Le luci più incredibili dell'Universo

Saette, tramonti, laser, scie di stelle: scintille che danzano, esplorano o vanno a morire dietro al mare. Nell'Anno Internazionale della Luce, ecco una rassegna di scatti per celebrare le molteplici manifestazioni della luce, e il loro uso in ambito scientifico.

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Una collezione di scatti in continuo aggiornamento, per valorizzare l'importanza della luce in ogni ambito del sapere scientifico e non solo. Light: Beyond the Bulb ("Luce: oltre la lampadina") è un'esibizione internazionale open source, senza luogo fisso ma aperta a qualunque proposta o iniziativa, promossa dal Chandra X-ray Center e da SPIE, società internazionale di ottica e fotonica, in occasione dell'Anno Internazionale della Luce. Vi proponiamo le sue foto più belle.
 
Qui, le scie delle stelle, le aurore polari e le luci delle città terrestri fotografate dalla ISS, in uno scatto a lunga esposizione realizzato dall'astronauta statunitense Don Pettit. Le tracce luminose sulla superficie del nostro pianeta sono causate dalla rotazione della Terra, e dal contemporaneo moto orbitale della Stazione Spaziale.

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Un alone di 22° intorno al Sole: questo fenomeno ottico è causato dalla rifrazione della luce solare - o più raramente, lunare - da parte di milioni di minuscoli cristalli di ghiaccio sospesi in atmosfera. La maggior parte degli aloni appare chiaro, ma talvolta i cristalli di ghiaccio si comportano da piccoli prismi, generando bagliori di diversi colori. Questi anelli di luce sono associati alla presenza di sottili nubi d'alta quota come i cirri.

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Tramonto sulla unità da trasporto anfibio americana USS Denver (LPD-9): la foto è stata scattata mentre la nave era impegnata in un'esercitazione nelle acque del Mare cinese meridionale. Nella foto, il disco solare appare più rosso e appiattito nella parte più vicina al mare: il fenomeno ottico è causato dalla deviazione del percorso dei raggi operata dagli spessi strati atmosferici che circondano il nostro pianeta.

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La retina di un topo visualizzata attraverso un microscopio confocale a fluorescenza. Questo strumento di osservazione permette di accrescere la risoluzione spaziale del campione, analizzando singolarmente i vari pixel per poi assemblarli in un'unica immagine, eliminando le interferenze luminose dei piani fuori fuoco.

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La notte terrestre illuminata dalle luci artificiali, mentre un sottile "spicchio" di giorno si intravede ad est. Ampie zone della Terra, praticamente prive di inquinamento luminoso, permettono di osservare ancora un'oscurità vera, non disturbata da bagliori innaturali. Notturno spaziale: le foto della Terra di notte

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Lo scatto mostra un uso innovativo della luce laser (che riesce a convogliare un fascio di elettroni verso un unico, preciso punto) in ambito astronomico. Quello che vedete è il telescopio dell'ESO Yepun, uno dei quattro osservatori del complesso del Very Large Telescope, sul Cerro Paranal (Cile). Il raggio laser viene utilizzato per misurare la distorsione della luce causata dal riverbero atmosferico, uno dei principali nemici delle accurate osservazioni astronomiche. Una volta conosciuto il suo valore, si effettuano correzioni per rendere l'effetto trascurabile. Le foto dell'osservatorio di Paranal e del Very Large Telescope

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La luce di Cassiopeia A fotografata dal telescopio ai raggi X Chandra. Questo avanzo di supernova è ciò che resta dell'esplosione di una stella morente, il residuo di una "bomba" celeste il cui calore è ancora troppo energetico per essere percepito nella lunghezza d'onda della luce visibile. La foto di Chandra comprende tre diverse bande di raggi X: rossa, verde e blu.

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Fulmini nei cieli del Quebec. Nel tempo che impiegherete a leggere questa frase sulla Terra sono caduti 200 fulmini. Il calore generato durante un fulmine è maggiore di quello della superficie solare, ed è il principale responsabile della scarica bianco-bluastra che vediamo. Fulmini e saette in una gallery "elettrica"

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Quando lo guardiamo direttamente, il Sole ci appare giallo perché rilascia le sue più intense radiazioni in quella regione della luce visibile. Ma agli occhi dell'osservatorio solare Solar Dynamics Observatory la nostra stella assume un aspetto completamente diverso. Eccola brillare nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto.

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Lo riconoscete? Questo è il centro della Via Lattea, esaminato attraverso tre diversi osservatori celesti. I dati ai raggi X del telescopio Chandra sono visibili in blu e viola; le emissioni nel vicino infrarosso riprese da Hubble sono indicate in giallo; mentre i dati di Spitzer, all'infrarosso, sono visibili in rosso. Infrarossi e raggi X sottolineano l'intensa attività celeste nel cuore della galassia, mentre il vicino infrarosso mostra le regioni altamente energetiche toccate dalla nascita di nuove stelle.

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Aurora boreale sopra al Bear Lake in Alaska, nei pressi della Eielson Air Force Base dell'aeronautica militare statunitense. La gamma di colori visibile durante le aurore polari dipende dal fatto che atomi diversi emettono luce di diversa grandezza d'onda quando vengono eccitati dalle radiazioni del vento solare. L'ossigeno brilla di una luce verde o rossa, l'azoto dà origine a una luce blu. Altre belle foto di aurore polari: guarda

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Per secoli la Piccola Nube di Magellano, a 180 mila anni luce da noi, ha aiutato i naviganti dell'emisfero australe a ritrovare l'orientamento e la strada di casa. Oggi questa nursery stellare rivela molto di più del suo semplice bagliore nella luce visibile: lo scatto combina dati ai raggi X (in viola), dati all'infrarosso (in rosso) e dati nella luce visibile (verde, rosso e blu). Il risultato è un enorme squarcio di cielo aperto come un paio di fauci.

Una collezione di scatti in continuo aggiornamento, per valorizzare l'importanza della luce in ogni ambito del sapere scientifico e non solo. Light: Beyond the Bulb ("Luce: oltre la lampadina") è un'esibizione internazionale open source, senza luogo fisso ma aperta a qualunque proposta o iniziativa, promossa dal Chandra X-ray Center e da SPIE, società internazionale di ottica e fotonica, in occasione dell'Anno Internazionale della Luce. Vi proponiamo le sue foto più belle.
 
Qui, le scie delle stelle, le aurore polari e le luci delle città terrestri fotografate dalla ISS, in uno scatto a lunga esposizione realizzato dall'astronauta statunitense Don Pettit. Le tracce luminose sulla superficie del nostro pianeta sono causate dalla rotazione della Terra, e dal contemporaneo moto orbitale della Stazione Spaziale.