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L’aereo che atterra come un uccello

Un aereo che vola come un uccello.

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Già Leonardo ci aveva pensato: per far volare l’uomo perché non prendere spunto dalla tecnica di volo delle tante specie e razze di volatili presenti sul pianeta? Anche al Mit di Boston ci hanno pensato, ed ecco il primo prototipo che plana sui fili, come gli uccelli.

 

“Un progetto di ricerca del Mit di Boston sullo studio del volo degli uccelli”

 

Volo Naturale – L’idea dei ricercatori è che per semplificare il volo dei mezzi meccanici e ancora di più il loro atterraggio, dovrebbero avere movimenti naturali come gli uccelli. In fase di planaggio gli aerei devono tener conto di diverse variabili: velocità, lunghezza ella pista, angolo di impatto sul terreno e altezza dal suolo. La natura ha dotato gli uccelli di altre caratteristiche, consentendo loro di atterrare anche su un minuscolo cavo sospeso in aria.

 

Un aliante, che va in stallo – Proprio partendo dalle doti di atterraggio dei volatili, al Mit hanno sviluppato un primo prototipo di aliante che è in grado di planare e atterrare sopra a un cavo. Alla base di tutto c’è il fenomeno fisico, ben conosciuto dai piloti di aerei ed elicotteri, dello stallo: la natura ha dotato tutti i volatili della capacità di gestire il proprio stallo in aria, mentre è molto complesso ricostruire artificialmente il fenomeno senza eccedere con l’inclinazione, infatti i flussi d’aria che si generano rischiano di compromettere il volo.

 

Check al computer - Per controllare lo stallo è stato in primis studiato il modello matematico dell’aereo, così da osservare l’andamento dei flussi d’aria intorno al piccolo velivolo. Il confronto tra i dati teorici e i dati empirici sul modellino hanno concesso ai ricercatori di sapere con precisione quali fossero le deviazioni e i comandi da eseguire perché il modellino si avvvicinasse il più possibile al dato teorico generato dal computer. E il piccolo aereo, per ora solo in simulazioni di laboratorio, è stato in grado di inclinarsi, frenare per mezzo dello stallo in aria e attraccare, con dolcezza, sull’apposito cavo col suo carrello prensile. Proprio come un uccello.

 

Sbocchi futuri – La ricerca del Mit interessa soprattutto l’industria militare. Anche le forze armate aeree americane guradano di buon occhio lo studio del volo eseguito dal Mit: in futuro potrebbe essere molto utile per i nuovi veicoli aerei senza equipaggio. I futuri droni volanti avrebbero una marcia in più se riuscissero ad atterrare su piccole superfici per raccogliere immagini e informazioni. Ad esempio: su un normale cavo elettrico, all’interno di una base militare nemica.

 

Solar Impulse. Guarda la gallery!

 

22 luglio 2010