Scienza

L'uomo inquinava 300mila anni fa

L'analisi condotta sulla placca dentale di alcuni antichi ominidi rivela che i nostri antenati respiravano i fumi nocivi provenienti dai focolari usati per cucinare.

Nella caverna di Qesem, in Israele, una squadra di archeologi ha scoperto che già 300mila anni fa i nostri antenati dovevano fare i conti con l'inquinamento. Le analisi condotte sui denti umani ritrovati nel sito dimostrano infatti che gli abitanti della grotta respiravano i fumi poco salubri provenienti dal focolare usato per cuocere i cibi.

Cucina preistorica. Il sito di Qesem Cave è stato rinvenuto nel 2000 a una decina di chilometri a est di Tel Aviv. Da qui sono arrivate le prove che l'uomo ha imparato a controllare e usare il fuoco nella sua vita quotidiana circa 300mila anni fa.

Nel 2014 emersero i primi segni chiari della presenza di un focolare risalente a quell’epoca, della misura di 6 piedi quadrati (poco più di mezzo metro quadrato). Oltre ai resti di frammenti di ossa mescolati a cenere, vicino al focolare furono trovati anche strumenti di selce utilizzati per tagliare la carne.

Quel che dicono i denti. Quattro anni prima, nel 2010, gli archeologi portarono alla luce otto denti databili tra i 400mila e i 200mila anni fa, particolarmente significativi in quanto classificabili fra i più antichi resti di ominidi rinvenuti nel sud-ovest asiatico.

Un team internazionale di ricercatori ha ora pubblicato su Quaternary International i risultati degli studi condotti su quei reperti: la calcificazione della placca dentale ha infatti conservato per millenni residui di materiale organico, che forniscono uno spaccato sulle abitudini preistoriche.

Alcuni dei denti ritrovati nella caverna di Qesem. © REUTERS/Baz Ratner

Fumi nocivi. Le analisi chimiche e ottiche hanno mostrato la presenza nella placca calcificata di frammenti di carbone, fuliggine, granelli di polline di pino e spore fungine provenienti da tre specie diverse. La coordinatrice della ricerca Karen Hardy, dell'Università autonoma di Barcellona, afferma che tali risultati «forniscono l'evidenza di un'esposizione ad agenti potenziali irritanti per le vie respiratorie».

«Il primo barbecue indoor del mondo ebbe conseguenze anche per la salute», puntualizza il coautore Ran Barkai, dell'Università di Tel Aviv; «le persone che vivevano a Qesem non goderono solo dei benefici del fuoco, usato ad esempio per arrostire la carne, ma dovettero anche trovare un modo per controllarlo. Siamo di fronte a uno dei primi casi di inquinamento del pianeta causato dall'uomo».

Ricercatori a colloquio nei pressi della caverna di Qesem, in uno scatto del 2010. © REUTERS/Baz Ratner

Dieta onnivora. La placca dentale ha rivelato anche tracce di granuli di amido e sostanze organiche derivate da semi e noci. La presenza di fibre vegetali ha inoltre suggerito che certe piante venissero utilizzate per lavorare le materie prime o come rudimentale strumento per l'igiene orale. Nel complesso, la scoperta rappresenta la prova diretta che nel Paleolitico Inferiore la dieta dell'uomo includeva nutrienti di origine vegetale.

Homo… ? Il dibattito su chi fossero gli abitanti della grotta è aperto da tempo. I resti mostrano affinità sia con l'Homo sapiens orientale sia con l'Homo neanderthalensis, due specie apparse in teoria molto dopo. Per questo gli scienziati sono propensi a considerare gli uomini di Qesem come appartenenti a una nuova stirpe di ominidi, almeno fino a quando non verranno alla luce indizi più precisi.

18 giugno 2015 Davide Decaroli
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