L’Uomo di Neanderthal è nostro parente?

Ritrovato in Romania il cranio di un uomo che dalle prime analisi potrebbe essere considerato un incrocio tra l’Homo sapiens e quello di Neanderthal.

teschio_cop
|

L’Uomo di Neanderthal è nostro parente?
Ritrovato in Romania il cranio di un uomo che dalle prime analisi potrebbe essere considerato un incrocio tra l’Homo sapiens e quello di Neanderthal.

 

Il teschio ritrovato in Romania: un po' Homo sapiens e
un po' Uomo di Neanderthal. La scoperta suggerisce
nuove ipotesi. © Erik Trinkaus

 

Che grado di parentela c’è tra noi e l’uomo di Neanderthal? Cugino, fratello o solo un “conoscente” alla lontana?
Da anni gli esperti se lo chiedono e ancora non sono è giunti a una soluzione definitiva. Le ultime analisi sul genoma dell’uomo di Neanderthal, recentemente codificato, avevano escluso qualsiasi commistione tra l’Homo sapiens (antenato dell’uomo moderno) e Neanderthaliano.
Ora il ritrovamento in una grotta rumena di un teschio fossilizzato, suggerisce una nuova ipotesi.

Tratti comuni
Il cranio, che risale a circa 40 mila anni fa, infatti, dalle prime analisi potrebbe appartenere a un esemplare di Homo sapiens, pur presentando alcuni tratti tipici di specie più antiche. La sua ricostruzione in laboratorio ha rivelato un viso molto arrotondato, con una fronte sfuggente e denti pronunciati; tutti particolari anatomici che, secondo gli esperti, apparterrebbero all’uomo di Neanderthal. Già più di tre anni fa, nella stessa grotta, era stata ritrovata una mandibola dalle caratteristiche simili che, assieme ad alcuni manufatti in pietra rinvenuti a Gibilterra, era stata considerata la prova della convivenza tra le due specie.

Diversi ma uguali?
Ma le teorie recenti più accreditate dalla comunità scientifica hanno sempre affermato che l'Homo sapiens fosse giunto in Europa circa 40.000 anni fa e, per qualche motivo ancora da capire, avesse causato la scomparsa dell’Uomo di Neanderthal, senza che ci fossero stati incroci tra le due specie di ominidi.
Ora se l’ipotesi dei ricercatori della Washington University di St Louis (la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences) fosse confermata gli scienziati probabilmente sarebbero costretti a ristudiare le due specie, sapendo che la linea di demarcazione forse non era poi così netta.

(Notizia aggiornata al 18 gennaio 2007)

 

18 gennaio 2007