Mangeresti da questi piatti?

Immaginate di cenare direttamente da una piastra di Petri "condita" di salmonelle: un artista e un bioingegnere del MIT si sono divertiti a disegnare stoviglie decorate da germi e batteri. Per pasti difficili da digerire, ma di sicuro effetto. Guarda anche 11 ragioni per amare funghi e batteri

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Alcuni sembrano dipinti a mano. Altri ricordano frattali, coralli, nebulose e supernove. In realtà gli unici veri protagonisti di questi piatti, sono elementi che nel piatto non vorreste mai trovare: batteri che possono contaminare il cibo e provocare sgradevoli complicazioni gastrointestinali.

Vik Muniz e Tal Danino, un artista brasiliano e un bioingegnere del MIT, hanno collaborato per portare i capolavori che si possono osservare nelle colture batteriche in laboratorio sulla porcellana, disegnando una linea di piatti per la casa francese Bernardaud.

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A decorare i piatti sono soprattutto salmonelle (in foto) «perfette con il pollo» - scherzano gli autori - e batteri Paenibacillus, che vivono in acqua e suolo. Muniz e Danino li hanno "coltivati" su piastre di Petri (recipienti piatti da laboratorio) di 10 cm di diametro riempite di gel agar, un terreno di coltura che, raffreddandosi, si solidifica.

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Al centro del disco hanno lasciato cadere una goccia di liquido intriso di batteri. Quindi hanno lasciato che i bacilli crescessero, formando ramificazioni sempre più intricate e spettacolari.

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I due hanno fotografato queste microscopiche opere d'arte e ne hanno creato immagini adatte a decorare un piatto.

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«I batteri interagiscono gli uni con gli altri a livello microscopico, comunicando quando e dove devono cercare cibo» spiega Muniz. «Questi motivi decorativi sono il risultato di un'iniziale colonia batterica che nuota nel gel agar con code motorizzate, fino a formare un "ingorgo stradale" di batteri».

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Il progetto è nato nei laboratori del Massachusetts Institute of Technology (Boston) dove Danino fa ricerca su come utilizzare i batteri per usi particolari, per esempio per individuare e trattare alcuni tipi di cancro. Oltre che con i batteri, i due hanno creato dipinti anche con cellule tumorali e cellule infette da virus, raccogliendo i proventi derivanti dalle loro opere per finanziare la ricerca.

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«Queste sono astrazioni che raccontano una storia e non fini a se stesse» conclude Muniz. «Immaginate di organizzare una cena. I vostri ospiti finiscono di mangiare, ammirano il disegno sul piatto e... poi gli dite che è Salmonella». I piatti sono in vendita sul sito del MoMA per la non proprio modica cifra di 550 dollari (500 euro circa) per il servizio completo.

Alcuni sembrano dipinti a mano. Altri ricordano frattali, coralli, nebulose e supernove. In realtà gli unici veri protagonisti di questi piatti, sono elementi che nel piatto non vorreste mai trovare: batteri che possono contaminare il cibo e provocare sgradevoli complicazioni gastrointestinali.

Vik Muniz e Tal Danino, un artista brasiliano e un bioingegnere del MIT, hanno collaborato per portare i capolavori che si possono osservare nelle colture batteriche in laboratorio sulla porcellana, disegnando una linea di piatti per la casa francese Bernardaud.