Ig Nobel 2016, ecco i vincitori

Pantaloni per topi, solletico al contrario, trucchi anti-emissioni e rocce con carattere da vendere: le più strampalate ricerche scientifiche premiate dagli Annals of Improbable Research.

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Thomas Thwaites (Ig Nobel per la Biologia) con le protesi ideate per camminare come le capre.

Se per amore di scienza arrivi a mangiare, belare, persino camminare come le capre, un Ig Nobel è il minimo che ti possa capitare: Thomas Thwaites, un inglese che ha trascorso tre giorni sulle Alpi svizzere in compagnia di un gregge capre (studiando anche protesi ad hoc per camminare come le sue compagne) si è meritatamente aggiudicato l'Ig Nobel per la Biologia 2016.

 

Anche quest'anno il premio agli studi scientifici che "prima fanno sorridere, e poi riflettere", ormai alla 26esima edizione, assegnato dalla rivista Annals of Improbable Research, non ha lasciato delusi i fan delle ricerche accademiche più bizzarre, ma tutte serissime e revisionate (peer-review) da altrettanto seri comitati scientifici.

 

A dividere con l'uomo-capra il premio per la Biologia c'è Charles Foster, anche lui inglese, che per capire il punto di vista dei non-umani ha vissuto per diversi giorni come un tasso, scavando a mani nude nel bosco in cerca di vermi da mettere sotto i denti.

 

Medicina riproduttiva. Un altro premio per studi su animali è andato all'urologo egiziano Ahmed Shafik che ha studiato gli effetti di pantaloni in poliestere, cotone o lana sulla vita sessuale dei ratti, facendo indossare i mutandoni ai roditori, e ripetendo poi l'esperimento sull'uomo.

 

 

I migliori Ig Nobel di ogni tempo su Focus 286 (agosto 2016).

(V)W l'ambiente! Il riconoscimento per la Chimica è andato alla Volkswagen per aver risolto il problema dell'inquinamento da gas di scarico delle automobili producendo automaticamente e in modo elettromeccanico meno emissioni quando le auto venivano testate. Chissà se VW ha apprezzato...

 

Solletico e bugie. L'inganno e la percezione sono stati i temi conduttori dell'edizione 2016. L'Ig Nobel per la Medicina è andato a Christoph Helmchen e ai colleghi dell'università tedesca di Lubecca per aver dimostrato che se ti prude il braccio sinistro, puoi alleviare il solletico specchiandoti e grattandoti quello destro (e viceversa).

 

Evelyne Debey, dell'università di Ghent in Belgio, ha vinto l'Ig Nobel per la Psicologia per aver chiesto a un migliaio di soggetti bugiardi quanto spesso mentissero, e per aver poi scelto se credere o meno alle loro affermazioni.

 

Il carattere delle rocce (e delle mosche). Mark Avis, dalla Nuova Zelanda, ha conquistato il premio per l'Economia per i suoi studi sulla personalità percepita delle rocce, dal punto di vista delle vendite e del marketing. L'Ig Nobel per la pace è andato invece a uno studio canadese "sulla recezione e l'individuazione delle cavolate (bullshit) pseudo-profonde". Lo svedese Fredrik Sjoberg, Ig Nobel per la Letteratura, è stato premiato per i suoi tre volumi autobiografici sul piacere di collezionare mosche morte o ancora vive.

 

Prospettive e riflessi. Premio per la Percezione ai giapponesi Atsuki Higashiyamaa e Kohei Adachib per aver studiato come le cose appaiano diversamente se ci si piega e si osserva il mondo da dietro le proprie gambe.

 

L'Ig Nobel per la Fisica è andato invece a due studi che hanno dimostrato perché i cavalli a pelo bianco siano meno attaccati dagli insetti (non riflettono la luce polarizzata che le zanzare usano per trovare le prede) e perché le libellule siano fatalmente attratte dalle lapidi nere (per il motivo opposto).

23 Settembre 2016 | Elisabetta Intini

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