LHC è ripartito, ecco le prime collisioni da record

Alle 10.34 il primo scontro a 13 TeV nei sotterranei del CERN. Il viaggio ai confini della fisica è incominciato. 

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Un'immagine delle prime collisioni, apparsa oggi sui display dei computer dell'esperimento CMS-|Cern

Una giornata storica: dopo la pausa per i lavori di consolidamento e i primi test partiti a inizio aprile, nei sotterranei del CERN di Ginevra il Large Hadron Collider,  l'acceleratore di particelle più potente del mondo, è ripartito oggi per il suo secondo ciclo di lavoro (tecnicamente detto RUN2). 

 

Come racconta il live blog di RUN2, in cui traspare l'entusiasmo delle persone coinvolte negli esperimenti (vedi foto sotto), alle 8.47 di questa mattina è partito il primo fascio di protoni, sotto gli occhi dei fisici assiepati nelle control room del CERN.

 

LE PRIME COLLISIONI. ATLAS, CMS, ALICE e LHCb, i quattro rivelatori sotterranei posti lungo l'anello di 27 km di LHC hanno già iniziato  a raccogliere stabilmente i dati prodotti nelle collisioni tra protoni accelerati all’energia record di 13.000 miliardi di elettronvolt (13 TeV), quasi il doppio di quella che ha permesso, nel 2012, d’imbrigliare il bosone di Higgs.

 

Un’energia mai raggiunta prima in laboratorio, alla quale da ora l’acceleratore e i rivelatori lavoreranno a regime per i prossimi tre anni di attività. 

 

Gli scienziati del Cern in una delle control room | Cern

Fino a 13 TeV. L'energia dei fasci è stata aumentata gradualmente fino a raggiungere il valore senza precedenti di 13 TeV. Alle 10.34 il primo scontro è stato registrato all'interno dei rivelatori ATLAS e CMS; sei minuti dopo il CERN ha dichiarato di avere ottenuto “fasci stabili” e che ora si aspettano i primi dati.


più dati, più potenza di calcolo. L'imponente lavoro di consolidamento, durato due anni, ha visto anche una modifica nell'impostazione dei fasci: i protoni ora viaggiano in pacchetti più ridotti e a distanza di tempo più ravvicinata (da 50 nanosecondi a 25 nanosecondi), per arrivare a produrre più collisioni, il che significa anche un aumento nel volume dei dati generati (5 volte più che nel RUN1). A questo scopo sono stati installati 60mila nuovi core ai computer del centro e 100 petabyte di spazio di archiviazione su disco.

 

Le collisioni a 13 TeV registrate dall'esperimento ALICE. | Cern


Dove arrivera? Le collisioni di fasci a questo valore energetico costituiscono i primi passi del viaggio verso l'ignoto che LHC ha il compito di intraprendere. In particolare, dopo la sensazionale scoperta del Bosone di Higgs avvenuta durante il primo ciclo di lavoro, ora il Collider focalizzerà la ricerca sulla materia oscura (che si suppone costituisca il 25 % di tutta la materia dell'universo), sulle supersimmetrie e sul plasma di quark e gluoni all'origine dell'universo.

 


Oltre il modello standard. C'è anche la speranza di qualche sorpresa inaspettata, come ha spiegato Ferdinando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), che aggiunge: «Gli scienziati sono abituati a lavorare ai confini della conoscenza; i fisici lo sanno bene, soprattutto dopo aver messo le mani, alla fine di una caccia durata mezzo secolo, sull’ormai famoso bosone di Higgs. Una scoperta che, lungi dal rappresentare un punto di arrivo per la fisica moderna, è piuttosto uno stargate, un vero e proprio portale verso la Nuova Fisica, oltre il cosiddetto Modello Standard».


Il secondo viaggio oltre i confini della fisica viaggio è cominciato, ma nel ftrattempo godiamoci l'euforia della partenza, come racconta questo video (in inglese) che mostra i momenti chiave della giornata.

03 Giugno 2015 | Martino De Mori