoli più nascosti delle nostre case.
Secondo gli scienziati questi invisibili animaletti hanno molto in comune con i ragni. Appartengono infatti alla stessa famiglia, quella degli aracnidi. Afferrano il cibo con due specie di chele - che si chiamano cheliceri - e la maggior parte di loro ha 8 zampe proprio come i ragni.
Ma c’è una cosa che li distingue dai loro “cugini” ragni: gli acari non fanno paura e nessuno è affetto da “acarofobia”! Molte persone però soffrono di allergia e non sono poche. Secondo un recente sondaggio il 50% degli italiani dichiara di aver avuto almeno una volta sintomi allergici. E tra i principali responsabili ci sono proprio i minuscoli mangiatori di polvere a 8 zampe.

[E. I.]

spl_b2201110_web

Quelli che vedete in questa immagine non sono innoqui girini colorati, ma spietati "serial killer". I batteri Stenotrophomonas maltophilia - qui al microscopio elettronico - di solito infettano le piante, ma a volte purtroppo attaccano anche l’uomo. Il loro habitat ideale infatti è l'acqua: quella presente nei sottovasi dei fiori ma anche quella che si accumula in alcune strumentazioni ospedaliere come cateteri e tubi respiratori. E a farne le spese sono spesso pazienti già deboli e con scarse difese immunitarie, col tempo inoltre, questi batteri hanno imparato a resistere a molti tipi di antibiotici.
Solo nel 2006 in Gran Bretagna 1.000 persone sono state contagiate, e un terzo di loro è deceduto.

[E. I.]

200341015556_5

Appaiono così, al microscopio elettrico, le micro-lenti che ricoprono la superficie del corpo dell' Ophiocoma wendtii, una sorta di stella marina, il cui corpo diventa quindi il grande occhio dell'animale. La fittissima rete di fibre nervose intercetta i segnali di luce, permettendo a questo echinoderma marino di smascherare i predatori e sfuggirvi. Lo studio di queste lenti - molto più efficaci della migliore lente ottica prodotta dall'uomo - potrebbe consentire progressi nel campo dei componenti di reti ottiche e di chip elettronici.

2003108152526_5

L'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (ADI) promuove per domani, 10 ottobre 2003, L'Obesity Day, giorno per la promozione della prevenzione contro l'obesità. A soffrirne di più nei paesi occidentali sono le donne: negli ultimi anni si è registrato un generale aumento delle patologie legate al soprappeso e all'obesità a causa delle cattive abitudini di vita e alimentazione. Nella foto del tessuto adiposo formato dalle cellule adipose, dette adipociti, che sintetizzano i lipidi e li accumulano nel citoplasma. I lipidi (generalmente trigliceridi) si accumulano a gocce (in rosso) riducendo il citoplasma ad uno strato sottile. Per vedere il corpo umano al microscopio, basta fare un bel Viaggio al centro dell'uomo.

spl_p3500066

Una nuova ricerca ha mostrato come fibre di seta possano essere usate per incoraggiare la crescita di nuove fibre nervose precedentemente danneggiatesi. La seta usata, chiamata Spidrex, è stata ricavata da bacchi da seta geneticamente modificati: si presenta simile alla ragnatela dei ragni, ma risulta più resistente e progettata per combinarsi alle cellule nervose.
La coltura ha dimostrato la capacità di supportare le cellule di Schwann, quelle che formano una guaina protettiva attorno alle fibre nervose.
Nella foto, una fibra nervosa la microscopio elettronico.

spl_p5200210

Un tubo lungo 9 metri e abitato da 10 mila miliardi di batteri, che ci aiutano a digerire il cibo ingerito. Parliamo del nostro intestino che si divide in tenue (7,5 metri, con un diametro di 2,5 centimetri) e crasso (1,7 metri con un diametro di 7 centimetri). Quando si ammala può provocare malattie croniche come il morbo di Crohn.
Nella foto, l’interno al microscopio dell’intestino tenue in cui sono visibili i villi: lunghi 0,5-1,5 millimetri, e a loro volta tappezzati da microvilli, sono in media 10-40 ogni mm quadrato. Aumentano la superficie di assorbimento delle sostanze nutrienti e dell’acqua di 500 volte.

200475181523_5

Il fiore simbolo, secondo la tradizione, della fedeltà e dell'amore eterno si svela al microscopio elettronico e mostra il suo apparato riproduttivo. La sezione di un Non ti scordar di me (Myosotis arvensis) rivela come la parte esterna del fiore, composta da sepali (verdi) e petali (blu) sia a protezione agli organi interni atti alla riproduzione. Gli stami (formati da un filamento che termina nell'antera) sono responsabili della produzione del polline che dovrà posarsi sul pistillo, l'organo femminile del fiore. Quest'ultimo (al centro) è composto dall'ovario, lo stilo e lo stigma. Dopo l'impollinazione e la successiva fecondazione, generalmente i fiori, eccetto gli ovari, appassiscono e cadono per lasciar posto al frutto.

200431163626_5

La micrografia di un ago che sta per essere infilato nella pelle svela i particolari di un atto generalmente odiato da tutti, grandi e bambini. Anche vista la loro estesa impopolarità, le classiche iniezioni via ago saranno probabilmente sostituite in futuro da nuove tecnologie come quella ideata da un inventore britannico. Peter Crocker ha progettato una siringa che spara (letteralmente) il farmaco nei tessuti: la velocità in cui il liquido entra sotto pelle è di 100 chilometri all'ora in un ventimillesimo di secondo. Il dolore percepito risulta nullo poiché i recettori del dolore non sono stimolati: inoltre i tessuti non vengono lacerati e i vasi sanguigni non si rompono.

42-27842870

All'apparenza sembra un'innuocua caramella dalla forma un po' strana, ma in realtà questo microscopico fungo del genere Aspergillus - in quest'immagine è stato ingrandito 400 volte -  è piuttosto pericoloso.
Scoperto nel XVIII secolo da don Pier Antonio Micheli, sacerdote e biologo italiano, fu chiamato così per la sua forma che ricorda quella di un aspersorio, in latino “aspergillus”.
Si sviluppa negli ambienti ricchi di ossigeno e si nutre principalmente di amido: per questo motivo, se non viene tenuto sotto controllo, può infestare le coltivazioni e le scorte di cereali e patate. Alcune specie di Aspergillus sono responsabili dell'aspergillosi, una patologia piuttosto rara che colpisce l'apparato respiratorio di uomini o animali che ne inalano le spore, scatenando pericolose infezioni.
Alcuni aspergilli producono inoltre le aflatossine, sostanze particolarmente tossiche e cancerogene.
Ma non tutte le specie di questa muffa sono cattive: alcune sono anzi indispensabili nei processi industriali umani. L'Aspergillus niger per esempio, viene utilizzato nella produzione di acido citrico, un additivo impiegato nell'industria alimentare come acidificante e nei detersivi come potente anticalcare.

Muffe e batteri possono diventare incredibili opere d'arte vivente: guarda qui.
L'invasione dei mini-mostri: le più brutte creature viste al microscopio.
Scopri le 5 creature più fastidiose che si aggirano per casa.

tip_vun901925_web

Un momento prima del concepimento la cellula uovo (in viola nella foto al microscopio elettronico) è circondata da diversi spermatozoi e circondata dalla zona pellucida, una membrana che protegge e avvolge l'ovulo e contiene i recettori per le cellule riproduttrici maschili. Un recente studio statunitense pubblicato sulla rivista scientifica The British Journal of Pharmacology ha evidenziato come le future mamme non debbano esagerare con il caffè. Se una tazzina al risveglio è un piacere, le donne che desiderano un figlio farebbero meglio a non abbondare con la caffeina, che sembra avere ripercussioni negative sulla fertilità. Assunta in abbondanza, secondo i ricercatori, potrebbe interferire con i movimenti contrattili delle tube di Falloppio, i condotti che fanno transitare la cellula uova nel suo viaggio dall'ovaio all'utero.
Altre sorprendenti foto al microscopio (guarda)

spl_c0088532_web

Vittime di ignoranza e superstizione, utilizzati nella medicina tradizionale come "rimedio" contro asma, tubercolosi, impotenza, persino cancro e AIDS. Le autorità filippine hanno messo in guardia nei giorni scorsi la popolazione contro l'esportazione illegale di gechi in altri paesi asiatici - come Malesia, Cina e Corea del Sud - dove i loro corpi polverizzati o la loro saliva vengono utilizzati ad uso "curativo" (nella foto, la mandibila e la lingua di un esemplare al microscopio). La consuetudine mette a rischio innanzitutto la salute dei pazienti, che si privano così di farmaci legali ed efficaci, e alimenta la tratta clandestina dei rettili, tolti dal loro habitat, uccisi e venduti a prezzi esorbitanti.
Altre foto di rettili in questa gallery

spl_z345324_web

I ganci di un quaderno ad anelli? Sbagliato! Quelli che vedete sono uncini, sì, ma visti al microscopio. Gli hamuli, così si chiamano in termini scientifici questi apparati, servono alle api per agganciare le ali posteriori a quelle anteriori, in modo che in fase di volo, le due coppie di ali formino un'unica, più efficiente superficie remigante. Nella foto, in particolare, gli hamuli di un'ape mellifera (Apis mellifera): volando tra un fiore e l'altro i più laboriosi tra questi insetti, le api operaie, possono raggiungere i 25 chilometri orari di velocità. Per produrre una sola goccia di miele, occorre la visita - e quindi il nettare - di circa 100 fiori. Un'incredibile fotogallery sui voli degli insetti (guarda)
E se non ci fossero più le api?

[E. I.]

Cosa vi sembra? Il rosone di una chiesa o un’opera di computer grafica? Niente di tutto questo, si tratta di una pianta. O meglio del suo gambo, sezionato e visto al microscopio. Il vegetale in questione appartiene alla specie Clematis. Un rampicante che prende il nome dal greco antico “klema” che indica proprio il viticcio, cioè l’estremità filiforme che si “attacca” rendendo possibile alla pianta “arrampicarsi”. Una curiosità: questa pianta è uno dei fiori di Bach usato come rimedio per far tornare con i piedi per terra i sognatori.