Scienze

Maschio o femmina? L'odore delle mani può rivelare il sesso di una persona

Dall'odore del palmo delle mani è possibile riconoscere il sesso di un individuo con un'accuratezza superiore al 96%. La scoperta potrebbe essere un giorno sfruttata nella scienza forense.

Le impronte digitali non sono l'unica traccia identificativa presente sulle mani: anche l'odore presente nel palmo può rivelare molto della nostra identità. Secondo uno studio da poco pubblicato su PLOS ONE, i composti odoriferi dell'interno delle mani possono essere usati per rivelare il sesso di quella persona, con un'accuratezza del 96,67%. Una scoperta che potrebbe essere un giorno sfruttata in ambito forense.

Molecole preziose. Da tempo nelle indagini criminali si utilizzano cani appositamente addestrati per riconoscere o rintracciare vittime e sospettati a partire dal loro odore. Pochi progressi finora erano stati fatti, però, nell'analisi degli odori umani in laboratorio. Gli scienziati del Global Forensic and Justice Center dell'Università Internazionale della Florida hanno analizzato i composti organici volatili presenti sul palmo delle mani di 60 volontari, per metà maschi e per metà femmine. Questi composti chimici esalati dalla pelle si depositano facilmente sulle superfici attraverso le secrezioni oleose che le mani lasciano sulle superfici, insieme alle impronte delle dita e a eventuali tracce di DNA.

Identikit a portata di mano. Per scomporre gli odori nelle loro componenti di base è stata usata una tecnica chiamata spettrometria di massa, che ha permesso di individuare i diversi composti organici volatili in ogni campione. Gli scienziati hanno prelevato gli odori passando una garza sul palmo delle mani dei volontari, dopo che era trascorsa almeno un'ora dall'ultimo lavaggio. A questo punto sono state usate diverse tecniche di analisi statistica per vedere se fosse possibile determinare il sesso di un individuo a partire dal profilo odorifero delle sue mani, e una di queste ha indovinato nel 96,67% dei casi.

Usare con cautela. Gli autori dello studio sostengono che la tecnica andrà perfezionata e validata in altri esperimenti, prima che la si possa impiegare in indagini reali. Nonostante le percentuali di accuratezza, infatti, per ora si tratta di qualcosa di più simile a uno screening, che a un metodo di identificazione univoco. Se però si arrivasse a passaggi più precisi e rodati, si potrebbe impiegare come strumento di analisi aggiuntivo sulle scene del crimine, per risalire al sesso delle persone coinvolte laddove manchino impronte digitali e tracce di DNA. Ricordandosi però che, più volte in passato, le prove basate sulle tracce odorifere hanno portato a errori giudiziari.

16 luglio 2023 Elisabetta Intini
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