Scienze

Longevità: un giorno vivremo fino a 20.000 anni?

Secondo un esperto di biogerontologia molecolare, l'aspettativa di vita umana potrebbe raggiungere i 20.000 anni: riusciremo a essere così longevi solo con l'aiuto della scienza?

Vogliamo vivere più a lungo, più in salute, più giovani: negli ultimi tempi si susseguono le scoperte di fantomatici "elisir di lunga vita" in grado di estendere l'aspettativa di vita umana, e c'è chi arriva a spendere due milioni di dollari l'anno affinché la scienza lo aiuti a ringiovanire. Ma è davvero possibile diventare più longevi? E se sì, fino a quanti anni potremmo sperare di vivere in futuro? João Pedro de Magalhães, professore di biogerontologia molecolare, ha le idee chiare: se riuscissimo a eliminare l'invecchiamento cellulare, gli umani potrebbero vivere mille anni – e potenzialmente fino a 20.000 anni.

Animali ispiratori. Magalhães ha studiato a fondo il genoma di alcuni tra gli animali più longevi del mondo, come la balena artica – che vive fino a 200 anni – e la talpa senza pelo, che vive fino a 30 anni (moltissimo in confronto ai suoi simili, che vivono circa quattro anni). Qual è il loro segreto? «La loro abilità di riparare i danni al DNA», spiega l'esperto in un'intervista a Scientific American. «Il mio sogno sarebbe quello di prendere il gene di una balena artica e impiantarlo in un topo, per vedere se il topo vivrebbe di più». Un altro gene "magico" è il p53, associato con l'eliminazione del cancro: gli elefanti ne hanno diverse copie, e per questo motivo sono resistenti ai tumori.

Riprogrammare l'invecchiamento. «Non credo che avremo presto una cura contro l'invecchiamento», sottolinea Magalhães, «ma esiste una sostanza chiamata rapamicina che è molto promettente, ed è riuscita a estendere l'aspettativa di vita del 10-15% negli animali». Magalhães crede che, in futuro, svilupperemo dei farmaci da assumere giornalmente per migliorare la nostra longevità. «Gli scienziati potrebbero teoricamente riprogrammare le nostre cellule modificando dei geni centrali all'invecchiamento: tutto questo richiede una tecnologia che ancora non abbiamo, ma che potremmo sviluppare».

Problema di software. Secondo l'esperto, l'invecchiamento è più un problema di software che di hardware. «La mia ipotesi è che il nostro DNA disponga di una complessa serie di programmi, simili a quelli di un computer, che ci trasformano in esseri umani adulti. Alcuni di questi programmi, però, con l'età diventano dannosi». È quello che accade ad esempio con l'involuzione del timo, una ghiandola che produce le cellule T, fondamentali per il nostro sistema immunitario, ma smette di funzionare trasformandosi in grasso già dai 20 anni di età.

Alcuni tessuti specifici, come il timo, possono essere ringiovaniti: «Sono convinto che possiamo effettuare interventi radicali, in grado di riscrivere il nostro "software" genetico per rallentare o invertire l'invecchiamento» spiega de Magalhães.

Ma quindi, quanto a lungo vivremo? Secondo i calcoli di Magalhães, se riuscissimo a "curare" l'invecchiamento umano, potremmo vivere fino a oltre 1.000 anni, e l'aspettativa di vita massima − escludendo incidenti e morti violente – potrebbe raggiungere addirittura i 20.000 anni. Sembrano numeri inimmaginabili, ma eliminando il cancro e le azioni dannose compiute dal nostro software genetico i benefici per la salute sarebbero incredibili. Certo, non è una cosa che accadrà presto: ma, prima o poi, riusciremo a «ingannare la morte».

3 settembre 2023 Chiara Guzzonato
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