Contro l'invecchiamento: il segreto dell'eterna giovinezza

Invecchiamento: la chiave dell'eterna giovinezza sta nei telomeri, che ora forse sappiamo come preservare.

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Contro l'invecchiamento: forse esiste una nuova via. | Shutterstock

Dimenticate i quadri che invecchiano per noi (come quello di Dorian Gray) e le pietre filosofali: il segreto per snobbare l'invecchiamento è nascosto nei telomeri, piccole porzioni di DNA che si trovano alla fine di ogni cromosoma e hanno il compito di proteggerlo.

 

Nessun ritocco. I telomeri cambiano con il passare del tempo, accorciandosi a ogni divisione cellulare fino a perdere il loro ruolo di "cuscinetto" per impedire alla doppia elica di sfibrarsi. Cercare di potenziarli è da tempo l'obiettivo di molti studi, che però in passato sono sempre intervenuti sul DNA, alterando l'espressione genica.

 

Ora un gruppo di ricercatori del CNIO, il Centro Nazionale di Ricerca Oncologica spagnolo, sembra aver scoperto come estendere i telomeri, e con essi la vita - in salute - dei topi, senza alterazioni genetiche, con una tecnica di coltivazione di cellule staminali embrionali. I risultati dell'esperimento, che ha il potenziale di un "elisir di lunga vita" capace di tenere alla larga tumori, obesità e diabete, sono stati pubblicati su Nature Communications.

Un lavoro decennale. «Il risultato della nostra ricerca rafforza l'idea che per perseguire la longevità non bisogna considerare solo i geni: si può estendere la durata della vita senza alterare il DNA», afferma Maria Blasco, coordinatrice dello studio. La scoperta alla base di questo lavoro è avvenuta per caso dieci anni fa e riguarda le iPS, le cellule staminali pluripotenti indotte (cellule di un organismo adulto alle quali è stata restituita la pluripotenza, ovvero la capacità di differenziarsi in diversi tipi di cellule).

 

I ricercatori del CNIO stavano lavorando con alcune colture di iPS quando hanno notato che, dopo un certo numero di divisioni, queste acquisivano dei telomeri lunghi il doppio del normale. Incuriositi, sono andati a fondo, scoprendo infine che anche le cellule embrionali pluripotenti in coltura si comportavano allo stesso modo: i risultati sembrano attribuibili all'azione di un particolare enzima, la telomerasi.

Più sani e più longevi. Ci sono voluti anni di studi prima che il gruppo riuscisse a ottenere, a partire da queste cellule embrionali, topi aventi il 100% delle cellule con telomeri iperestesi. I risultati, stando a quanto affermano i ricercatori, sono "senza precedenti". I roditori vivono il 13% in più della media e sono più sani. «Hanno meno tumori e sono più magri, perché accumulano meno grasso», spiegano i ricercatori: «il loro invecchiamento metabolico è minore, hanno livelli più bassi di colesterolo e tollerano meglio insulina e glucosio. Il loro DNA si danneggia meno con l'età e i mitocondri, il tallone d'Achille della vecchiaia, funzionano molto meglio.»

 

Il prossimo passo della ricerca, afferma Blasco, sarà generare una stirpe di roditori che trasmettano i telomeri allungati alle generazioni seguenti, per vedere se questa longevità acquisita possa essere trasmessa e, di più, possa continuare ad aumentare.

 

20 novembre 2019 | Chiara Guzzonato