L'italiana Marica Branchesi tra gli scienziati dell'anno di Nature

L'astronoma membro della collaborazione VIRGO ha fatto da ponte tra i fisici che studiano le onde gravitazionali e i colleghi impegnati nelle osservazioni astronomiche. Il suo lavoro ha permesso di seguire "in diretta" la nascita di una nuova stella.

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Marica Branchesi, tra le 10 scienziate più influenti del 2017 secondo Nature.|(Univ. Urbino/INFN/INAF)

L'astronoma italiana Marica Branchesi è tra gli scienziati più importanti dell'anno, secondo Nature. La ricercatrice del Gran Sasso Science Institute, membro della collaborazione Ligo-Virgo e del team dell'INAF Grawita, è l'unica astronoma e l'unica donna della Nature's 10, la classifica che ogni anno la rivista dedica alle personalità di spicco nella scienza e nella ricerca.

 

Branchesi è stata scelta per il contributo fondamentale che ha dato nell'osservazione in diretta (preannunciata da un treno di onde gravitazionali) della coalescenza tra due stelle di neutroni, lo scorso 17 agosto. L'evento ha segnato la nascita dell'astronomia multi-messaggero, perché è stato seguito in contemporanea con ogni forma possibile di osservazione astronomica: e senza il lavoro di "collante" svolto dalla scienziata italiana non sarebbe stato possibile.

 

Colei che ha permesso la fusione. Come spiega a Nature Gabriela Gonzalez, fisica alla Louisiana State University e portavoce di Ligo all'interno della collaborazione di Ligo-Virgo, Branchesi «è stata la persona chiave che ha messo in comunicazione gli astronomi e i fisici, convincendoli a lavorare insieme».

 

Il suo paziente ruolo di "ponte" ha colmato il divario che divideva astronomia osservazionale e fisica delle onde gravitazionali, favorendo la collaborazione tra circa 3500 scienziati di 70 diverse realtà. Anche per questo Nature, che la colloca al secondo posto dopo il biologo statunitense David Liu, l'ha descritta come "Merger Maker", laddove merger vuol dire fusione: tra due stelle di neutroni e tra due mondi, fisica e astronomia.

 

La costruzione di un dialogo. Marica Branchesi è un'astronoma che fa parte della collaborazione Virgo dal 2009, l'anno in cui ha ottenuto una posizione all'Università di Urbino, sua città d'origine. All'epoca LIGO e Virgo stavano iniziando a collaborare, ed era chiaro che serviva una sorta di ambasciatore nella comunità di astronomi. La fisica delle onde gravitazionali può cogliere l'eco degli eventi più energetici dell'Universo, ma nel caso dello scontro tra due stelle di neutroni, capta solo le informazioni relative agli ultimi minuti dell'evento. Molte altre informazioni sono ricavabili soltanto dalle osservazioni astronomiche.

 

Lavorate, ma insieme. Branchesi ha lavorato per incoraggiare i fisici a diramare tempestivamente gli alert sui potenziali eventi connessi a treni di onde gravitazionali, anche quando non sono sicuri che siano genuini. In questi casi il fattore tempo è essenziale: esitare potrebbe voler dire perdere la finestra di osservazione. Allo stesso tempo ha convinto gli astronomi delle potenzialità di questo campo e a lavorare in gruppo.

 

Come spiega la scienziata stessa in un'intervista sul sito dell'INAF, «I fisici hanno capito che nella time domain astronomy bisogna dare informazioni velocemente anche se non sono perfettamente precise. Rispetto al primo run di osservazioni abbiamo fornito con le allerta molte informazioni che si sono rivelate fondamentali il 17 agosto: distanza, classificazione del sistema. Quanto agli astronomi, stanno imparando che è necessario collaborare per vincere le grandi sfide osservative imposte dall’astronomia multi-messaggera».

 

Grazie al suo lavoro, dal 2013 le cose hanno iniziato a cambiare, e moltissimi astronomi hanno chiesto di ricevere gli alert dai fisici delle due collaborazioni. Nel frattempo, lo scorso anno Marica Branchesi è passata al Gran Sasso Science Institute.

 

Direttore d'orchestra. Il lavoro diplomatico della scienziata si è rivelato essenziale anche al momento della stesura dell'articolo scientifico "riassuntivo" della scoperta pubblicato il 16 di ottobre tra altre decine di paper, con una lista di 3500 autori. Branchesi si è assicurata che il contributo di ciascuno trovasse il giusto spazio, e che risaltassero i risultati più significativi.

 

Fisica o astronoma? La ricercatrice si definisce «un'astronoma che lavora molto bene con i fisici delle onde gravitazionali. La mia mentalità è quella dell’astronoma che ama l’emozione di aprire le immagini appena prese e capire cosa ci rivelano. Ma ora questo avviene anche con i dati delle onde gravitazionali… alla fine non c’è più una grande differenza tra i fisici delle onde gravitazionali e gli astronomi». 

 

 

 

18 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini