Scienze

L'auto che si prende cura di noi

Legge la segnaletica, corregge i nostri errori al volante e si accorge se siamo alticci. È l'auto sicura, già disponibile sul mercato.

C’è qualcuno che dal 1969 tocca con mano, e spesso anche con la testa, gli effetti degli incidenti stradali e aiuta ingegneri e progettisti a sviluppare soluzioni che rendano le nostre auto sempre più sicure e affidabili: è Dummy, il manichino giallo utilizzato nei crash test che nel 2009 ha compiuto 60 anni. (clicca qui per conoscere la sua storia)

DALLE BRETELLE ALLA CINTURA
E sempre nel 2009 si è festeggiato un altro importante anniversario: il cinquantesimo compleanno delle cinture di sicurezza, che fecero la loro prima comparsa su un auto di serie il 13 agosto 1959, sulla Volvo PV544.
Il brevetto originale è però molto più vecchio: fu depositato nel 1903 dal francese Gustave Desirè Liebau che le aveva chiamate "bretelle di sicurezza".
Da allora si sono evolute, sono diventate obbligatorie quasi in tutto il mondo e si sono evolute, dotandosi di nuovi dispositivi che le hanno rese più efficaci. Un esempio è il pretensionatore, che, in caso di urto, stringe la cintura attorno al corpo dei passeggero e lo mantiene nella posizione adatta a minimizzare le conseguenze dell’impatto.

OGGI LE CINTURE E DOMANI?
Le cinture si sono rivelate fondamentali (riducono i decessi da incidente d’auto del 40-50%) e vanno usate sempre, anche nei sedili posteriori. Ma che cosa ci riserva il futuro? Quali saranno le tecnologie che renderanno le nostre autovetture meno pericolose?

L'elettronica è già entrata prepotentemente nelle nostre autovetture. Tecnologie come l'ABS o l'ESP sono di serie in molti modelli: aiutano il guidatore a controllare la macchina. Anzi, è la vettura che decide per noi e "controlla" la nostra guida, correggendo i nostri errori.
Qualche esempio? Per chi non frena con sufficiente decisione già oggi è disponibile il BAS (Brake Assistant System o sistema di assistenza alla frenata), un dispositivo che riconosce una frenata d’emergenza e applica ai freni la massima forza possibile, mentre l’ABS interviene per evitare l’arresto delle ruote.
E se il guidatore è distratto? Ci pensa l' ACC (Adpative Cruise Control), che grazie a un radar percepisce gli ostacoli e prepara l'auto al panic stop permettendo di guadagnare preziose frazioni di secondo. Se l'ostacolo si avvicina troppo senza alcuna reazione da parte del conducente, l'ACC interviene autonomamente con una frenata di emergenza automatica (e piuttosto violenta).

IL PEDONE HA SEMPRE RAGIONE
Per proteggere i pedoni sono allo studio diverse tecnologie (vedi notizia). Molti stanno lavorando a uno speciale cofano capace di alzarsi in caso di urto in modo da modificare l’angolo di impatto e risultare meno dannoso in caso di investimento.
Renault, invece, sta studiando un airbag esterno che si gonfia al momento dell’urto riducendo così i danni a cose e persone. Volkwagen ha sviluppato un sistema "Arpa" che utilizza un elemento in acciaio a deformazione programmata all’interno del paraurti: in caso di urto con il pedone, questa piastra si schiaccia e minimizza i danni alle gambe del malcapitato.

I sistemi di sicurezza di nuova generazione non soltanto assistono i guidatori. li controllano.
Il sistema EYE, già disponibile sui modelli di alcune case automobilistiche, utilizza una telecamera posizionata tra lo specchietto retrovisore e il parabrezza per riprendere i cartelli stradali e riproporli sul display del cruscotto. Sviluppato da General Motors, EYE individua i cartelli tondi con limiti di velocità e divieti d’accesso da 100 metri di distanza e li ripropone in tempo reale sul cruscotto allertando il conducente in caso di mancato rispetto delle indicazioni. Imboccare un'autostrada contromano dovrebbe quindi diventare quasi impossibile.

GRANDE FRATELLO AL VOLANTE
La stessa telecamera è anche in grado di rilevare cambi di corsia improvvisi e sospetti come quelli provocati da un colpo di sonno: uno speciale software integra le informazioni visive della telecamera con dati provenienti dal volante e dall’acceleratore e se sospetta un inopportuno abbiocco (l’ondeggiamento del volante o una sospetta immobilità e sbandate improvvise su un rettilineo possono esserne i primi segnali), attiva spie luminose e avvisi sonori che svegliano il conducente. In quel caso e meglio accostare nella prima area di sosta e schiacciare un pisolino.
Più sofisticato è il sistema sviluppato da Toyota e disponibile su alcune auto della gamma Lexus: un sensore controlla le palpebre dell’autista e se percepisce un repentino abbassamento attiva un potente allarme sonoro. Una funzione simile è quella delle rumble stripes, le strisce di delimitazione corsia in rilievo che fanno rumore quando vengono calpestate dagli pneumatici.
Già disponibili su alcune vetture di alta gamma sono i sistemi di visione notturna che, grazie a una telecamera a infrarossi offrono al conducente un'immagine ad alta risoluzione della strada con una profondità di oltre 150 metri.

SPIATI E SICURI
Non c’è elettronica che tenga: gli esperti di sicurezza stradale sono concordi nell’affermare che prevenzione, la repressione delle infrazioni e la certezza della pena sono il miglior cocktail contro l’imprudenza, gli incidenti e i morti sulle strade. Tutto ciò si traduce in controlli frequenti e severi da parte delle forze dell’ordine, multe salate e mancanza di scappatoie legali. Ecco è sempre più probabile che nel giro di qualche anno diventi obbligatoria su tutte le auto la scatola nera, che al pari di quella presente sugli aerei registra informazioni come velocità, frenate e spostamenti della vettura, così da poter identificare e punire i responsabili di infrazioni e incidenti. Ma alcuni ostacoli, come la legge sulla privacy, rendono difficoltosa l’adozione di un simile dispositivo.

PER QUALCHE BICCHIERINO IN PIÙ
Se si è bevuto troppo meglio non mettersi al volante: è pericoloso e proibito dalle legge. Nel dubbio si può ricorrere ad un alcool test portatile, acquistabile in farmacia o dal tabaccaio per pochi spiccioli. Ma alcune case automobilistiche hanno integrato questo dispositivo nel sistema di accensione della vettura: per poterla mettere in moto occorre soffiare in un apposita cannuccia. L’auto partirà solo se il conducente si mostra sobrio.

14 maggio 2009
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