Lazarus Project: gli animali estinti torneranno in vita?

Un gruppo di scienziati australiani vuole riportare in vita due specie di rane a gestazione gastrica, estinte subito dopo la loro scoperta. Il progetto potrebbe riportare in vita animali estinti da secoli: dal mammuth al dodo.

rana
Alzati e salta. Il progetto Lazzaro vuole resuscitare la rana che fa nascere i piccoli dalla bocca estintasi negli anni Ottanta.

Immaginate una rana che dopo aver deposto le uova le inghiotte, le cova nello stomaco e quando si schiudono “partorisce” i piccoli espellendoli dalla bocca. No, non è la protagonista di un film horror di serie B ma la Rheobatrachus silus, una piccola rana australiana dichiarata estinta nel 1983. Un team di scienziati dell’Università del Nuovo Galles del Sud (Australia) sta però lavorando ormai da qualche anno per riportare in vita questo curioso batrace grazie ad una tecnica di clonazione che sa di Jurassik Park: è il progetto Lazarus.

Cellule morte, anzi zombie
L’idea di Michael Archer e dei suoi colleghi è quella di sostituire i nuclei cellulari presenti nelle uova di una rana donatrice vivente, con quelli prelevati da campioni della specie estinta. Alcune delle uova sottoposte a questo speciale trattamento hanno iniziato spontaneamente il processo di divisione cellulare e si sono sviluppate fino a dar vita a degli embrioni. Nessuno di loro è sopravvissuto più di qualche giorno, ma l’analisi del loro DNA ha confermato che nel loro patrimonio genetico era presente materiale proveniente dalla rana scomparsa. 
“Stiamo osservando Lazzaro resuscitare un passo dopo l’altro” ha commentato Archer. “Abbiamo riattivato cellule morte e riportato in vita il DNA di una specie estinta e ora lo abbiamo a disposizione per futuri tentativi di clonazione”. 
I campioni di Rheobatrachus silus sono stati prelevati da animali crioconservati fin dal tempo della loro scomparsa.

L'appetito vien clonando
In una recente Ted Conference dedicata al progetto Lazarus, i cui risultati sono però ancora in attesa di pubblicazione, Archer ha confermato il suo crescente interesse nel voler applicare questa tecnica di clonazione anche a mammiferi ormai estinti, primo tra tutti la tigre della Tasmania. 
Il progetto di Archer ha scatenato il dibattito nella comunità scientifica internazionale e le proposte di “de estinguere” animali e piante gli sono arrivate da tutto il mondo: al momento i più richiesti sono il mammuth, il dodo, l’ara rossa di Cuba (un pappagallo estinto alla fine dell’800) e il moa gigante della Nuova Zelanda, un colossale uccello alto più di 3 metri scomparso nel ‘700.

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Questo esemplare congelato negli anni Ottanta è stato utilizzato dal progetto Lazarus nel primo tentativo di riportare in vita la specie Rheobatrachus silus. Foto di Bob Beale

21 Marzo 2013 | Rebecca Mantovani