L'evoluzione sta favorendo un gene che potrebbe renderci astemi

La selezione naturale starebbe incoraggiando una variante genetica che rende l'alcol intollerabile anche in modeste quantità, e protegge da bevute eccessive. Come specie siamo in continua trasformazione, e questa è una delle prove.

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Una variante genetica che rende spiacevole l'esperienza del bere sembrerebbe favorita in alcune aree di Africa e Asia.|Shutterstock

Sentiamo spesso dire che l'essere umano si sta ancora evolvendo, e che la sua trasformazione sta avvenendo velocemente. Ma in che cosa, stiamo cambiando? Tra le altre cose, nel nostro rapporto con l'alcol: in base a uno studio genetico pubblicato su Nature Ecology & Evolution, una variante genetica che protegge dalla dipendenza da alcol (perché rende la sua assunzione sgradevole per l'organismo) sarebbe tra quelle favorite dalla selezione naturale.

Un compagno di vecchia data. L'uomo è a contatto con l'alcol da migliaia di anni (i primati nostri antenati, da molto di più): possiamo quindi immaginare che i suoi effetti - soprattutto quelli dannosi per l'organismo - abbiano, nel tempo, avuto ricadute sul DNA dei sapiens. Del resto sappiamo che in un recente passato, alcune popolazioni dedite all'allevamento di bestiame hanno evoluto varianti genetiche per digerire meglio il latte, un prodotto di cui disponevano in abbondanza (e che a differenza dell'alcol, non fa male).

 

Trova le differenze. Alcuni ricercatori dell'Università della Pennsylvania hanno esaminato il DNA di 2500 persone di 26 diversi Paesi in 4 continenti (i dati sono stati presi dal 1000 Genomes Project, uno dei database più estesi sul genoma umano).

 

Il team ha considerato le regioni di DNA che hanno subito trasformazioni nelle ultime migliaia di anni, e in particolare le varianti emerse recentemente in diversi continenti: l'ipotesi è che, se una mutazione si è evoluta più volte in maniera indipendente, o si è diffusa rapidamente in diverse aree geografiche, debba essere in qualche modo vantaggiosa.

 

Astemi. Sono così emersi cinque recenti hotspot di variabilità genetica. Uno riguarda alcune varianti del gene ADH, che codifica un enzima chiamato alcol deidrogenasi. Questo demolisce l'alcol in acetaldeide, una sostanza tossica che poi viene ulteriormente scomposta e resa innocua da un altro enzima. Diverse varianti di questo gene sono sorte in Asia e in Africa nelle ultime decine di migliaia di anni e sembrerebbero proteggere dall'alcolismo: forse, perché scompongono alcol troppo velocemente e fanno in modo che l'acetaldeide si accumuli nell'organismo prima che possa essere smaltita. Così anche un piccolo sorso di vino risulta difficile da smaltire e poco appetibile.

Queste varianti protettive potrebbero essere sorte in regioni geografiche in cui l'alcol è ampiamente disponibile e i suoi danni sulla salute sono ben visibili, ma è per il momento soltanto un'ipotesi - la loro distribuzione geografica non appare infatti altrettanto diffusa in Europa e Americhe, e il motivo non è chiaro.

 

Altri "poteri" utili. Le altre regioni di DNA più soggette a variazioni hanno ruoli completamente diversi: una di queste è soggetta a varianti (diffuse in Africa e Asia) che sembrano favorire una naturale protezione dalla malaria, un'altra, in Europa, preverrebbe un meccanismo connesso ai problemi cardiaci. Altre, infine, sarebbero implicate nel corretto sviluppo dei testicoli e nel posizionamento dell'apertura dell'uretra nel pene.

 

20 Febbraio 2018 | Elisabetta Intini